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Villette sequestrate a Margherita un anno dopo: incontro in Prefettura con i proprietari per sollecitare gli interventi necessari alla restituzione In evidenza

Scritto da  Pubblicato in In primo piano Venerdì, 05 Aprile 2019 16:18

villette sequestrate via gelsomini località margherita crotoneA oltre un anno dal sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di Crotone per 84 villette in via dei Gelsomini (località Margherita), una delegazione dei proprietari investiti dal provvedimento ha incontrato lo scorso mercoledì il capogabinetto del prefetto Salvatore Guerra per fare il punto sull’azione svolta dal Comune in questo lasso di tempo. Le case, come si ricorderà, furono edificate a partire dal 2006 e l’inchiesta fu invece avviata il 18 gennaio del 2018 dall’ex sostituto procuratore Alfredo Manca. Oltre alle accuse ipotizzate dalla Procura (il reato contestato e' quello di disastro ambientale colposo) nel provvedimento è fatto ordine al dirigente del Comune di Crotone di emettere un'ordinanza di sgombero delle abitazioni ogni qualvolta si presenti l’allerta meteo.

 

Ebbene, al termine dell’incontro di mercoledì scorso, la Prefettura si è fatta carico di interpellare il Comune di Crotone al fine di verificare quali interventi intenda porre in essere l’Ente, o anche nel caso fossero in corso d’opera, per convincere la Procura a operare il dissequestro. Sotto la lente della Procura cadde la vicinanza delle case al cosiddetto canale 19, ma anche il fatto che tutta l’area fosse classificate dalla Regione come "R4", cioè a elevato rischio idrico rappresentato da esondazioni dei corsi d'acqua (Fallao e Ponticelli) che l'attraversano e con conseguenti possibili inondazioni dei terreni latistanti. Il Comune aveva convocato i proprietari delle villette nello scorso mese di novembre.


Nel corso della riunione era emerso come il pericolo e quindi l’azione d’intervento dovesse essere oggetto, non solo della messa in sicurezza del Canale 19, ma anche soprattutto dei due torrenti in cui l’area è racchiusa. Interventi che richiedono risorse straordinarie non nella disponibilità del Comune, con i lavori che sarebbero di competenza della Regione Calabria. Da qui l’idea in quella riunione di verificare con la Regione se fosse possibile improntare gli interventi necessari con i residui di Bilancio del 2018. Da allora, però, tutto è taciuto, con la conseguente reazione dei proprietari di via dei Gelsomini che hanno deciso di interpellare la Prefettura.

 

I nuovi elementi sui rischi della tenuta idraulica dell’area si basano su una perizia commissionata al Comune a un ingegnere esperto nel settore. Nella perizia è scritto che i rischi presenti nei corsi d'acqua sono rappresentati «dagli attraversamenti insufficienti, in particolare quelli sulla vecchia Statale 106 e sulla linea ferroviaria e da accumuli di materiale e folta vegetazione presente nei corsi d'acqua». Nella perizia sono stati analizzati «alcuni scenari di progetto che prevedono la realizzazione di interventi di mitigazione volti a diminuire le condizioni di rischio idraulico in cui versa l'area di interesse».


In un primo scenario è stato ipotizzato «un intervento solo sul Canale 19 e sul reticolo idraulico minore, un intervento di manutenzione ordinaria unitamente ad un duplice intervento strutturale finalizzato ad eliminare le criticità esistenti su tali fossi e che consiste da un lato nella demolizione e/o adeguamento degli attraversamenti insufficienti e dall'altro nella realizzazione di arginature in sinistra e destra idraulica ove necessario volte al contenimento della piena duecentennale con adeguato franco idraulico». Ma il tecnico tiene nel contempo a precisare che «la realizzazione di tali interventi previsti dallo "Scenario 0" non saranno sufficienti a ridurre le condizioni di rischio idraulico della zona in quanto le principali criticità idrauliche sono dovute alle fuoriuscite dai Torrenti Fallao e Ponticelli».


Tra l’altro nella perizia si sottolinea anche il fatto che «è stato inoltre possibile riscontrare come l'area interessata dal sequestro delle ville in Via dei Gelsomini non risulti investita da allagamenti. Le uniche criticità si riscontrano in modo marginale nella zona subito a monte della linea ferroviaria (fine tratto 2) e in maniera più marcata tra quest'ultima e la strada consortile posta a valle (tratto 3) dove si registrano valori di battente massimo per l'evento con tempo di ritorno di 200 anni dell'ordine di circa 1 metro a ridosso del rilevato della strada consortile».


Un terzo scenario prevede «l'intervento di manutenzione ordinaria unitamente all'intervento strutturale di innalzamento delle attuali quote arginali dei Torrenti Fallao e Ponticelli» che «consentirebbe quindi una significativa riduzione del rischio idraulico soprattutto nella zona compresa tra la Statale 106 e la linea ferroviaria. Criticità residue si verificherebbero pertanto unicamente in prossimità della foce a valle della linea ferroviaria».


«Un quarto scenario progettuale (Scenario 03) – è scritto nella perizia – prevede oltre agli interventi di manutenzione ordinaria e di innalzamento delle quote arginali anche il rifacimento degli attraversamenti che allo stato attuale non sono sufficienti a smaltire i deflussi di piena adeguandone le dimensioni in modo tale da garantire il franco idraulico previsto dalla Normativa Pai vigente. Tale configurazione consentirà l'eliminazione di tutte le criticità attualmente presenti sui reticoli idrografici oggetto del presente studio e pertanto i 4 corsi d'acqua studiati sarebbero in grado di smaltire i deflussi di piena senza che SI verifichino fuoriuscite dall'alveo verso le aree esterne». I proprietari hanno rappresentato tutto questo in Prefettura chiedendo un’accelerazione degli interventi da compiere.

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 05 Aprile 2019 18:06
Giuliano Carella

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