Domenica, 12 Luglio 2020

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enzo sculco ugo puglieseNon è uno scontro tra le nuvole. Nessuno è in questo momento nelle condizioni di prevedere come si concluderà lo scontro all’interno della “Prossima Crotone”, ma sicuramente è destinato a lasciare strascichi anche se il sindaco Ugo Pugliese dovesse decidere di rimangiarsi l’attacco al leader della coalizione che lo ha candidato alla guida di Crotone. Enzo Sculco con un comunicato tenta di minimizzare nella speranza di smorzare la polemica ed isolare Pugliese, che è entrato in stand by. Ci sono comportamenti che non fanno comprendere appieno quello che si è voluto innescare e la portata della reazione che si è avuta. La prima questione da capire è perché Pugliese non ha diffuso il comunicato contro i suoi prima della pausa dal lavoro. Il comunicato di Pugliese è stato dato alla stampa alle 12 di lunedì scorso, quando lui era già lontano da Crotone. Il telefonino lo ha tenuto aperto, ma non ha risposto ai rappresentanti della stampa che lo hanno chiamato per avere delucidazioni sulle questioni poste con la nota stampa. Sculco ha atteso tre giorni per rispondere e la sua replica, per chi sa leggere i messaggi della politica, è criptata. Troppi riconoscimenti vengono fatti al sindaco che ha messo in discussione tutto quello che è stato costruito dal “reuccio”. Non è nel suo carattere, anche se i salamelecchi li ha utilizzati altre volte quando stava affilando le lame per colpire al bersaglio grosso. La replica di Sculco verso il “figliol prodigo” è stata inviata dopo un lungo confronto avuto con l’assessore ai lavori pubblici, Leo Pedace, e il presidente del consiglio comunale, Serafino Mauro. C’è un’altra importante questione da capire: le dichiarazioni del “reuccio” circa la presenza di un suggeritore. Secondo il leader politico della “Prossima Crotone” il sindaco non avrebbe concepito da solo il contenuto del documento e, quindi, l’idea di rompere i rapporti con chi lo ha eletto. C’è un’altra questione da chiarire in questa intricata vicenda di rapporti politici: Sculco sostiene che Pugliese ha già fatto marcia indietro mentre persone vicino al sindaco dicono il contrario. L’unica cosa certa, per quanto riguarda questo aspetto, è che Pugliese non ha detto o scritto una sola sillaba per chiarire la propria posizione. E’ fuori sede, ma avrebbe potuto rispondere alle chiamate dei giornalisti o addirittura affidare il chiarimento ad una nota stampa da diffondere attraverso i canali del Comune. Che ne pensa Sculco del silenzio stampa di Pugliese? Non può che essere preoccupato ed ecco perché la vecchia volpe ieri ha riunito gli amici più stretti e li ha moralmente coinvolti nella questione. Dopo il confronto con i fedelissimi ha diffuso quel comunicato pieno di salamelecchi per Pugliese. Nel comunicato, però, c’è un passaggio che riguarda il documento interno dato da una manina alla stampa, che Pugliese ha valutato come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il documento redatto da Sculco con il quale il “reuccio” frusta i rappresentanti dell’esecutivo di Pugliese e chiede un cambio di passo nelle attività. Potrebbe anche essere che Pugliese abbia deciso di utilizzare questo documento per rendere pubblico un sentimento che covava da tempo. Potrebbe anche essere vero quello che sostiene Sculco a proposito di un suggeritore, perché sino a lunedì a mezzogiorno il sindaco non ha messo in discussione l’attività di chiarimento avviata in via Firenze. Nessuno, quindi, oggi è nelle condizioni di dire come stanno realmente le cose. Gli unici che possono diradare le nubi sono Pugliese e Sculco. Il “reuccio” ha parlato ed ha anche lanciato accuse pesanti (il suggeritore) il sindaco è in stand by a godersi la vacanza lontano da Crotone.

