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Domenica, 14 Luglio 2024

PRIMO PIANO NEWS

stadio ezio scida curva tribunaAi parlamentari, agli amministratori regionali e comunali, ai rappresentanti politici del territorio. A tutti i
soggetti interessati allo sviluppo economico della città di Crotone. La necessità di scrivere questa lettera
aperta da parte di noi giornalisti sulla vicenda dello stadio di Crotone parte da una serie di considerazioni
che non possono e non devono essere ignorate. Questa lettera vuole chiedere, a chi ne ha competenza e
responsabilità, di trovare una soluzione politica alla vicenda che rischia di penalizzare ulteriormente un
territorio già troppo abbandonato. Troppo spesso siamo stati costretti a raccontare battibecchi, litigi, prese
di posizione con i quali non si cercava mai la soluzione ma si attacca l’altra parte. Avete litigato
dimenticando di capire cosa vuole chi vi ha eletto.
La vicenda stadio nasce da una “fake news” del 2016, quando la squadra del Crotone fu promossa in serie
A. Titoloni di giornali nazionali (che mai si sono interessati a Crotone prima di quel momento) recitavano
più o meno così: “A Crotone si sta costruendo uno stadio sui reperti archeologici”. Avremmo forse dovuto
intervenire in quel momento, perché noi siamo i cronisti della città e dire che la costruzione dello stadio
iniziò nel 1935 e fu ultimata nel 1946 e non nel 2016. Avremmo dovuto dire che nel 2016 furono installate
delle strutture amovibili con una tecnologia ingegneristica che probabilmente oggi farebbe scuola perché,
per salvaguardare dei reperti archeologici che nessuno fino ad ora ha mai scavato e visto, quelle tribune
vennero montate praticamente senza fondamenta.
Grazie a quelle strutture, però, per due anni la città ha goduto dal punto di vista sportivo, ma soprattutto
economico della Serie A. E’ stato il calcio a muovere l’economia nella stagione invernale. Questo è bene che
venga sottolineato. Oggi c’è il rischio che il calcio a Crotone vada via portando altrove quel poco di
economia che produceva. Lasciando i cittadini senza un luogo dove ritrovarsi per socializzare due volte al
mese. L’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza per quelle strutture amovibili, che sono state
impegnate dal pubblico per appena 90 ore in due anni, è scaduta. In questi 24 mesi poco o nulla è stato
fatto per dimostrare l’intenzione di fare un nuovo stadio. Il soprintendente Pagano, che è un semplice
funzionario, non può prendere decisioni politiche ed ha solo fatto quello che aveva annunciato due anni fa.
La palla deve essere per forza nelle mani della politica, di chi rappresenta il territorio ad ogni livello. Ad
iniziare dai parlamentari crotonesi e calabresi che – in quanto eletti dal popolo – devono portare le ragioni
del territorio in seno al governo per prendere decisioni politiche. Spiegando che le ragioni oggi sono quelle
di far giocare la squadra di calcio nel suo stadio. Che senso ha, in questo momento, continuare a difendere
dei reperti che probabilmente resteranno sotterrati per altre decine di anni e non permettere di utilizzare
una struttura che non ha creato alcun danno a quei preziosi resti antichi, ma solo permesso di creare
economia in un territorio allo stremo? Oggi il danno si causerebbe se venisse interdetto l’uso dello stadio
solo perché nessuno vuole rappresentare gli interessi reali ed attuali del territorio. In breve, valorizzare la
storia della nostra città preme a tutti, ma la realtà è oggi un’altra: se per tutelare dei reperti che non si sa
quando verranno scoperti bisogna far andare via un’attività che crea economia per il territorio, allora
bisogna pensarci bene. Adesso, senza alcun progetto di recupero dei reperti, gli unici ad avere tutto da
perdere sono i tifosi, gli appassionati di calcio, i ragazzi che vanno allo stadio, i cittadini di Crotone. Bisogna
avere buonsenso, cari parlamentari e rappresentanti politici ed istituzionali. I reperti, visto che nessuno li
scava o li danneggia, possono stare tranquilli lì: voi, però, mettete giù – tutti, e ribadiamo tutti insieme – un
progetto per il nuovo stadio con un cronoprogramma definito ed improrogabile. Mettetevi tutti attorno ad
un tavolo, parlatene ai ministri, agli assessori regionali, parlatene tra di voi in modo costruttivo, ma
permettete ad una città di non perdere quel poco di buono che gli è rimasto.
Firmano la lettera i giornalisti
1. Laura Leonardi
2. Giuseppe Pipita
3. Salvatore Regalino
4. Claudia Berlingeri
5. Francesca Travierso
6. Francesco Sibilla
7. Bruno Palermo
8. Antonella Marazziti
9. Danilo Ruberto
10. Giuseppe Laratta
11. Vincenzo Montalcini
12. Cinzia Romano
13. Vincenzo Saporito
14. Luigi Saporito
15. Orazio Polimeni
16. Pino Romano
17. Raffaele Truncè
18. Tommaso Borrelli
19. Fabio Fiore
20. Procolo Guida
21. Giovanni Monte
22. Massimiliano Franco
23. Antonio Gaetano
24. Giuseppe Livadoti
25. Domenico Policastrese
26. Franco Pedace
27. Luigi Ioele
28. Antonio Morello
29. Veronica Romano
30. Patrizia Manfredi
31. Teresa Basile
32. Aurelia Parente
33. Antonio Cerminara
34. Piero Pili
35. Fabio Regalino
36. Antonio Carella
37. Francesco Latella
38. Giuliano Carella
39. Giusy Regalino
40. Angela De Lorenzo
41. Claudio Regalino

