Asp Crotone, polemica sui buoni pasto: Nursind denuncia delle disparità
Il sindacato contracca la delibera aziendale che assegna dodici ticket alla dirigenza e solo nove al comparto, chiedendo l'immediato allineamento e la retroattività

CROTONE Si riaccende una “vecchia” polemica tutta interna all'Azienda sanitaria provinciale di Crotone. Al centro della contestazione c'è il trattamento riservato al personale del comparto Sanità (infermieri, Oss, tecnici) rispetto a quello della dirigenza medica e sanitaria in merito all'erogazione dei buoni pasto. La miccia è stata accesa dalla segreteria provinciale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che ha inviato una dura nota formale ai vertici aziendali – direttore generale, sanitario, amministrativo e al dirigente delle professioni sanitarie – chiedendo l'immediata rimozione di quella che viene definita una disparità non più sostenibile.
I fatti: due pesi e due misure tra delibere
La discrepanza nasce dal confronto tra due provvedimenti adottati dall'Asp crotonese a pochi mesi di distanza. Il 18 dicembre 2025, l'Azienda ha approvato il regolamento per il Comparto (Delibera n. 604/2025), fissando un tetto massimo di 9 buoni pasto mensili. Successivamente, il 16 giugno 2026, con la Delibera n. 292/2026, l'amministrazione ha varato il testo analogo per i Dirigenti dell'Area Sanità, riconoscendo però a questi ultimi un tetto massimo di 12 buoni pasto mensili.
Il tutto avviene a parità di requisiti di accesso: per entrambe le categorie, infatti, il diritto scatta a fronte di una presenza effettiva superiore alle 6 ore giornaliere, sia per il personale turnista che per quello non turnista.
L'attacco del Nursind: "Differenza ingiustificata"
La reazione del sindacato, guidato a livello territoriale da Giuseppe Aracri , insieme al segretario aziendale Francesco Greco e al segretario amministrativo Nicodemo Capalbo, non si è fatta attendere. Nella nota inviata via Pec, i rappresentanti dei lavoratori mettono in chiaro la natura del beneficio:
Il diritto al buono pasto sostitutivo ha natura assistenziale e non retributiva per entrambe le aree contrattuali e deriva dal medesimo principio contrattuale (prestazione giornaliera > 6 ore in assenza di mensa aziendale).
Il sindacato sottolinea inoltre come i contratti collettivi nazionali (Ccnl Comparto Sanità 2022-2024, art. 27 comma 5, e il Ccnl Area Sanità) rimandino ai medesimi accordi storici, "senza prevedere una differenziazione strutturale sul numero massimo di buoni pasto".
Il peso del Comparto in corsia
Il Nursind fa leva anche sulla logica organizzativa e sul carico di lavoro gravante sul personale in prima linea:
Il personale del Comparto (infermieri, Oss, tecnici, ecc.) rappresenta la quota preponderante del personale impegnato in turni ospedalieri e territoriali, spesso con carichi di lavoro elevati e con le medesime difficoltà logistiche legate all'assenza di servizio mensa.
Secondo la sigla autonoma, perpetuare questa asimmetria tra chi gestisce i reparti e chi vi opera quotidianamente non ha basi solide, soprattutto considerando l'evoluzione normativa:
Mantenere un trattamento differenziato tra Dirigenza e Comparto su un istituto di welfare quale il buono pasto crea una disparità non più sostenibile, soprattutto alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali e delle indicazioni Aran che legano il diritto alla sola effettiva presenza >6 ore.
Le richieste: tavolo di contrattazione e retroattività
Per sanare il divario, la segreteria del Nursind Crotone ha chiesto formalmente "l'immediata apertura di un tavolo di contrattazione integrativa". Gli obiettivi sul tavolo sono chiari e non derogabili:
- Modificare il Regolamento del Comparto (Delibera 604/2025) equiparando il tetto massimo a 12 buoni pasto mensili, con gli stessi criteri già riconosciuti alla Dirigenza Area Sanità;
- Applicare la nuova disciplina con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026";
- Definire modalità condivise di monitoraggio e controllo.
L'istanza si chiude con un richiamo alla responsabilità sociale e gestionale dei vertici dell'Asp: "Restiamo in attesa di un riscontro e della convocazione di un incontro dedicato, certi che l'Azienda vorrà riconoscere un principio di equità tra le diverse aree del personale".
La palla passa ora alla Direzione generale di Crotone, chiamata a decidere se aprire subito il confronto o rischiare una rottura prolungata con la componente numericamente più significativa della forza lavoro ospedaliera.