 

 

 

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enzo sculco ugo pugliese«Il sindaco della città, Ugo Pugliese, nella giornata di lunedì ha emesso un comunicato nel quale esprime più considerazioni sulla vicenda politica cittadina ed in particolar modo su alcuni aspetti sui quali non si può che convenire». È l’intervento del leader della Prossima Crotone, Enzo Sculco, rispetto al comunicato diffuso sul finire della settimana dal primo cittadino.
«Ha ragione Pugliese – commenta Sculco – quando sostiene che bisogna ridurre ogni polemica e concentrarsi, invece, di più sulle problematiche da affrontare per sfruttare le tante e eccezionali opportunità che ha conquistato La Prossima Crotone.
D’altra parte questo era lo spirito, il contenuto e gli obiettivi che si proponeva il documento “Riorganizzare per Rilanciare” ampiamente discusso, nelle scorse settimane, all’interno della coalizione e oggi, riproposto, con maggiore determinazione, nella nota del sindaco.
Il percorso tracciato nel documento, così come evidenziato dal sindaco, è la strada giusta per affrontare con un rinnovato impegno l’attività politica e di governo, espressione magistralmente esplicata da Ugo Pugliese quando scrive: “Ho condiviso con tutti il principio fondamentale che l’azione amministrativa sia incisivamente rilanciata condividendo con la maggioranza gli obiettivi e le linee strategiche che devono caratterizzare la prosecuzione dell’esperienza amministrativa, stabilendo le priorità su cui concentrare il percorso”.
Così come appare estremamente condivisibile l’appello lanciato dal sindaco: “concentrarsi su più importanti e vitali argomenti che riguardano il futuro della città”.
Ha ragione ancora di più il sindaco quando declina e descrive le prerogative che la legge attribuisce al suo ruolo. È del tutto evidente che una coalizione, politica e istituzionale, discuta e si confronti su ogni aspetto e su tutte le scelte che devono essere compiute per dare luogo agli assetti organizzativi e efficacia all’azione amministrativa. Il sindaco è all’apice di questo processo di partecipazione democratica, tocca, infine, a lui assumere legittimamente oltre che autorevolmente le decisioni conseguenti. Mi sorprende, a questo punto, la lettura che alcuni hanno voluto dare del comunicato del sindaco, immaginando una frattura e una divisione dove invece c’è simbiosi, sinergia e unità di intenti.
Appare ancora di più condivisibile l’affermazione del sindaco quando richiama la necessaria “autonomia” che deve caratterizzare l’azione di tutti i gruppi dirigenti, dal primo all’ultimo, e dell’intera coalizione de La Prossima Crotone, a qualunque livello e in qualunque circostanza. L’autonomia è un requisito indispensabile, che deriva e trova legittimazione nella fiducia espressa tramite il libero voto dei cittadini crotonesi. Autonomia che non può essere in alcun modo messa in discussione da chiunque non abbia le proprie radici nelle ragioni fondative che hanno dato vita a questa coalizione e da cui sono scaturiti gli assetti politici e di governo della città».

 

L'INTERVENTO DEL SINDACO SULLA SITUAZIONE POLITICA.

