L'arte bianca
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affidato
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ROMA Le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno diffidato il sindaco della Capitale, roberto Gualtieri, in qualità di rappresentante legale pro tempore dell'Ente capitolino, «all’annullamento del bando di gara per l’affidamento del servizio di contact center “Chiama Roma 060606”».

«In data 6 novembre 2025 – ricordano le sigle di categoria – è stato sottoscritto, tra il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl E Uil, un “Accordo per un lavoro tutelato negli appalti di servizi e forniture e struttura bando tipo”».

Riporta ancora la nota che «tra le condizioni previste per le “procedure di gara”, vi è l’inserimento negli atti di gara e nei contratti delle clausole stabilite nel suddetto accordo» in particolare, che «i capitolati di gara prevedranno ai sensi dell’articolo113 del vigente codice, specifiche clausole volte a contrastare fenomeni di dumping salariale e contrattuale, a favorire il rispetto delle condizioni di legalità, di tutela contrattuale e di salute e sicurezza dei lavoratori in coerenza con quanto stabilito dalla normativa vigente e dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».

Di tale accordo le sigle di categoria richiamano ancora il fatto che «in relazione alle attività correlate all’avvio delle gare di servizi e forniture», le Parti ritengono «opportuno che nei bandi, nei capitolati e negli atti contrattuali siano previste prescrizioni che garantiscano l’applicazione, per tutta la filiera, dei Ccnl stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto, anche per i profili inerenti la formazione e la sicurezza, oltre che per le specifiche clausole sociali nei cambi di appalto».

«Come indicato nell’ottavo capoverso della sezione dedicata alle clausole contrattuali – rendono noto ancora i sindacati – viene indicato che l’amministrazione si farà parte attiva affinché le stazioni appaltanti inseriscano quanto previsto nell’intesa e che la violazione delle clausole in esso contenute “sarà espressamente causa di legittima risoluzione del contratto ad opera di Roma Capitale”».

«Come previsto nella tabella – prosegue la nota – in cui vengono individuate le correlazioni tra attività, Ccnl e decreti direttoriali del ministero del Lavoro, viene indicato in corrispondenza delle attività di call center il Ccnl delle Telecomunicazioni sottoscritto da Asstel e Slc–Cgil, Fistel–Cisl e Uilcom–Uil (codice Ateco 82.20 e codice Cnel k411)».

«Il ministero del Lavoro – dice intanto la nota –, con nota numero 6143 del 24 aprile 2025 ha indicato il Ccnl delle Telecomunicazioni, sottoscritto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil con Asstel, come contratto di riferimento per gli appalti, soprattutto nel settore dei Call Center, segnalando la sua ampia applicazione e rappresentatività nel settore».

Considerato che «in data 3 dicembre è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di Contact Center “Chiama Roma 060606”; e che, al paragrafo 4 del Capitolato d’oneri allegato alla lettera d’invito per la partecipazione al suddetto bando, nonostante venga indicato come codice Ateco dell’attività il N.82.20 Attività dei Call Center, viene indicato come contratto collettivo quello delle Cooperative sociali».

«Nel paragrafo 21.2 – ripropone la nota – del Capitolato d’oneri allegato alla lettera d’invito per la partecipazione al suddetto bando, in cui sono indicati i criteri di valutazione dell’offerta tecnica, nella relativa tabella vengono assegnati 15 punti in caso di sede operativa principale (con almeno l’80% del personale impiegato nel servizio) nel Comune di Roma, 7 punti in caso di sede operativa principale all’interno della Provincia di Roma e 0 punti in caso di sede operativa principale fuori dalla provincia di Roma».

«La scrivente – ricorda ancora la nota – è firmataria del Ccnl delle Telecomunicazioni sottoscritto da Asstel e Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil cod. Ateco 82.20 e cod. Cnel k411». Tutto ciò premesso e considerato, si legge nella nota ufficiale, nel preponderante interesse sindacale a difesa dei diritti economici e normativi dei lavoratori, tenuto conto di quanto indicato nella nota del ministero del Lavoro su esposta e dell’accordo sottoscritto tra le Ooss e il sindaco di Roma, è lapalissiana una maggior tutela degli stessi derivante dall’applicazione del Ccnl delle Telecomunicazioni, che garantisce sia una retribuzione superiore che maggiori tutele normative riguardo soprattutto alla territorialità».

«Si diffida pertanto – esplicitano i sindacati – l’Amministrazione in indirizzo al ritiro del bando in oggetto in autotutela. Se, nel termine perentorio di cinque giorni dal ricevimento della presente, ciò non dovesse avvenire ci rivolgeremo alle nostre strutture legali per far valere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti, visto e considerato il fatto che questo comportamento costituisce, tra le altre cose, anche condotta antisindacale», concludono le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

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