Sabato, 11 Luglio 2020

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COTRONEI - Sono aperte le iscrizioni a “Operazione risorgimento digitale”, la scuola di Internet di Tim che da lunedi' 24 febbraio fara' tappa a Cotronei per quattro settimane offrendo la possibilita' di partecipare a corsi gratuiti di formazione.

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abramo customer care2«L’azienda ci ha appena comunicato che sono aumentati i volumi su Tim quindi verrà revocato il Fis su tutte le sedi». Lo rende noto Giovanni Casiere del sindacato di categoria Uilcom Calabria. «Ci convocheranno – informa ancora il sindacalista – appena avranno la conferma da parte di Tim, probabilmente giorno primo di agosto. L'aumento sarebbe fino a settembre. Non ci sono garanzie sui mesi successivi e sospenderanno il Fis per non esaurire le 26 settimane. Sullo staff si procederà con le ricollocazioni come programmato. L’estate sarà calda, ma meno rovente, almeno lavorativamente. Con l’auspicio che vengano confermati questi volumi anche dopo settembre in modo da scongiurare la riapertura del Fis ed eventuali esuberi. Ma al momento non ci sono garanzie da parte di Tim. Restiamo in attesa di convocazione aziendale in maniera tale da avere un quadro completo sui volumi delle commesse».

 

Sulla problematica, intanto, nella mattinata di oggi era anche intervenuto il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «I lavoratori della Abramo customer care – scrive il primo cittadino – non saranno lasciati soli dal sindaco. Ho grande attenzione, seguo costantemente la problematica che stanno vivendo che purtroppo si inserisce in una crisi generale del settore che investe tutto il paese ma che sul nostro territorio assume estrema rilevanza. Ho un continuo dialogo con i sindacati ed allo stesso tempo con l'azienda ed ho chiesto ed ottenuto che sulla tematica fosse istituito un tavolo permanente in Prefettura dove affrontare insieme a tutte le forze istituzionali del territorio la questione che è importante non solo per i lavoratori e le loro famiglie ma per l'intero tessuto cittadino. Un tema che non può restare confinato nelle mura cittadine ma che ha necessità, proprio perché è il settore nazionale del call center a vivere questa crisi, di essere affrontato e discusso in sede ministeriale. Purtroppo rilevo che il ministro del Lavoro non ha ricevuto i sindacati nazionali anch'essi investiti a pieno titolo delle problematiche vissute dai dipendenti dell'Abramo. Non è stata sicuramente una bella pagina ma non possiamo e non vogliamo demordere. Sono con i lavoratori e, per tutto quello che mi concerne, continuerò ad alzare il tiro e portare il tema sul tavolo nazionale. E' necessario che si continui ad affrontare il percorso tutti insieme e che la soluzione arrivi da chi ha poteri decisionali in questo senso. Il ministero del Lavoro non può continuare a restare sordo alle esigenze che arrivano dal territorio».

 

 

 

 

 

