Domenica, 12 Luglio 2020

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La sentenza non è definitiva e uno dei due motivi del ricorso è stato rigettato, mentre sul secondo resta un flebile “nì”.

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protesta discarica santa marina scandale«Ricominciamo la lotta. Sì, bisogna ricominciare daccapo!». È quanto ha scritto una cittadina di località “Timperosse” di Scandale, Maria Cotrone, al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, dopo il decreto che autorizza la modifica dei codici Cer e quindi l’avvio dell’insediamento della discarica a in località “Santa Marina”. La cittadina fa parte del comitato che già nel 2010 vinse la prima battaglia contro la discarica grazie alla decisione del Presidente della Repubblica.

 

«Daccapo – scrive Cotrone – contro una decisione a dir poco assurda se non aberrante e insostenibile. Sembra che i vertici della nostra Regione (Calabria) siano diventati sordi a qualsiasi invocazione da parte dei cittadini. Sembra che non importi a nessuno ascoltare le ragioni per cui una popolazione intera decide di tornare a combattere contro un qualcosa che sembrava ormai scongiurato. Cosa ne è stato della decisione del Presidente della Repubblica nella cui sentenza bocciava l’autorizzazione della discarica? Cosa ne è stato delle lotte che coinvolsero l’intero paese di Scandale e dintorni con manifestazioni tese a indicare la volontà al diniego di questo scempio?».

 

«Ancora oggi – prosegue la cittadina – la Regione vuole cercare per forza dei motivi che possano giustificare la legittimità degli interessi degli imprenditori, se così si possono definire, che hanno avanzato questo progetto; progetto che influenzerà la vita di tutta la provincia crotonese e non vuole sentir ragioni invece, a tutelare gli interessi, questi sì legittimi di tutte le aziende limitrofe esistenti e che risultano essere fantasmi nella documentazione presentata. Già, sembra che nei dintorni del luogo designato a discarica vi sia una zona deserta. Ebbene noi non ci stiamo!».

 

«Vogliamo ribadire per l’ennesima volta – sottolinea la cittadina – la nostra contrarietà. Vogliamo affermare con forza la nostra esistenza e dire con quanto fiato abbiamo in gola che noi imprenditori non siamo da meno e esigiamo tutele in quanto già presenti. I nostri sacrifici, e sapete benissimo quanto possa costare fare imprenditoria qui, nella nostra amata e violentata terra, combattendo giorno dopo giorno contro le avversità che già ci sono e mi riferisco a mancanza di infrastrutture e non solo… i nostri sacrifici, ripeto, meritano almeno di essere valutati».

 

«Non potete lavarvene le mani – incalza Cotrone – di un territorio che ha già sofferto e continua a soffrire dei guai che hanno causato le industrie ormai dismesse. Un territorio ormai saturo di impianti di smaltimento, di centrali biomasse e turbogas, di inceneritori di rifiuti speciali. Il nostro è un territorio che ha esclusivamente bisogno di bonifica e non di ulteriori discariche. Un territorio meraviglioso, culla di antiche civiltà e che state portando allo sfacelo. Territorio ricco di opportunità agricole, allevatoriali e turistiche che avrebbe solamente bisogno di infrastrutture per decollare e ridiventare la perla che era un tempo. E voi volete distruggerlo».

 

«Sì, perché dando il consenso alla realizzazione della discarica – commenta la cittadina – non fate altro che consegnare la nostra terra, la mia terra, alla rovina, non ci sarà più possibilità di recupero anzi diverrà una strada spianata alle discariche e alle ecomafie. Se avete intenzione di far ciò, allora, preparate un piano di evacuazione totale. Inutile parlare di bonifica o di promozione di attività agricole in genere perché non vi crede più nessuno; non si può continuare a chiedere alle persone, ai giovani soprattutto, di investire e dedicare la propria vita per il bene della collettività quando poi non si ha alcun riscontro da parte vostra. Diceva Socrate:” c’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù”».


«Ebbene, io dico che – conclude – chi non si preoccupa dei nostri sentimenti, delle nostre necessità, delle nostre verità, non merita di avere più la nostra pazienza e la nostra sopportazione. La pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia ed esasperazione. Non fateci arrivare a questo. Non sfidate l’esasperazione delle persone perché quando non si riesce a vedere più la luce in fondo al tunnel l’uomo è disposto a tutto, anche a morire».

