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Buon compleanno! Ventisei anni fa il primo numero in edicola della Provincia KR

Posted On Venerdì, 03 Luglio 2020 18:03 Scritto da Antonio Carella

Ventisei anni fa, la stessa emozione, la stessa voglia di andare avanti. Il 3 luglio del 1994 veniva dato alle stampe il numero zero de "la Provincia KR". La “creatura” venne alla luce in un pomeriggio estivo. Uno di quelli afosi e anonimi, ma per noi destinato a essere l’inizio di tutto. A "contenderci" la prima copia del giornale in tipografia eravamo un gruppo di amici con una forte passione per il sindacato e una fede smisurata nella libera informazione.

All’inizio degli anni ’90, la nostra città stava vivendo una profonda crisi economica e sociale che minò irrimediabilmente la debole economia su cui questa si reggeva. Dopo settant’anni di gloriosa attività produttiva, le fabbriche spegnevano i motori lasciando migliaia di famiglie nell’incertezza più totale.

La situazione all’epoca fu tumultuosa e sconcertante. Alcuni operai, si recarono a Roma assieme ai sindacati allo scopo di chiudere, una volta per tutte, una trattativa soddisfacente con i responsabili dell’azienda riuniti presso il ministero. Ma dai palazzi romani, i delegati ricevettero l’amara certezza che ormai non c’era più niente da fare: ogni speranza per la salvare il posto di lavoro era vana.

L’esito negativo della trattativa fu comunicato al resto degli operai, rimasti nel frattempo asserragliati in fabbrica in stato di agitazione, attraverso una telefonata che “leggenda” vuole partì proprio da un telefono degli uffici del ministero. Gli operai, per tutta risposta, decisero così di dare fuoco a dei bidoni di fosforo in strada. La reazione fu pericolosa e blasonata, non solo perché bloccò il traffico sulla limitrofa statale 106, ma anche e soprattutto perché si corse il rischio d’innescare involontariamente un’esplosione a catena di proporzioni ben più clamorose, inimmaginabili, vista la vicinanza (a pochi metri) dell’impianto industriale.

Erano i cosiddetti “Fuochi dell’Enichem” e il caso Crotone era in quei giorni alla ribalta nazionale. I principali mezzi d’informazione nazionale raccontavano della roboante reazione operaia davanti al crollo di un altro tassello dell’industria chimica italiana. All’interno della Cgil s’innescò un intenso dibattito sul tipo d’informazione che la stampa stava diffondendo in quel momento. Si alternavano i pareri positivi a quelli negativi.

Capimmo, insomma, che in città s’avvertiva l’esigenza di una nuova idea giornalistica che partisse, sì dal locale per dare un punto di vista interno alle vicende del territorio, ma che stesse al contempo dalla parte dei lavoratori e dei cittadini. Decidemmo di discutere del progetto all’interno del sindacato, allargando così la cerchia dei promotori dell’iniziativa. Ricevemmo, non solo l’assenso di alcuni tesserati, ma anche quello di altre rimostranze orbitanti nella nostra corrente. La nascita del giornale ricevette l’egida anche del segretario confederale d’allora, Francesco Sulla, e di un altro dirigente del sindacato, Giorgio De Santis.

In seguito ne discutemmo più e più volte. Alla fine partimmo. Pur essendo una “costola” della Cgil, decidemmo, inoltre, di essere indipendenti: non volevamo marchiare l’iniziativa editoriale sotto l’egida del sindacato. Fu così che nacque il giornale. Il nome della testata fu quasi scontato. “la Provincia KR”, infatti, oltre a racchiudere in sé tutti questi concetti, ben si legava ad un altro evento storico per Crotone: l’elevazione della città ionica a capoluogo di provincia.

Trovammo nel compianto collega Luigi La Porta, il giornalista iscritto all’albo che si mostrò disponibile a prestare la firma di direttore responsabile per la testata.  Si arrivò così al luglio del 1994, col numero zero pronto in edicola. Per la registrazione legale dovemmo attendere il mese successivo perché il Tribunale di Crotone rilasciò l’autorizzazione (la n° 70) il 12 agosto 1994.

Nascemmo come mensile e per noi era già tanto. I costi di produzione - sia per la prestampa che per la stampa - erano altissimi. Tale inconvenienza fece gettare la spugna quasi immediatamente agli altri due promotori (Sulla e De Santis) che, al secondo o terzo numero, decisero di abbandonare definitivamente il lavoro di redazione. Chi scrive, si trovò da solo a dover mandare avanti la baracca.

La testata infatti era comunque a suo nome. Ciò era motivo d’orgoglio e, al contempo, uno stimolo a perorare la causa. Ma non sarebbe mai potuta andare avanti senza l’apporto volontario di tanti amici che, non solo producevano materiale d’altissima qualità culturale per la stampa, ma supportavano anche il processo di distribuzione e spedizione del giornale. Vale la pena di nominarli uno ad uno: Gaetano Megna, Bruno Tassone, Pino Livadoti, Mimmo Stirparo, Pasquale Attianese, Andrea e Romano Pesavento, Pino Rende, Adriano V. Pirillo, Rodolfo Bava, Lucia Bellassai, Antonio Gesualdo, Domenico Marino, Giulio Grilletta, Tommaso Borrelli, Ada Cosco e Mario Riganello. Sono stati tutti loro a permettere alla Provincia di compiere anche un ulteriore passo in avanti a poco tempo dalla sua nascita.

Nel maggio del ’96 l’astina cominciava a segnare positivo e decidemmo così di passare quindicinale. Adesso in edicola apparivamo più frequentemente e i lettori di colpo crescevano in un numero che mai avremmo pensato di conquistare ad inizio avventura. Gaetano Megna ci spingeva nel frattempo - in uno spazio di tempo decisamente breve - a compiere l’ennesimo passo: diventare un settimanale.

Questa volta, però, non eravamo pienamente convinti di poter affrontare la sfida. Bisognava ancora capire bene il mercato e le probabili difficoltà che avrebbe potuto comportare l’avvio di una cadenza in edicola più assidua. Lo transizione a settimanale avvenne comunque e quasi senza accorgercene. Nell’ottobre del ’96, infatti, la città fu nuovamente messa in ginocchio dalla furia impetuosa della natura: Crotone, a seguito dello straripamento del fiume Esaro, subì l’alluvione che seminò morti e distruzione.

Noi sentimmo ancora una volta l’esigenza di svolgere un servizio di pubblico interesse per la cittadinanza, annotando i danni dello stato calamitoso: proponemmo un’uscita straordinaria. Andò bene. Capimmo, quindi, che c’era davvero spazio anche per noi nell’editoria locale e partimmo settimanali.

Negli anni, siamo anche riusciti a confezionare Dvd satirici, fumetti con la storia illustrata di Kroton, mappe della città e concorsi di poesia.

Il cammino della Provincia ha subito una piccola battuta d’arresto nel maggio 2010 quando, a causa della forte crisi che sta tuttora attraversando la città, abbiamo dovuto interrompere le stampe, proseguendo comunque il nostro lavoro sul web.

Poi nel giugno 2013 il giornale ha cambiato “pelle” per l’ennesima volta, diventando una rivista periodica.

Oggi come ieri il nostro fine è quello di raccogliere la voce dei lavoratori, di diffondere un'informazione obiettiva e di promuovere la cultura del territorio intendendola nel senso più gramsciano del termine. Ventisei anni non sono tanti, ma neanche pochi. Perché sono passati veloci con voi al nostro fianco!