 

 

 

Pubblicato in Sport

pugliese frisenda stadioPronto a ricorrere al Tar. Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, replica così durante un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telediogene, alla diffida perentoria fatta recapitare ieri dal soprintendente Mario Pagano che intima alla «ottemperanza immediata allo smontaggio delle strutture provvisorie dello stadio "Ezio Scida" di Crotone». Nel frattempo, vista la prescrizione del soprintendente che nella diffida invita tutti i destinatari a vigilare sull'immediata esecuzione dello smontaggio e, in caso contrario, a denunciare la mancata ottemperanza all'Autorità giudiziaria, il sindaco ha deciso di cautelarsi per avviare le procedure per lo smantellamento. Ciò compoerterà dei tempi tecnici, anche per l'indizione della gara d'affidamento dei lavori. Parallelamente, il sindaco Pugliese cercherà di convocare un tavolo istituzionale per concordare tempi e modalità. Ma in ultima istanza, l’Amministrazione comunale si dice pronta a ricorrere al Tar.

 

 

 

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vrenna saluta tifosiSolo davanti ad un delitto non ci può essere mediazione. Diventa davvero difficile comprendere la rigidità con cui si sta affrontando la vicenda dello stadio “Ezio Scida” di Crotone. E’ vero che due anni fa, quando è stata data l’autorizzazione a realizzare gli interventi di adeguamento, il Mibact era stato chiaro e cioè il permesso sarebbe scaduto improrogabilmente il 18 luglio 2018, così come è anche vero che in due anni non è stato fatto niente per costruire un nuovo stadio. Queste due verità, però, non possono essere utilizzate con estrema rigidità per impedire ad una città ed ad una regione di poter godere della visione dello “spettacolo più bello del mondo”. Intanto va chiarito che il Comune e la società di calcio che avrebbero dovuto adoperarsi per costruire il nuovo stadio non hanno commesso un reato, altrimenti a giudicarli sarebbe intervenuta la magistratura, quella che applica la “dura lex” perché la “legge è dura ma è legge”. Non essendo stato commesso un reato penale e nemmeno uno amministrativo non si riesce a comprendere la rigidità con cui sia il Mibact e coloro che chiedono il rispetto delle regole del gioco stanno affrontando la questione. Il permesso all’uso delle strutture mobili non è prorogabile? Prendiamone atto, ma contestualmente tentiamo di trovare una soluzione legale diversa, perché altrimenti si andrà a penalizzare una popolazione che di penalizzazioni ne ha subito oltre ogni misura. Non una soluzione illegale, ma nelle pieghe delle norme e delle leggi che regolano le attività del nostro Paese. Sono milioni i miracoli che sono stati fatti, quando c’è stata la volontà di trovare una soluzione. Miracoli che non hanno nemmeno prodotto elevazioni di santi. Miracoli possibili e umani. Il miracolo può e deve essere fatto anche per lo stadio di Crotone, perché è un popolo che lo chiede e ci sono le condizioni per farlo. Le condizioni sono rappresentate dal fatto che le strutture mobili costruite due anni fa allo stadio non hanno prodotto nessun danno ai resti archeologici sottostanti. Lo dicono le indagini effettuate. Altra condizione importante è che non ci sono i soldi per scavare e riportare alla luce i resti. Dal punto di vista archeologico la situazione non è destinata a cambiare sia se vengono tolte le strutture mobili che se vengono lasciate dove sono attualmente. Ecco perché tanta rigidità non si comprende e viene il dubbio che qualcuno ci gode a determinare questa situazione. Si faccia prevalere il buon senso e si mettano da parte le armi. Crotone non può rinunciare anche al calcio, che è l’ultimo “bene” rimasto. Se, poi, entro tre anni non sarà trovata la soluzione per delocalizzare lo stadio vuol dire che la città, per colpa di inetti, dovrà rinunciare anche allo spettacolo del pallone.