 

 

 

 

 

 

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barberio protesta discarica scandaleArriva il decreto definitivo che modifica il codice Cer (codice europeo del rifiuto) del progetto approvato nel lontano 2010. Le intenzioni della Regione Calabria, che ha inviato la comunicazione al Comune di Scandale, è quella di porre la parola fine alle procedure per passare alla fase di costruzione della discarica di Scandale. Ovviamente il sindaco Antonio Barberio, che sulla questione questa mattina ha rilasciato un’intervista a Telediogene, non ci sta e dichiara di “avere già pronto il ricorso da presentare al Tribunale regionale amministrativo” e annuncia di “volere portare a giudizio i responsabili del procedimento”. Barberio è sconfortato, ma non si arrende. Ha già convocato la riunione con tutti i consiglieri comunali eletti a Scandale per le 18,30 di oggi. Non è andato a buon fine il tentativo di sottoporre a valutazione l’incartamento del progetto all’Ufficio legale della Regione. Questa era la richiesta di Barberio e di quanti, nei giorni scorsi, avevano protestato nell’androne della cittadella regionale. La speranza era quella che sottoponendo a valutazione le carte del progetto, gli avvocati dell’Ufficio legale avrebbero rilevato l’incongruenza esistente e cioè avrebbero convinto i rappresentanti della politica (assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, e governatore Mario Oliverio), che la procedura di modificare il codice Cer di un progetto cancellato dal presidente della Repubblica nel 2012 non doveva e non poteva essere modificato. Caso mai si doveva partire con una nuova ipotesi progettuale per realizzare la discarica a Santa Marina di Scandale. L’iter procedurale del progetto approvato nel 2010 non poteva essere modificato e risuscitato semplicemente modificando il codice Cer e cioè cambiando il tipo di rifiuto da conferire nella discarica: da amianto a rifiuti speciali non pericolosi (scarti della raccolta differenziata). Questo, invece, è avvenuto e non si è nemmeno voluto tenere conto del fatto che nell’incartamento non ci sono altrui documenti importanti. Non si è voluto tenere conto del fatto che la realizzazione della discarica nella Valle del Neto va a vanificare l’attività agricola di pregio che esiste nel sito. Il sindaco di Scandale non riesce a capacitarsi come possa avvenire che a Cosenza e Reggio Calabria c’è una levata di scudi contro le iniziative che propongono la realizzazione di nuove discariche e a Crotone tutto è possibile. Non c’è nessun coinvolgimento nemmeno sulla scelta del sito e viene calato tutto dall’alto. A Crotone e nella sua provincia gli impianti pericolosi per la salute dei cittadini vengono realizzati con enorme facilità. Basta pensare a quello che già esiste.

