Isola, il Pd ritira la delegazione in consiglio: Filici si è dimesso
La decisione del gruppo consiliare e del circolo cittadino giunge dopo il rifiuto della maggioranza di aprire subito un dibattito dopo l'insediemento della commissione d'accesso

ISOLA DI CAPO RIZZUTO Il Partito democratico ha deciso di ritirare la propria rappresentanza dal Consiglio comunale di Isola di Capo Rizzuto. La svolta politica si è concretizzata con le dimissioni del consigliere comunale monogruppo Andrea Filici e con la contestuale scelta dei primi dei non eletti nella lista dem, Francesca Fauci e il presidente del circolo cittadino Gasparre Cavaliere, unitamente a tutti gli altri candidati della compagine, di rifiutare la surroga.
Una linea d'azione netta che priva l'Assise cittadina della presenza dell'opposizione Pd, scaturita dal rifiuto da parte della maggioranza di convocare nell'immediato un dibattito straordinario sulla situazione politico-amministrativa dell'ente locale, segnata anche dal recente insediamento della Commissione d'accesso antimafia che sta verificando l'eventuale condizionamento della criminalità organizzata nell'attività amministrativa dell'Ente.
Le motivazioni dell'uscita dall'Assise cittadina
A spiegare le ragioni dell'abbandono dell'Aula e della scelta di non subentrare con i candidati non eletti è una nota ufficiale firmata dal circolo locale del Partito democratico.
«È una scelta politica - puntualizzano i dem - non un gesto di propaganda. Ed è soprattutto una scelta maturata dopo aver chiesto alla maggioranza un confronto che, ancora una volta, ha deciso di rinviare. Il 20 agosto abbiamo chiesto di aprire una discussione seria sulla condizione politica e amministrativa di Isola di Capo Rizzuto, anche alla luce dell'arrivo della Commissione d'accesso, la terza in 23 anni. La risposta? Il confronto non viene negato, ma rinviato dopo la pausa estiva. Una risposta che dice molto delle priorità di questa maggioranza», sostiene la nota del Pd.
Le criticità sul territorio e l'insediamento della Commissione
Nel documento i rappresentanti dem evidenziano come i problemi dell'amministrazione locale e del territorio siano rimasti aperti anche durante la pausa estiva, citando le ultime emergenze che hanno interessato il comune della fascia costiera.
«Perché mentre l'Amministrazione va in vacanza - incalzano i dem - a Isola restano i problemi, le emergenze e le responsabilità. Capo Piccolo è stato al centro dell'attenzione con un nuovo divieto di balneazione, con conseguenze pesanti per cittadini, attività e operatori turistici e contemporaneamente arriva una nuova Commissione d'accesso. Di fronte a tutto questo, rinviare il confronto è una scelta politica!», argomenta la dirigenza dem.
Il ruolo delle istituzioni e della politica
Il comunicato prosegue delineando il confine tra l'operato degli organi di controllo inviati dallo Stato e la responsabilità che spetta alla rappresentanza politica eletta dai cittadini.
Il Partito democratico «non chiede e non vuole interferire in alcun modo con il lavoro della Commissione d'accesso, che deve essere libero, autonomo e indipendente. Ma proprio perché la Commissione farà il proprio lavoro, la politica deve fare il suo. La Politica ha l'obbligo di interrogarsi, di assumersi le responsabilità e avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Ma dopo più di sette anni di governo, davanti alla terza Commissione d'accesso in poco più di vent'anni, davanti alle emergenze ambientali, alle difficoltà amministrative e a una comunità che chiede risposte, questa maggioranza ha scelto di non fermarsi nemmeno per una riflessione politica e ha scelto di andare avanti come se nulla fosse e per questo abbiamo scelto di non essere complici di questa normalizzazione», prosegue il documento.
Il rifiuto della normalità istituzionale
I dem spiegano poi la decisione di uscire definitivamente dalle dinamiche consiliari per non dare una parvenza di regolare confronto all'operato dell'amministrazione.
«Sia chiaro questa scelta non significa abbandonare Isola - tengono a sottolineare i dem -, non significa disinteressarci dell'amministrazione della cosa pubblica e non significa sottrarci al nostro ruolo politico. Significa, al contrario, smettere di legittimare con la nostra presenza un Consiglio nel quale la maggioranza pretende di amministrare senza affrontare il nodo politico che abbiamo posto. Il nostro ritiro non cancella i problemi e non cancella le responsabilità di chi governa ma le rende più evidenti. Da questo momento la maggioranza non potrà più utilizzare la presenza dell'opposizione come elemento di normalità istituzionale mentre evita il confronto sulle questioni che riguardano il futuro della città e se la maggioranza ritiene che tutto vada bene, continui pure da sola!», stigmatizza la nota.
Il prosieguo dell'azione politica fuori dall'Aula
Infine, la dirigenza dem traccia la linea d'azione per il futuro, assicurando che l'attività d'opposizione proseguirà nel tessuto sociale del territorio comunale.
«Continui ad amministrare, continui a fare le proprie scelte - suggeriscono i dem - e, soprattutto, continui ad assumersene per intero le conseguenze politiche mentre noi continueremo a controllare, denunciare, proporre e parlare ai cittadini fuori da un Consiglio che oggi non rappresenta più, per noi, la sede di un confronto politico autentico. Il PD non lascia la comunità, lascia una maggioranza alle proprie responsabilità. Continueremo a lavorare per costruire una nuova alternativa politica perché Isola di Capo Rizzuto non ha bisogno di una politica che aspetta che passi la tempesta, ha bisogno di una politica che abbia il coraggio di affrontarla e noi quel coraggio intendiamo metterlo in campo», conclude il Partito democratico di Isola di Capo Rizzuto.