 

 

 

 

 

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stadio ezio scida linea laterale bordo campo«La vicenda stadio Ezio Scida è all’attenzione del Consiglio dei ministri». Lo ha comunicato pochi minuti fa il sindaco Ugo Pugliese a margine della conferenza stampa indetta questa mattina per illustrare il Piano rifiuti sulla raccolta differenziata. «Grazie all’interessamento spontaneo – ha spiegato il sindaco – del segretario territoriale della Lega, Giancarlo Cerreli, che ha posto la questione al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, adesso è in corso di valutazione una soluzione che sia praticabile rispetto allo smantellamneto immediato richiesto da ministero e Soprintendenza. È un’azione – ha commentato il sindaco – che si muove in piena sinergia istituzionale e nell’interesse di Crotone e dei cittadini e che abbatte gli steccati politici. Collaborazione – ha concluso Pugliese – che non ho rintracciato per il tramite di altre figure istituzionali che hanno continuità con forze di governo».

 

 

 

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margherita corrado sorriso«La questione è chiarissima: nel 2016 la giunta, sostenuta dal consiglio comunale al completo, ha chiesto piagnucolando al ministero una eccezione al Codice dei beni culturali, cioè di fatto una deroga alla legge che vale per tutti in Italia, e inopinatamente l'ha ottenuta». Lo scrive la senatrice cinquestelle Margherita Corrado intervenendo sulla vicenda dello stadio di Crotone. «L'ha ottenuta – prosegue – per due anni, scadenza 18 luglio 2018, data entro la quale hanno giurato di smontare le tribune, del resto montate perché rimovibili e prese in affitto. Nei due anni trascorsi non solo non è stato costruito il nuovo stadio ma neppure deciso dove farlo, e le tribune intanto sono state comprate. Non c'era alcuna volontà di mantenere i patti e il ministero lo ha capito. Davanti alla seconda richiesta di violare la legge, ha detto no. L'amministrazione Pugliese ha gestito tutto e malamente. Io non me ne occupo più da gennaio, quando per l'ultima volta chiesi al ministero notizie proprio perché si avvicinava la scadenza, e come avevo fatto spesso perché con l'associazione culturale di cui faccio parte monitoro tutto ciò che riguarda i beni culturali crotonesi. In campagna elettorale dissi espressamente che per me il ministero poteva dare proroga di 1 o 1000 anni, fa lo stesso, perché l'errore era del 2016. Io non me ne sarei occupata, non avendo condiviso la scelta (di Comune e ministero) fin da allora. Questo è quanto. Fa comodo a Pugliese e ai suoi, poiché da sempre cercano di zittirmi su antica Kroton, far passare me per responsabile di un pasticcio che hanno creato, coltivato e concluso loro, affossando con sé stessi la città. Tenterò di mediare con il ministero ma la situazione è molto compromessa».

 

 

 

 

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ugo pugliese perplessoIl sindaco Ugo Pugliese interviene, con una nota, sulla vicenda dello stadio di Crotone affermando che «qualcuno in questi giorni sulla questione, dopo tanto parlare, si e' defilato. Ma nascondersi non serve. E' chiaro a tutti - dice - dove vanno individuate le responsabilita' di quanto accaduto». Il sindaco non fa il nome, ma l’attacco con ogni probabilità è rivolto alla senatrice Margherita Corrado. Lo si comprende quando Pugliese si rivolge all’interlocutore. «Mi si accusa – spiega il sindaco – di aver sottoscritto un accordo con la Soprintendenza che avrebbe portato a questa inevitabile situazione. Ebbene, io pur di far giocare il Crotone in Serie A, avrei sottoscritto non uno, ma dieci documenti. E non solo per l'amore nei confronti della squadra e della mia gente, ma con la certezza che nei mesi a venire avremmo lavorato, come e' stato fatto, per creare i presupposti, insieme alla societa', per trovare una definitiva soluzione: la costruzione di un nuovo stadio. Stiamo lavorando, incessantemente - assicura - per questo, ma paradossalmente, davanti a noi troviamo, e quello dello "Scida" non e' un caso isolato, costantemente ostacoli che tra l'altro sono buttati non tra le gambe di una amministrazione ma di una intera citta'. Ho dato mandato agli uffici tecnici comunali - annuncia - di intraprendere le attivita' preliminari per lo smontaggio delle strutture. Ma non ci fermiamo, andiamo avanti, consapevoli di aver fatto tutto quanto nelle nostre possibilita', ed anche oltre, a cominciare dall'aver dimostrato che i reperti sotto lo stadio continuano ad essere in buono stato di conservazione, di aver individuato e di aver messo a disposizione un'area per la costruzione di una nuova struttura, di aver inserito l'area dove sorge attualmente lo stadio Scida nel programma di riqualificazione dell'antica Kroton. L'obiettivo, anche alla luce di quello che sta succedendo a livello di processo federale auspicando che il Crotone possa disputare il campionato di Serie A, e' che si giochi ancora allo Scida. Per primi vogliamo la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico ma allo stesso tempo non consentiamo a nessuno di giocare con la citta', con i suoi cittadini. Possono anche giocare a screditare una amministrazione, ma screditare una citta' - conclude - non lo permetto a nessuno».

 

 

 

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