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comitato discarica scandale«La Regione impedisca la realizzazione della discarica di Scandale». È l’appello lanciato dalle associazioni "Terra e Libertà", Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra, Arci, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione animali Calabria, Cooperativa Agorà Kroton e Wwf.
«Bene ha fatto – commentano – il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, a indire una conferenza stampa in cui ha espresso, a nome di tutta la comunità, il proprio no alla realizzazione dell'ennesima discarica che rischia di compromettere definitivamente l'ambiente, la salute e le produzioni agricole alla base dell'economia del nostro territorio.
Da dieci anni ad oggi i tentativi da parte della società Ecolsystema di realizzare una discarica di amianto prima ed una di rifiuti speciali non pericolosi poi, sono stati innumerevoli. Fare profitto, guadagnare a scapito della comunità, dell'ambiente, del territorio, del benessere comune, è lo sport più diffuso nella nostra provincia e nella nostra regione.
Tuttavia, ricordiamo che nel corso degli anni il Comune di Scandale e un grande movimento composto da comitati, associazioni e cittadini si è sempre opposto alla realizzazione di questa discarica, adottando tutte le misure burocratiche e amministrative necessarie a impedire la realizzazione dell'opera e mettendo in piedi un importante moto di opposizione popolare.
Non riusciamo a spiegarci come, puntualmente, ogni due o tre anni, la Ecolsystema torni alla carica e ottenga da qualche istituzione, in questo caso la Regione Calabria, la riapertura del procedimento o un atto autorizzativo favorevole nonostante il Piano energetico approvato dalla Regione Calabria nel 2005, escludesse, a seguito di un emendamento dell'allora consigliere regionale Pino Napoli, la possibilità di ubicare nel territorio crotonese ulteriori impianti di trattamento, trasformazione, conservazione e smaltimento di rifiuti di ogni genere, o suoi derivati
Ricordiamo, in tema di discariche, che la discarica privata di Crotone in località Columbra ha abbancato milioni e milioni di metri cubi di rifiuti tal quali provenienti da tutta la Calabria. Discarica che è tornata ad essere, in questi ultimi periodi, l'unico posto in cui riversare buona parte dei rifiuti provenienti da altre province calabresi.
Ci chiediamo come sia possibile che gli uffici competenti della regione Calabria siano sempre così sensibili nell'autorizzare scempi di tal fatta. A chi giova? Non certo alla comunità di Scandale, non certo alla provincia di Crotone, ai suoi abitanti e al suo ambiente.
Qualcosa non funziona, è evidente. Sarebbe opportuno che, in questo caso sì, ci fosse un'attenzione particolare nel capire e portare alla luce i metodi e i meccanismi autorizzativi degli enti preposti.
Noi, come sempre, non ci tireremo indietro. Impediremo con tutte le nostre energie e le nostre forze la realizzazione di questa ennesima discarica e contrasteremo chi intende realizzare il massimo profitto senza preoccuparsi di danneggiare irreversibilmente l'ambiente e il territorio.
Chiediamo infine con forza alla Regione Calabria, come già fatto dal sindaco Barberio, di indire in autotutela una nuova Conferenza di Servizi per opporsi alla realizzazione della discarica».

 

 

 

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tonino barberio2«Per noi il discorso della discarica nei pressi di Scandale era un discorso bloccato nel 2014». Il sindaco del centro crotonese, Antonio Barberio, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa presso la sala giunta della Provincia di Crotone, annunciando di aver scritto alla Regione per bloccare l'autorizzazione rilasciata confronti di Ecolsystemi per realizzare una discarica di rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina. In particolare, il sindaco di Scandale, ha chiesto alla Regione di sospendere in autotutela ogni decisione intrapresa in attesa di indire una nuova Conferenza dei servizi. Inoltre, il sindaco propone alla Regione di presentare opposizione al presidente del Consiglio dei ministri rispetto la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi che ha rilasciato l’Aia a Ecolsystemi. Le ragioni sono contenute in una lettera di 4 pagine che vi proponiamo integralmente. In essa, il sindaco richiama un ricorso al Presidente della Repubblica e il principio "discariche zero" contenuto nell'ultimo Piano regionale dei rifiuti. Oltre che alla Regione, il sindaco Berberio si rivolge al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte.


