Giovedì, 13 Agosto 2020

 

SPORT NEWS

La Dia di Bologna, con provvedimento emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale bolognese, ha sequestrato, su proposta del procuratore capo Giuseppe Amato e del pm della Dda, Beatrice Ronchi, beni mobili e immobili, per un valore di oltre 10 milioni di euro, al 55enne Francesco Falbo.

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tribunale federaleRichieste pesantissime. Qualche minuto fa la procura Figc ha chiesto 15 punti di penalizzazione al Chievo da addebitare sulla stagione sportiva 2017/2018. Se il Tribunale federale nazionale accogliesse tale richiesta i clivensi retrocederebbero in Serie B visto che hanno chiuso il campionato scorso con cinque punti di vantaggio sulla terzultima in classifica, ovvero il Crotone. La Procura federale ha inoltre avanzato richiesta di trentasei mesi di inibizione per il presidente del Chievo Luca Campedelli. Stessa richiesta anche per il Cesena, 15 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie B 2017/2018. Il Crotone, intanto, è stato ammesso come parte interessata al processo così come l’Entella. La societa' veronese e' accusata dalla Procura di aver effettuato scambi di giocatori con il Cesena. A quanto pare, le due societa' si sarebbero scambiate 30 calciatori e da qui sarebbero generate plusvalenze fittizie per oltre 25 milioni di euro. Qualche ora prima la Procura federale aveva chiesto due punti di penalizzazione al Parma per il campionato sportivo di Serie B 2017/2018 (in questo caso il club ducale perderebbe la promozione in Serie A), o in alternativa sei punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A 2018/2019 e quattro anni di squalifica più 50 mila euro di multa per il calciatore Emanuele Calaiò.

 

 

 

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procura federale fgciROMA - Giornata "campale" per Parma e Chievo che nel pomeriggio conosceranno quale sara' il loro futuro nel calcio italiano. Il processo sportivo si terra' presso il Tribunale Federale Nazionale della Figc a Roma e la sentenza e' attesa nel pomeriggio. A forte rischio per loro la prossima stagione in serie A, con Palermo e Crotone alla finestra e pronte a subentrare. In tarda mattinata ha preso il via il processo all'attaccante Emanuele Calaio' del Parma, con il club chiamato a rispondere per responsabilita' oggettiva. Il giocatore e' accusato di tentato illecito sportivo per alcuni messaggi spediti via whatsapp all'ex compagno di squadra Filippo De Col. In particolare, quattro giorni prima dell'incontro del 19 maggio scorso valevole per la serie B tra Spezia (societa' nel quale militava fino al 2016) e Parma, il giocatore avrebbe inviato alcuni messaggi con whatsapp a due giocatori dei liguri, Filippo De Col e Claudio Terzi, invitandoli a limitare il loro impegno agonistico. Il tutto era finalizzato alla promozione del Parma in serie A. Fini' 2 a 0 per la squadra parmense e promozione nella massima serie automatica, grazie al pareggio tra Foggia e Frosinone. Il Parma rischia una penalizzazione che potrebbe far sfumare la promozione in Serie A, dopo che la Procura federale ha chiesto 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda per Calaio' e due punti di penalizzazione per il Parma nel campionato 2017-18 (che lo riporterebbero in B) oppure sei punti nel prossimo campionato. Possibili, ma per il momento abbastanza lontane, le possibilita' di altre sanzioni, a partire da una maxi multa ma permanenza nel massimo campionato nazionale. Il Chievo e' accusato dalla procura federale di aver effettuato scambi di giocatori con il Cesena. A quanto pare, le due societa' si sarebbero scambiate 30 calciatori e da qui sarebbero generate plusvalenze fittizie per oltre 25 milioni di euro, stando all'accusa della procura federale. In attesa di conoscere l'eventuale sanzione nei confronti di veronesi ed emiliani sono Crotone e Palermo. Il club calabrese, retrocesso dalla serie A, si e' detto pronto a subentrare al Chievo Verona in caso venga condannato alla retrocessione. Potrebbe salire in serie A anche la squadra siciliana perche', sconfitta nella finale playoff promozione contro il Frosinone, sarebbe legittimata a fare richiesta. In questo caso, previa retrocessione del Parma. Chiamate in udienza anche le societa' di Cesena e Bari per le quali, per motivi diversi dalle due di serie A, sono a forte rischio le loro permanenze in serie B. Il Cesena ha aderito all'istanza di fallimento avanzata dalla procura della Repubblica di Forli', il Bari non ha la copertura economica e non ha avanzato richiesta di iscrizione alla serie B. Per il club barese si parla di ripartenza dalla serie C se non addirittura serie D. In dubbio la permanenza in serie B anche del Foggia anch'esso alle prese con gravi problemi finanziari. La societa' pugliese puntera' alla riduzione dei punti mentre la procura e' intenzionata a chiederne la retrocessione.

 

 

 

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sanfilippo cortese«Non gioisco mai per la morte, ma oggi si e' spento uno dei piu' efferati, crudeli e spietati criminale della storia». Lo dice il questore di Crotone Claudio Sanfilippo in merito al decesso del boss Toto' Riina avvenuto alle 3.37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Ieri, Riina aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse settimane, dopo l'ultimo intervento il “capo dei capi” era entrato in coma. Riina, per gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis da 24 anni, era ancora il capo di Cosa nostra. Sanfilippo, all’epoca del suo arresto, era un altro dei segugi investigativi della squadra mobile Palermo che catturarono in pratica il gotha delle cosche, dai capi ai latitanti. «Tuttavia con Riina - aggiunge - non e' morta Cosa nostra, che continua ad avere ancora numerosi 'leader' sia in vinculis che in liberta'. Certamente con lui se ne vanno numerose, e alcune per sempre, verita' mai scoperte e tanti misteri che alla sua persona erano indissolubilmente legati. Personalmente - sottolinea Sanfilippo - non penso che oggi si apra un problema di successione al vertice. Cosa nostra ha sempre avuto nelle sue regole secolari i meccanismi di sostituzione. Cambiano gli uomini e, come assistiamo, cambiano le strategie criminali. L'importante e' non abbassare mai la guardia e mantenere l'attenzione e la tensione investigativa sempre altissima e vigile. Lo dobbiamo per tutti coloro i quali hanno sacrificato il bene supremo nell'onorare il giuramento di fedelta' alla Repubblica e ai valori di legalita' e giustizia». «Gli scenari del dopo Riina sono indefiniti. Stiamo monitorizzando la situazione quartiere per quartiere del capoluogo e in tutti i centri della provincia», afferma il questore di Palermo Renato Cortese che ha origini del nostro terriotrio. Cortese è uno degli investigatori che ha catturato, nel 2006, l'altro capo dei capi di Cosa nostra Bernardo Provenzano, morto lo scorso anno. «L'unico dato certo e' che le cosche stanno tentando di riorganizzarsi», conclude Cortese.

 

 

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USURA CARABINIERIIl business annuo è di quasi 82 miliardi di euro; le vittime presunte sono tre milioni di famiglie e un'azienda su dieci nei settori dell'agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di "insospettabili" che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l'acqua alla gola. E' il fenomeno dell'usura, secondo le stime dell'Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala che se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia più esposta in assoluto è Parma, seguita da Crotone, Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo Valentia e Palermo. Non è immune nemmeno il Nord visto visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

 

 

 

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