Sono abituato a lavorare, non a perdermi in polemiche sterili
Lo facevo nella professione, ancor di più ho inteso farlo da sindaco prima e da presidente della Provincia di Crotone successivamente.
Non ho nascosto la necessità di un indispensabile chiarimento politico con le forze che sostengono l'amministrazione Comunale per superare le difficoltà e le diverse vedute che hanno caratterizzato le ultime settimane contrassegnate anche da rilievi, velati e non, che sono stati mossi all'amministrazione ed alla Giunta.
Sintomo di un malessere che non ho inteso ignorare o sottovalutare proprio perché lo stallo politico avrebbe vanificato il percorso amministrativo che abbiamo faticosamente messo in campo per il futuro della città.
Chiarimento che c'è stato, attraverso un dialogo franco, che ha trovato come punto non derogabile le prerogative che la legge attribuisce al sindaco relative alla fiducia che egli ripone nella sua squadra di giunta e nella sua maggioranza e la libertà con la quale lo stesso conferisce le deleghe nell'ambito giuntale.
Ho condiviso con tutti il principio fondamentale che l'azione amministrativa sia incisivamente rilanciata condividendo con la maggioranza gli obiettivi e le linee strategiche che devono caratterizzare la prosecuzione dell'esperienza amministrativa, stabilendo le priorità su cui concentrare il percorso.
Ho trovato condivisione al mio richiamo alla necessità di coesione in questo fondamentale momento che riguarda la città di Crotone alla vigilia della messa a regime di importanti misure che abbiamo programmato precedentemente.
Francamente sono stanco, e con me i miei concittadini, di queste ulteriori quanto sterili fibrillazioni, presunte e non, che alimentano un dibattito pubblico che avrebbe bisogno invece di concentrarsi su più importanti e vitali argomenti che riguardano il futuro della città.
Chi li alimenta se ne assume la responsabilità morale e politica davanti alla città.
Sono tuttavia estremamente convinto che l'invito che ho rivolto a guardare con realismo e responsabilità alla complessità ed allo stesso tempo alle grande potenzialità del momento sia stato raccolto.
Questa è la strada sulla quale ci siamo incamminati e dalla quale non intendiamo derogare e che vede la maggioranza ed il suo sindaco pronti ad affrontarla con rinnovato impegno, in autonomia, con la finalità unica dell'interesse e lo sviluppo della città di Crotone.

Ugo Pugliese
Sindaco di Crotone

 

 

 

 

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galdieri mddc puglieseIl Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini (Mddc) ha inviato una lettera aperta al sindaco di Crotone, Ugo Pugliese. «Gentilissimo signor sindaco – scrive la presidente Annamaria Galdieri – il Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, cui sta a cuore il bene civico, ha fatto propria l’affermazione di Margaret Mead, un’antropologa statunitense, che afferma: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini possa cambiare il mondo”. Questo è anche l’impegno e la scelta del Mddc di Crotone che non è nato per far “guerra alle istituzioni”, ma per agire in sinergia e sussidiarietà, per promuovere e migliorare la vivibilità di questa città, che tanto ha da offrire ai suoi cittadini ed a tutti quelli che vengono a visitarla».
«Purtroppo, quotidianamente, riscontriamo – sottolinea Mddc – una serie di disservizi e inadempimenti che restituiscono l’immagine di una città sporca, con cassonetti vecchi, mal funzionanti e maleodoranti. Una città dove, ancora oggi, febbraio 2019, non è stata avviata una raccolta differenziata, così come Lei, in una conferenza stampa del 28 luglio, aveva promesso.
Allora, tutti noi cittadini avevamo iniziato a sognare ad occhi aperti strade pulite e maggiore decoro con nuovi arredi urbani. Invece, è passato gennaio e, ancora oggi, si procrastina probabilmente fino all’estate l’inizio della raccolta differenziata. Certamente, lei dirà che la responsabilità non è da attribuire all’Amministrazione comunale, ma alla società Akrea e alle tempistiche delle gare di appalto. Va da sé che ognuno si giustifica facendo una sorta di scaricabarile: la società Akrea, a sua volta, chiama in causa il cattivo comportamento dei cittadini nel conferimento dei rifiuti. I cittadini, invece, rimandano la responsabilità all’Akrea, che non attua la differenziata. Questo atteggiamento deresponsabilizzante da parte di tutti gli attori continua a lasciare Crotone nel” limbo”».
«Ad aggravare la situazione – prosegue la lettera aperta –, poi, pesano come macigni le multe della Unione europea sulla nostra regione, che, ovviamente, ricadono sulle tasche dei cittadini ormai esasperati dal dover pagare servizi di cui non usufruiscono. E, cosa ancora più sconcertante, è stato l’intervento dell’assessore Rizzo nell’aprile scorso quando ha affermato: “(…) molte amministrazioni sono partite da livelli molto bassi di raccolta differenziata e con il supporto della Regione, grazie alla possibilità di accedere al servizio con fondi della programmazione comunitaria 2014-20, hanno avviato un percorso virtuoso, ottenendo in breve tempo ottimi risultati”. A questo punto ci chiediamo: cosa impedisce a questa città di avere le stesse opportunità di altri territori?
Ci piacerebbe sapere quali ostacoli hanno trovato gli amministratori ai quali rivolgiamo pubblicamente la richiesta di dare risposta al nostro Movimento, considerando che la legge regionale 14/2014, dà la titolarità della gestione dei rifiuti agli stessi e in primis al sindaco, al quale, tra l’altro, vogliamo ricordare che abbiamo chiesto ufficialmente e sollecitato più volte, di avere un pubblico dibattito sulla gestione dell’acqua, delle bollette e dei costi delle forniture, nonché un confronto sui problemi della viabilità. Speriamo che anche per Crotone possano essere risolti i problemi tecnici come è stato fatto per altre realtà e poter godere finalmente di una città bella e pulita».