«Si fa riferimento alla comunicazione relativa all'esito della conferenza dei servizi del 10 gemmo 2019, per segnalare quanto segue. Preliminarmente si ribadisce la difficoltà di questa Amministrazione di essere ben edotta sulla problematica de qua, atteso che si è insediata solo nel giugno 2018. Ciò è stato segnalato in sede di riunione senza alcun esito.
Nel merito della vicenda, l'Amministrazione che si rappresenta ha già ribadito il proprio dissenso alla realizzazione di nuove discariche, nel territorio del Comune di Scandale, anche sulla base di argomentazioni giuridiche fondate sugli atti adottati.
Infatti, è evidente che il Ddg 2014/2010, di rilascio dell'Aia è stato annullato, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto in contrasto con il Pear del 2005 (così Consiglio di Stato — Adunanza 16 maggio 2012 – n. 3658/2012).
Nonostante ciò, l'Amministrazione regionale procedente continua a far rivivere il Ddg 2014/2010, richiamandolo quale atto presupposto di tutto l'iter istruttorio, unitamente ai Ddg n. 540 e 873/2011 sulla cui vigenza si nutrono fondati dubbi, atteso che si basano sugli stessi presupposti del DDG 2014/2010.
Le argomentazioni a sostegno dell'annullamento sono state individuate dal Consiglio di Stato nella "significativa presenza nel territorio crotonese di impianti industriali di trattamento dei rifiuti" e da ciò l’esclusione della possibilità di autorizzare ulteriori installazioni.
L'errore di fondo che permea tutta la vicenda è rappresentato dall'aver omesso di considerare quanto disposto dal Consiglio regionale della Calabria, con delibera n. 256 del 30 ottobre 2017, avente ad oggetto "Integrazione criteri localizzativi Piano Regionale gestione rifiuti" PRGR, approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 156 del 19 dicembre 2016.
Ora è che non può sfuggire al lettore come le motivazioni di cui alla deliberazione n. 256/2017 sono sostanzialmente simili a quelle che hanno legittimato l’annullamento del DDG 2014/2010,
Per comodità di lettura, si riporta il testo: "In applicazione di quanto previsto all' art. 199, comma 3, lett I, del D. Lgs 152/2006 e s.m.i., il PRGR riporta ai capitoli 19 e 23.6 i criteri localizzativi delle aree idonee e non idonee all'ubicazione degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché dei luoghi o degli impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, rimandando per le discariche al D. Igs n. 3612003. Il proliferare incontrollato e sconsiderato dell'utilizzo delle discariche in regione negli anni - anche per effetto dell'entrata in vigore del DPR n. 915/1982 - ha determinato la presenza di oltre 600 siti con concentrazione in alcune aree del territorio calabrese rispetto ad altre. Ne consegue la necessità di integrare il piano inserendo: alla parte III pag. 284 a seguire dell'ultimo periodo del capitolo 19.3. il seguente periodo: "Un ulteriore elemento valutativo finalizzato a contenere la realizzazione di impianti di discariche nelle aree in cui questi risultano già presenti con elevata concentrazione e che, quindi, determinano un significativo impatto negativo sull'ambiente circostante, deve tenere conto di un fattore di pressione discariche (fattore pressione"), da determinarsi considerando le volumetrie di discarica su unità di superficie, per come specificato al successivo paragrafo 23.6.2.1; alla parte III a pag. 390 di seguito al paragrafo 23.6.2.) il seguente paragrafo: 23.6.2.1 "Fattore pressione discariche - la localizzazione degli impianti di trattamento e di recupero di rifiuti deve assicurare un'equa ed uniforme distribuzione sul territorio calabrese, sulla base di un fattore di pressione territoriale". Il fattore di pressione discariche, da calcolare su scala comunale e provinciale da parte delle Province e della Città metropolitana di Reggio Calabria, entro sei mesi dall'approvazione della deliberazione di Consiglio regionale previa ricognizione, dei siti di discarica cessati, in post gestione, in gestione operativa con conferimenti ultimati o in corso, ivi compresi quelli non autorizzati, è determinato nel modo seguente: Omissis. Nella determinazione dei succitato fattore pressione dovranno essere considerate le volumetrie i siti già individuati dal PRGR al capitolo 17, relativamente agli impianti di discarica pubblica".
Il comune principio sotteso tanto al PEAR 2005 che al PRGR è questo: una elevata concentrazione di impianti nel territorio, ne impedisce la realizzazione di nuovi. Era sufficiente tener conto di quanto sopra evidenziato, per rigettare l'istanza di cui all'oggetto.
Si imponeva, pertanto, agli organi preposti (ASP, ARPACAL e STV), nella procedura di rilascio dei pareri, di tenere necessariamente conto di quanto sopra prescritto. Nulla di tutto ciò è stato verificato, considerato che gli attori della vicenda si sono semplicemente limitati a confermare un parere reso, ancor prima dell'entrata in vigore di tale disposizione, così come sotto elencato: parere favorevole della STV del 23.07.2015 semplicemente confermato con parere del 10.11.2017; parere favorevole dell'ASP di Crotone del 27.07.2016 semplicemente confermato in data 2.3.2017 ed in data 07.01.2019; parere favorevole della Provincia di Crotone del 9.9.2015 semplicemente confermato in data 26.07.2016; parere favorevole ARPACAL del 10.09.2015 confermato a verbale in sede di conferenza dei servizi del 10.01.2019; parere favorevole del dipartimento regionale dell'Agricoltura del 12.10.2016 semplicemente confermato in data 10.01.2019.
Basterebbe solo questo per far annullare la procedura fino ad oggi posta in essere dalla Regione Calabria, atteso che la riattivazione del procedimento de quo, sospeso ope legis dalla L.R. 4712017, ha registrato la semplice conferma dei pareri a suo tempo rilasciati, tutti antecedentemente alla obbligatorietà di tenere conto di un fattore di pressione discariche".
Un "Fattore di pressione", quale strumento che impedisce l'apertura di discariche o l'ampliamento di quelle esistenti in zone già ambientalmente stressate, che è stato considerando gravemente lesivo, per i propri interessi, dalla stessa società Ecolsystema, che ha presentato ricorso al Tar Calabria per l'annullamento, previa istanza di sospensiva, della deliberazione n. 256/2017. Il Tar, alla luce di una sommaria cognizione, ha, però respinto l’istanza avanzata con ordinanza n. 148/2018 e pertanto la deliberazione, oggetto di gravame, è pienamente valida ed efficace.
Le aporie istruttorie dei pareri rilasciati, presupposto per l'adozione del provvedimento finale, rappresentano una grave violazione dei principi di precauzione, prevenzione, oltre che violazione di legge, ed evidenziano una frettolosa attestazione di generica compatibilità dell'impianto oggetto di autorizzazione.
Nel procedimento oggetto di censura, si contesta, altresì, la violazione del principio di precauzione, che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati, al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente. Infatti, a fronte della manifestata richiesta di differimento della Conferenza dei servizi, da parte del Comune di Scandale, per attentamente valutare e precisare le richieste prescrizioni del sindaco, di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 il procedimento si è comunque concluso.
Il Comune non è stato, così, messo nelle condizioni di poter attentamente valutare, in quanto i pareri favorevoli resi da altre autorità sanitarie ed ambientali appaiono connotati da insufficienza, carenza e approssimazione degli stessi, per i motivi già illustrati, avendo completamente disatteso il parametro di carico "rifiuti/territorio", in violazione dei principi di protezione ambientale, tutela della salute, programmazione integrata, sicurezza ed autosufficienza.
Per tutto quanto sopra esposto, con riserva di tutelale nelle competenti sedi gli interessi del Comune di Scandale, si diffida l'Amministrazione Regionale procedente a dar corso a quanto risultante all'esito della conferenza dei servizi nonché, ai sensi degli art. 14 e ss. della L.241/90 e s.m.i., avendo espresso, in modo inequivoco, il proprio motivato dissenso, prima della conclusione dei lavori della conferenza: si sollecita l'amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies; si propone, contestualmente, opposizione al presidente del Consiglio dei ministri avverso la determinazione motivata di conclusione della conferenza».