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abramo datelAltra “tegola” per il futuro dei lavoratori scaturita a seguito della riunione tenutasi ieri nella sede di Cassiodoro tra il management della Abramo customer care e le Rsu dei vari siti produttivi della Calabria. È quanto rendono noto le sigle di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil della Calabria.
«La Abramo customer care – informano in una nota – ci ha comunicato ulteriori riduzioni di volumi del committente Tim, che porteranno al dimezzamento del fatturato previsto nel secondo semestre 2019, nonché al mancato rinnovo dei residui contratti precari insistenti in azienda. Ci ha inoltre evidenziato che la riduzione dei volumi e del fatturato si concentra sulle attività connesse al 187 Commerciale ed in virtù di questo ci ha chiesto l'applicazione di un Fondo d'integrazione salariale (Fis) al 40% sulle sedi di Montalto (187 commerciale e Bo consumer), Lamezia Terme (187 commerciale) e Crotone (Bo consumer). Le suddette riduzioni di personale e fatturato, a detta aziendale, impatterebbero anche sull'efficienza dello staff tecnico/amministrativo, pertanto l'azienda ci ha chiesto l'applicazione di un Fis al 40% sullo staff (operativo e non) di tutte le sedi calabresi. E’ stato inoltre prospettato che se Tim confermerà le pesanti riduzioni di fatturato, nel mese di luglio dovrà essere necessariamente aperta una procedura di mobilità per la gestione degli esuberi strutturali. Come sindacato unitariamente, abbiamo espresso le nostre profonde perplessità in merito alle richieste aziendali, ritenendo che ci siano ampi margini per ottimizzare la collocazione delle risorse, tenuto anche conto che sulla sede di Lamezia, l’azienda ha intenzione di assumere circa 20 lavoratori a tempo determinato sulla commessa Wind. Pertanto abbiamo formulato le seguenti soluzioni da mettere in campo, prima di ipotizzare un nuovo ricorso al Fis: formazione e spostamento di risorse dalle commesse con meno traffico verso quelle con centinaia di ore di supplementare; formazione e spostamento di risorse dalle commesse con meno traffico invece che l'attivazione di nuovi contratti di somministrazione; attivazione del Fis anche su tutte le sedi nazionali in modo da ridurre al minimo, spalmandolo su più persone, l'impatto su chi in questi mesi ha già avuto pesanti riduzioni del salario; bilanciamento dei volumi tra le varie sedi in modo da favorire riqualificazioni invece che l'iniquità di avere centinaia di ore di supplementare in una sede e contemporaneamente FIS su altre, pur lavorando la stessa commessa. L'azienda nella sua replica non ha fornito risposte convincenti e pertanto la delegazione sindacale ha deciso di non sottoscrivere nessun accordo, visto che quanto prospettato dalla Abramo appariva alquanto lacunoso e contraddittorio nelle motivazioni. L'azienda, preso atto della posizione sindacale ha dichiarato che, come previsto dalla normativa, procederà unilateralmente all’attivazione del Fis come prospettato. La delegazione sindacale ha contestato duramente l’avvio unilaterale del Fis, evidenziando come in un momento così difficile sarebbe stato molto più efficace concentrare gli sforzi comuni verso il vero responsabile di questa grave crisi occupazionale, ossia la committente Tim».

 

 

 

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abramo customer care2Una nota sindacale delle Rsu (Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil) dei lavoratori della Abramo customer care rende noto che: «Ieri, 28 maggio 2019, nella sede di Cassiodoro si è tenuta una riunione tra il management della Abramo Customer Care e le Rsu dei vari siti produttivi della Calabria. L'azienda ha esordito dicendo che il committente Tim ha nuovamente comunicato una riduzione dei volumi su alcune commesse, e che gli accordi commerciali con lo stesso committente, se non vedranno un rialzo dei prezzi, a breve comprometteranno la stabilità economica dell'azienda stessa. Stante così le cose, l'azienda ci ha prospettato una riorganizzazione profonda che passerà, da un riposizionamento e un ridimensionamento manageriale, alla possibile apertura di procedure di mobilità con dichiarazione di esuberi, fino al possibile accorpamento delle commesse rimanenti con la prospettiva della chiusura di uno dei siti produttivi calabresi. Come Rsu abbiamo ribadito all'azienda che l'interesse principale è la tenuta occupazionale e che molto responsabilmente cercheremo strumenti che possano scongiurare la perdita di posti di lavoro. Abbiamo però ribadito che non siamo disponibili a tamponare, con l'utilizzo di ammortizzatori sociali, emorragie momentanee, abbiamo necessità di ragionare su periodi medio-lunghi, non possiamo continuare a tenere in piedi forzatamente "un gigante dai piedi d'argilla". L'azienda oggi non ha voluto approfondire né dare dettagli su quali commesse e quali siti potrebbero essere impattati, ci ha informato del fatto che farà ancora alcuni passaggi con il committente Tim e poi ci comunicherà i dati definitivi e le azioni che intenderà intraprendere. Nel frattempo, ci attiveremo unitariamente presso le segreterie nazionali per verificare quanto detto in merito alle riduzioni di volumi e, nel caso si dovessero verificare le ipotesi paventate, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per la difesa del lavoro. La riunione è stata riconvocata per il 4 giugno, appena l'azienda sarà in grado di darci maggiori dettagli li forniremo prontamente a tutti i lavoratori».

 

 

 

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