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Stadio Crotone, l’appello dei giornalisti: «Servono scelte politiche di buonsenso» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Sport Lunedì, 06 Agosto 2018 17:23

stadio ezio scida curva tribunaAi parlamentari, agli amministratori regionali e comunali, ai rappresentanti politici del territorio. A tutti i
soggetti interessati allo sviluppo economico della città di Crotone. La necessità di scrivere questa lettera
aperta da parte di noi giornalisti sulla vicenda dello stadio di Crotone parte da una serie di considerazioni
che non possono e non devono essere ignorate. Questa lettera vuole chiedere, a chi ne ha competenza e
responsabilità, di trovare una soluzione politica alla vicenda che rischia di penalizzare ulteriormente un
territorio già troppo abbandonato. Troppo spesso siamo stati costretti a raccontare battibecchi, litigi, prese
di posizione con i quali non si cercava mai la soluzione ma si attacca l’altra parte. Avete litigato
dimenticando di capire cosa vuole chi vi ha eletto.
La vicenda stadio nasce da una “fake news” del 2016, quando la squadra del Crotone fu promossa in serie
A. Titoloni di giornali nazionali (che mai si sono interessati a Crotone prima di quel momento) recitavano
più o meno così: “A Crotone si sta costruendo uno stadio sui reperti archeologici”. Avremmo forse dovuto
intervenire in quel momento, perché noi siamo i cronisti della città e dire che la costruzione dello stadio
iniziò nel 1935 e fu ultimata nel 1946 e non nel 2016. Avremmo dovuto dire che nel 2016 furono installate
delle strutture amovibili con una tecnologia ingegneristica che probabilmente oggi farebbe scuola perché,
per salvaguardare dei reperti archeologici che nessuno fino ad ora ha mai scavato e visto, quelle tribune
vennero montate praticamente senza fondamenta.
Grazie a quelle strutture, però, per due anni la città ha goduto dal punto di vista sportivo, ma soprattutto
economico della Serie A. E’ stato il calcio a muovere l’economia nella stagione invernale. Questo è bene che
venga sottolineato. Oggi c’è il rischio che il calcio a Crotone vada via portando altrove quel poco di
economia che produceva. Lasciando i cittadini senza un luogo dove ritrovarsi per socializzare due volte al
mese. L’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza per quelle strutture amovibili, che sono state
impegnate dal pubblico per appena 90 ore in due anni, è scaduta. In questi 24 mesi poco o nulla è stato
fatto per dimostrare l’intenzione di fare un nuovo stadio. Il soprintendente Pagano, che è un semplice
funzionario, non può prendere decisioni politiche ed ha solo fatto quello che aveva annunciato due anni fa.
La palla deve essere per forza nelle mani della politica, di chi rappresenta il territorio ad ogni livello. Ad
iniziare dai parlamentari crotonesi e calabresi che – in quanto eletti dal popolo – devono portare le ragioni
del territorio in seno al governo per prendere decisioni politiche. Spiegando che le ragioni oggi sono quelle
di far giocare la squadra di calcio nel suo stadio. Che senso ha, in questo momento, continuare a difendere
dei reperti che probabilmente resteranno sotterrati per altre decine di anni e non permettere di utilizzare
una struttura che non ha creato alcun danno a quei preziosi resti antichi, ma solo permesso di creare
economia in un territorio allo stremo? Oggi il danno si causerebbe se venisse interdetto l’uso dello stadio
solo perché nessuno vuole rappresentare gli interessi reali ed attuali del territorio. In breve, valorizzare la
storia della nostra città preme a tutti, ma la realtà è oggi un’altra: se per tutelare dei reperti che non si sa
quando verranno scoperti bisogna far andare via un’attività che crea economia per il territorio, allora
bisogna pensarci bene. Adesso, senza alcun progetto di recupero dei reperti, gli unici ad avere tutto da
perdere sono i tifosi, gli appassionati di calcio, i ragazzi che vanno allo stadio, i cittadini di Crotone. Bisogna
avere buonsenso, cari parlamentari e rappresentanti politici ed istituzionali. I reperti, visto che nessuno li
scava o li danneggia, possono stare tranquilli lì: voi, però, mettete giù – tutti, e ribadiamo tutti insieme – un
progetto per il nuovo stadio con un cronoprogramma definito ed improrogabile. Mettetevi tutti attorno ad
un tavolo, parlatene ai ministri, agli assessori regionali, parlatene tra di voi in modo costruttivo, ma
permettete ad una città di non perdere quel poco di buono che gli è rimasto.
Firmano la lettera i giornalisti
1. Laura Leonardi
2. Giuseppe Pipita
3. Salvatore Regalino
4. Claudia Berlingeri
5. Francesca Travierso
6. Francesco Sibilla
7. Bruno Palermo
8. Antonella Marazziti
9. Danilo Ruberto
10. Giuseppe Laratta
11. Vincenzo Montalcini
12. Cinzia Romano
13. Vincenzo Saporito
14. Luigi Saporito
15. Orazio Polimeni
16. Pino Romano
17. Raffaele Truncè
18. Tommaso Borrelli
19. Fabio Fiore
20. Procolo Guida
21. Giovanni Monte
22. Massimiliano Franco
23. Antonio Gaetano
24. Giuseppe Livadoti
25. Domenico Policastrese
26. Franco Pedace
27. Luigi Ioele
28. Antonio Morello
29. Veronica Romano
30. Patrizia Manfredi
31. Teresa Basile
32. Aurelia Parente
33. Antonio Cerminara
34. Piero Pili
35. Fabio Regalino
36. Antonio Carella
37. Francesco Latella
38. Giuliano Carella
39. Giusy Regalino
40. Angela De Lorenzo
41. Claudio Regalino

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 06 Agosto 2018 17:26
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