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«No alla discarica di Santa Marina: il sindaco tace». Lo ribadiscono in una nota i portavoce del MoVimento 5 stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Ancora una volta – commentano i due – si vuole trasformare il territorio crotonese in una discarica. Mentre la Regione Calabria approva il piano regionale dei rifiuti con l'obiettivo "discariche zero'', nel territorio di Scandale, al confine con i comuni di Crotone e Rocca di Neto, si riesuma il progetto della discarica di Santa Marina. Il M5s di Crotone – è scritto nella nota – chiede al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, in rappresentanza di tutti i cittadini, di far sentire il “No” dei cittadini alla realizzazione di ulteriori impianti ad alto impatto e rischio ambientale, in un comprensorio già disseminato di mezzi di trattamento rifiuti e di siti inquinati. Per la tutela della nostra salute – sottolineano i consiglieri comunali pentastellati – e per la valorizzazione di prodotti che hanno conseguito la registrazione di marchi collettivi Dop con indicazione dell'origine geografica o di prodotti di nicchia come il pecorino crotonese, dobbiamo difendere a tutti i costi i territori minacciati dalla volontà espressa di realizzare questa discarica. Ecco il nostro appello accorato: egregio sindaco, non si può aspettare che sia troppo tardi! Ti chiediamo di far sentire in maniera chiara e decisa il “No” dei crotonesi all'ennesima discarica».

 

 

 

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