Sgombero a piazzale Nettuno: trasferiti in strutture statali 33 migranti
L'operazione condotta da Prefettura e Questura di Crotone dopo uno screening e l'adozione nuove procedure Eu. Akrea e i tecnici comunali hanno condotto la bonifica dell'area
CROTONE È stato completato in giornata il trasferimento delle 33 persone di nazionalità straniera che si trovavano in piazzale Nettuno a Crotone. Lo riferisce un comunicato diramato dalla Prefettura di Crotone. L’operazione si è svolta a seguito delle attività congiunte condotte dalle istituzioni sul territorio.

Le procedure della Questura e i dati della Prefettura
Le operazioni sono scattate a seguito del completamento delle procedure di screening curate dall’Ufficio immigrazione della Questura di Crotone, in applicazione del Regolamento Ue numero 1356 del 2024 entrato in vigore lo scorso 12 giugno nell’ambito del Nuovo patto europeo per la migrazione e l’asilo.
A valle delle verifiche, la Prefettura di Crotone ha autorizzato l’ingresso nelle strutture di accoglienza ministeriali di 33 cittadini stranieri che hanno richiesto la protezione internazionale. Questi si aggiungono ai 27 già trasferiti nei giorni precedenti, portando a 423 il totale dei migranti inseriti nel sistema di prima accoglienza sul territorio cittadino dal 1° luglio a oggi.
Dalla Questura e dalla Prefettura fanno sapere che «rimane costante l’attenzione delle istituzioni sul fenomeno migratorio, i cui elementi di complessità saranno prossimamente esaminati nelle sedi competenti, anche con la partecipazione degli enti territoriali».

Le dichiarazioni del sindaco Vincenzo Voce e la bonifica
In parallelo al trasferimento, il Comune di Crotone ha avviato la pulizia straordinaria e la bonifica dell’area con i propri operai e il supporto di Akrea.
«Esprimiamo un sincero ringraziamento alla Prefettura e alla Questura per l’attività svolta congiuntamente e per l’attenzione dimostrata nell’affrontare una situazione che richiedeva interventi concreti e tempestivi», ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce.

«Il trasferimento delle 33 persone rappresenta un passaggio importante di un percorso che potrà svilupparsi attraverso una visione ampia e condivisa, nella quale tutte le istituzioni possano contribuire a individuare soluzioni efficaci e durature, affrontando le criticità insieme alla dimensione umana di questa vicenda. Dietro ogni situazione di difficoltà ci sono persone, storie, fragilità e dignità che meritano rispetto».
Il primo cittadino ha poi aggiunto: «Accogliamo con favore la prospettiva di un ulteriore momento di confronto istituzionale, attraverso la possibile convocazione di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp), quale occasione per condividere un approccio organico e coordinato. Crediamo in un percorso nel quale sicurezza, decoro e dignità delle persone si rafforzino reciprocamente».