 

 

 

 

 

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ugo pugliese divanoIl sindaco Ugo Pugliese comunica che «a seguito delle dimissioni dell'avvocato Salvatore De Luca, ha assunto ad interim le deleghe all'Urbanistica, pianificazione territoriale, programmi complessi, società partecipate, viabilità e traffico, verde pubblico, pianificazione e regolazione impiantistica sportiva». Prende tempo quindi il sindaco Pugliese prima di affidare a un nuovo assessore le deleghe riconsegnategli da Rori De Luca. Perché la scelta di questa strategia? Potrebbero trovare così giustificazione quelle voci che vogliono l’avvio di un dialogo con il Pd, necessario al movimento politico della Prossima Crotone, sia in ambito amministrativo (la maggioranza in consiglio comunale può essere minacciata da uno stato febbrile di uno dei suoi componenti), che in ambito regionale visto l’incedere delle elezioni per il rinnovo delle assise di Palazzo Campanella in programma nell’autunno 2019. Tale scenario potrebbe portare il sindaco a inserire nello scacchiere amministrativo, non solo una, ma anche più pedine ''dem'', ma questo richiede tempo e pianificazione. Settimane, insomma, forse qualche mese. Da qui la necessità del sindaco di assumere ad interim le deleghe rimaste vacanti.

 

 

 

 

 

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pugliese deluca«Nel prendere atto delle dimissioni da assessore all'Urbanistica dell'avvocato Salvatore De Luca esprimo il mio ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità, dedizione, spirito di servizio». Lo scrive in una nota il sindaco di Crotone Ugo Pugliese.
«Rispetto la sua decisione – precisa il sindaco – che ha avuto modo di motivarmi. Così come esprimo gratitudine per la disponibilità esplicitamente dichiarata di futuri contributi costruttivi che confermano la sua attenzione nei confronti dell'amministrazione comunale, della comunità cittadina e del sottoscritto.
Certamente non sono poche righe che possono condensare questi mesi di collaborazione che hanno segnato un rapporto non solo amministrativo ma anche personale ed umano con l'avvocato De Luca al quale rinnovo il ringraziamento per l'attività svolta.
Tuttavia ritengo opportuno – conclude Pugliese – ringraziarlo pubblicamente proprio per questa sua collaborazione che è stata produttiva per l'amministrazione e per la città sempre basata sulla stima reciproca».

 

 

 

 

 

 

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cerrelli pugliese«Tre sono i motivi per cui il Sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non è rimasto in silenzio, ma si è lasciato irretire dalle lusinghe sconsiderate del nuovo capogruppo del Pd al Comune di Crotone, Michele Ambrosio e da quelle interessate delle associazioni del Terzo Settore pro-migranti, così, decidendo di porsi in modo critico sul “dl sicurezza”». L oscrive in una nota il segretario della Lega di Crotone, Giancarlo Cerrelli.

