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birth Marco Antonio Imbrauglio acquista
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CROTONE Puntuale come un orologio svizzero, arriva in piena estate l’ennesima comunicazione che annuncia il razionamento dell'acqua in città da parte di Sorical

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Una “prassi” oramai consolidata che continua a esasperare i residenti crotonesi, chiamati ancora una volta a fare i conti con i rubinetti a secco e caldo record. 

La nota ufficiale diffusa dalla società fa sapere che «nella serata di domani, 6 agosto, provvederà a ridurre le portate idriche immesse nella rete di distribuzione al fine di consentire il recupero del livello di riempimento dei serbatoi». 

Tuttavia, dietro le consuete formule di rito si cela una realtà con cui i cittadini convivono da fin troppo tempo: disservizi continui e infrastrutture che sembrano non trovare mai pace.

Il tutto mentre le famiglie assistono a un paradosso difficile da mandare giù, ossia il sensibile aumento delle bollette registrato proprio in coincidenza con il subentro di Sorical nella gestione del servizio.

I quartieri coinvolti dal nuovo stop

Il piano di riduzioni scatterà dalle ore 23 di giovedì 6 agosto e proseguirà fino alle 8 di venerdì 7 agosto. La mappa dei disagi abbraccia un perimetro estesissimo della città, tagliando fuori sia il centro abitato che diverse aree periferiche. 

Le zone interessate da riduzioni di pressione o totali sospensioni dell'erogazione comprendono via Cutro, Fondo Gesù, Borgata San Francesco, via Vittorio Veneto e traverse, via Torino, Piazza Pitagora, via Poggioreale e traverse, Corso Messina e traverse, via Cristoforo Colombo, via Interna Marina, via Regina Margherita, via Acquabona, Quartiere Gabelluccia, via IV Novembre, Poggio Pudano, il Centro Storico, via Risorgimento, Discesa Fosso e Piazza Mercato.

Una gestione che lascia l'amaro in bocca

Se da un lato la società si scusa assicurando che «ringraziamo i cittadini per la collaborazione e la comprensione», dall'altro la pazienza dell'utenza è oramai al limite. 

Pagare di più per un servizio che garantisce la propria erogazione a corrente alternata appare come un'ingiustizia intollerabile, specialmente nei mesi estivi in cui il fabbisogno idrico aumenta vertiginosamente. 

L'interrogativo che la comunità si pone è se il passaggio al gestore unico debba tradursi soltanto in rincari tariffari o se prima o poi si vedranno interventi strutturali capaci di porre fine una volta per tutte alla crisi idrica perenne di Crotone.

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