Grimilde, confisca beni a imprenditore di origini crotonesi attivo a Parma
Legami con il clan Grande-Aracri. Il decreto è per un valore stimato di oltre un milione di euro: 11 immobili a Cutro, 11 società, 10 rapporti finanziari e due veicoli

BOLOGNA Il Tribunale di Bologna (sezione Misure di prevenzione) ha confiscato il patrimonio di un imprenditore 41enne originario della provincia di Crotone, Giuseppe Lazzarini, ma da anni attivo nel Parmense.
Già coinvolto nella maxi operazione “Grimilde” contro la 'Ndrangheta emiliana, Lazzarini era stato già condannato per tentata estorsione aggravata in primo grado a 11 anni di reclusione e a nove anni in appello. Il calabrese è ritenuto organico al clan legato alla famiglia Grande Aracri.
Il decreto di confisca è per un valore stimato di circa un milione di euro. Il provvedimento, divenuto irrevocabile con sentenza della Corte di Cassazione, è stato eseguito dalla polizia dalla Guardia di finanza di Parma.
Secondo gli investigatori il 41enne era specializzato nella creazione nel controllo di società “cartiere”: imprese formalmente attive ma prive di una reale operatività, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti, riciclare denaro e mascherare flussi finanziari illeciti.
La confisca è divenuta esecutiva nel 2024, dopo che i ricorsi presentati in Cassazione dalla difesa dell'imprenditore contro il provvedimento ablativo sono stati rigettati. I beni confiscati sono 11 immobili nel Comune di Cutro (Crotone), 11 società (2 nel crotonese, 2 nella provincia di Reggio Emilia, una ad Acerra, nel napoletano, una a Milano e 5 a Parma), oltre a 10 rapporti finanziari e due veicoli.

