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I calciatori e il look: i tagli più bizzarri dei campioni In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Sport Giovedì, 08 Novembre 2018 11:40

balotelliSui campi da calcio ormai se ne vedono di tutti i colori… letteralmente. Non è raro infatti vedere calciatori con le capigliature più assurde a far da contorno a maglie e scarpe dai colori fluo o dal design spinto.
D’altro canto, se è vero che il genio si accompagna spesso a un po’ di sregolatezza, l’acconciatura dei capelli è tutto sommato un’eccentricità innocua, a differenza di vizi e comportamenti ben più deleteri.

E allora andiamo pure alla scoperta dei tagli di capelli più strani dei calciatori professionisti con un sorriso: per quel che vale, finché i campioni continueranno a deliziarci con i loro colpi di classe, possiamo ben tollerare qualche capigliatura strana in campo.

Cominciamo con uno dei campioni più rappresentativi del calcio attuale, Messi, che nel corso degli anni ha cambiato diversi look, alcuni decisamente bizzarri: come non dimenticare i capelli biondo platino di qualche tempo fa?

E passiamo a un interista, un centrocampista che sta facendo parlare di sé per le ottime prestazioni in campo: Marcelo Brozovic, “tuttocampista” croato, unisce le capacità in campo a un’insana passione per le pettinature più strane. Ultimamente, il buon Marcelo ha colorato di biondo platino i suoi capelli: bizzarria accettata, viste le eccellenti prestazioni in campo!

Un altro interista, passato ai nerazzurri quest’estate, si contraddistingue per le capigliature eccentriche: Radja Nainggolan, centrocampista di altissimo livello, non si è fatto mai mancare creste, rasature non omogenee, colorazioni fluo e altre stranezze.

Un altro protagonista del calcio italiano, il capitano del Napoli Marek Hamsik, è noto - oltre che per le prodezze in campo - per la sua cresta, marchio di fabbrica del campione slovacco, che ha portato molti bambini partenopei a imitarne lo stile. In ogni caso, la cresta è l’unica eccentricità di un giocatore estremamente professionale.

Altra cresta “eccellente” è Stephan El Shaarawy, esterno della Roma, che già da giovanissimo fa parlare di sé non solo per le doti tecniche, ma anche per una cresta simile a quella del già citato Hamsik. Ultimamente El Shaarawy ha optato per una pettinatura più sobria, ma la cresta sarà sempre associata a lui, il “Faraone”.
Anche l'ex juventino Pogba, ora in forza allo United, ha fatto del suo taglio di capelli, che ha tanto da raccontare, uno dei segni distintivi del suo look. A Torino ne sentono la nostalgia, ma Pogba resta sempre un campione in campo e un maestro di stile… in un certo senso.

pogbaE che dire di Balotelli, emblema del talento incompiuto? Le pettinature strambe sono uno delle caratteristiche di un giocatore che, a tanto genio, ha unito sempre una buona dose di sregolatezza.
L’ex Roma Gervinho, che dopo un’esperienza in Cina è tornato al Parma, è ben noto per le sue particolari treccine.

Anche il fuoriclasse brasiliano Neymar, che gioca con il Psg, ha fatto delle pettinature bizzarre uno dei suoi marchi di fabbrica fin dai tempi del Barcellona.

A centrocampo è una furia, mentre dal punto di vista del look, be’, anche Arturo Vidal fa parte della schiera degli eccentrici: la sua testa ha visto mille capigliature diverse, alcune davvero inguardabili, anche se al suo nome sarà sempre associato il crestino corto.

Non si può poi non citare Rodrigo Palacio, che unisce a un taglio a zero (dovuto anche alla scarsità di capelli) un lungo codino di cui è gelosissimo, tanto da impedire a chiunque anche solo di pensare di tagliarlo.

Anche i Mondiali di Russia ci hanno regalato spettacolo… sulle teste dei calciatori: da Fellaini ai già citati Neymar e Pogba, passando per Mendyl, Armando Cooper e Nagatomo, l’evento calcistico più importante è stato un trionfo di colori, tagli e acconciature estreme.

Quello dei tagli eccentrici potrebbe sembrare un fenomeno del calcio contemporaneo, ma in realtà ci sono stati diversi pionieri già nel passato: come dimenticare le treccine di Gullit, le sue folate capelli al vento? Giravano addirittura cappellini con le treccine integrate, un modo simpatico per rendere omaggio a uno dei grandi protagonisti del Milan di Sacchi.
E che dire del “Divin Codino”, Roberto Baggio, simbolo del giocatore italiano più rappresentativo?
Infine, non si può non citare Taribo West, protagonista con l’Inter negli anni ’90, la cui capigliatura richiamava la sua nazione di nascita, la Nigeria.

Insomma, tra creste, tinte e rasature improbabili, in campo lo spettacolo si svolge anche sulle teste dei calciatori: una sorta di spettacolo nello spettacolo, spesso divertente.

 

 

 

 

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