«Il primo motivo – spiega il leghista – che ha convinto il sindaco a intervenire, facendo un endorsement alle posizioni del capogruppo Pd al Comune e, così, unendosi al coro stonato dei “sinistri” sindaci disobbedienti, è stato quello di spostare l'attenzione dei cittadini da temi vitali come quello dell'andamento finanziario dell'Ente, che vede l'amministrazione comunale assediata dai contenziosi, dalla Corte dei Conti e dai cittadini delusi da questa amministrazione. Il secondo motivo – prosegue Cerrelli – è stato quello di voler puntellare l’intesa con il Pd, che consente all’amministrazione Pugliese di andare avanti e di non gettare la spugna. Il terzo motivo – conclude l’elenco il leghista –, che non ha consentito al sindaco di rimanere in silenzio, è stato quello di non poter dire di no a un amico carissimo, che è un “professionista dell’accoglienza dei migranti”, è responsabile di un’associazione del Terzo settore e non solo e che tra l’altro è stato, anche, mandatario elettorale del nostro sindaco alle ultime elezioni comunali».
«È da capire – scrive ancora Cerrelli – perché le associazioni del Terzo settore pro-migranti stanno alzano la propria voce, offendendo volgarmente chi si oppone loro, perché piangono la fine di un business. La prova, infatti, che senza soldi non si cantano messe sta in un evento clamoroso che è di pochi giorni fa: infatti, pensate un po', non avendo più la possibilità di realizzare lauti guadagni, nessuna associazione o cooperativa ha deciso di presentare una propria offerta per la gestione delle attività rientranti nella rete Sprar per il triennio 2018-2020 a Roccabernarda e ciò per un solo motivo: perché il decreto sicurezza ha portato da 35 euro a 20 euro giornalieri le somme dirette all’accoglienza di ogni migrante. Troppo scarso, dunque, il guadagno, a parere delle associazioni del Terzo Settore, per potersi occupare dell’accoglienza dei loro “cari migranti”. Quante bugie sul Dl sicurezza pur di non fare finire il business dell’accoglienza. Brevemente è bene fare chiarezza.
Cosa cambia con il dl sicurezza? Che oggi la seconda accoglienza (quella con corsi di lingua, formazione, eccetera) sarà riservata solo ai 'veri' profughi e non anche (come successo fino ad ora) ai semplici richiedenti asilo. Per questi ultimi lo Stato spendeva grosse risorse per poi scoprirli inidonei ad ottenere una forma di protezione internazionale. Un onere per l'erario criticato pure dalla Corte dei Conti. Altra obiezione che è fatta dalle associazioni del Terzo Settore e da alcuni sindaci: i titolari di protezione umanitaria "finiscono per strada" per gli "effetti della legge Salvini"? Non proprio. O meglio, come visto, accadeva lo stesso in passato. Anzi: peggio. Nel caotico sistema creato dalla sinistra, infatti, non erano solo molti richiedenti asilo a rimanere fuori dalle strutture, ma anche i veri profughi. Questi, una volta ottenuti i documenti regolari, si ritrovavano abbandonati a se stessi, senza arte né parte».

«Era l'assurdo effetto – conclude Cerrelli – di un sistema che lasciava i "rifugiati" a spasso (con i documenti) e coccolava i richiedenti asilo (al 60% clandestini) nei centri di accoglienza (sia Cas che Sprar). Paradossalmente stante la presenza di richiedenti asilo nello Sprar, i beneficiari di protezione internazionale spesso rimanevano per periodi prolungati nei centri di prima accoglienza o finivano chissà dove, senza poter accedere alle forme di integrazione pensate per loro. Era normale tutto ciò? Consigliamo, pertanto, al sindaco di non fidarsi di chi da tempo lo sta portando su una strada senza ritorno, con la scusa dei migranti».

 

 

 

 

 

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