«Altro che lavori programmati, stagno ripulito su sollecito della Procura»
Enpa e Circolo per l’Ambiente Ibis Odv rivendicano l'impulso dato alla Procura di Crotone sullo stato di degrado del laghetto di Parco Pignera: «Scintilla arriva dai Forestali»
CROTONE «Il "miracolo" di Parco Pignera e la manutenzione spontanea che profuma di Procura». È quanto scrivono sarcasticamente in una nota congiunta le associazioni Enpa e Circolo per l’Ambiente Ibis Odv di Crotone.
«È quasi commovente osservare – commentano – come l’Amministrazione comunale di Crotone, colta da un improvviso e fulmineo attacco di efficienza, abbia deciso di tirare a lucido la vasca del Parco Pignera proprio in questi giorni. Un tempismo perfetto, di quelli che si vedono raramente nelle cronache cittadine ma che, guarda caso, si manifestano con precisione chirurgica subito dopo il deposito di un esposto alla Procura della Repubblica».

«Leggendo le dichiarazioni trionfali diffuse dal Comune – incalzano Enpa e Circolo Ibis –, sembra di assistere alla narrazione di un piano magistrale di manutenzione, studiato a tavolino con mesi di anticipo. Peccato che, a quanto pare, la reale "scintilla" che ha dato il via ai lavori non sia stata una visione illuminata del bene pubblico, bensì la visita dei Carabinieri Forestali, sollecitata dalle denunce di Enpa Crotone e Circolo Ibis».
«Risulta affascinante – stigmatizzano ancora – quanto la memoria istituzionale sappia essere corta: l’amministrazione parla oggi di "programmazione autonoma", dimenticando che per anni quelle stesse vasche sono state il regno incontrastato dell’incuria e della diffusione incontrollata della Trachemys scripta (la tartaruga palustre americana). Ma si sa, la carta canta e i verbali della magistratura possiedono questo strano potere terapeutico: riescono a far ritrovare istantaneamente la voglia di operare anche al burocrate più distratto».

Le associazioni ambientaliste «osservano questo improvviso "risveglio" con un sorriso amaro. Appare singolare che debbano intervenire le autorità inquirenti per ricordare al Comune l’esistenza di leggi nazionali e regionali sulla gestione della fauna selvatica. Se oggi si vedono finalmente operai e divise intorno alla vasca, il merito non risiede in una folgorazione sulla via del Parco Pignera, ma nella testardaggine di chi ha deciso che il rispetto della legalità ambientale non può essere un optional».
«In fondo – concludono le associazioni –, verrebbe quasi voglia di ringraziare la Procura: a quanto pare, rappresenta il miglior ufficio marketing che il Comune possa desiderare per spingere l’acceleratore sui lavori pubblici rimasti al palo per anni. Resta solo un piccolo dubbio: senza quella "spintarella" giudiziaria, i cittadini starebbero ancora fissando l’acqua stagnante? La risposta, con ogni probabilità, galleggia insieme alle tartarughe».

