Giovani in fuga dal Sud, Crotone maglia nera: qui è dove si emigra di più
L'Istat fotografa la costante perdita di residenti al Mezzogiorno: la provincia pitagorica con il 9,5 per mille detiene il tasso di emigratorietà più alto verso il Centro-Nord
CROTONE Il Mezzogiorno continua a perdere i suoi giovani e le sue risorse migliori, e la provincia di Crotone si conferma il territorio più colpito da questo fenomeno in tutta Italia. Secondo il recente Report dell’Istat «Migrazioni interne ed internazionali della popolazione residente», il territorio pitagorico detiene il triste primato nazionale per il tasso di emigratorietà più alto: ben 9,5 individui ogni mille residenti hanno lasciato la provincia per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord.
Il dato crotonese si inserisce in un quadro regionale e macro-regionale fortemente critico. Tra le regioni del Mezzogiorno, la Calabria registra il tasso di emigratorietà più elevato in assoluto (quasi otto partenze ogni mille residenti verso il Centro-Nord), superando anche Basilicata (7,6 per mille) e Molise (7,5 per mille). In termini di saldo migratorio interno complessivo, la Calabria figura tra i territori con le perdite più accentuate (-3,8 per mille), a testimonianza di una mobilità sfavorevole che non viene compensata dagli arrivi.
L'emorragia di giovani laureati nel Mezzogiorno
In un arco temporale di sei anni, compreso tra il 2019 e il 2025, il Mezzogiorno ha perso complessivamente 150mila giovani laureati italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Questa significativa perdita deriva principalmente dai trasferimenti diretti verso le regioni del Centro-Nord (-122mila unità), ai quali si aggiunge un saldo negativo nei confronti dell'estero (-28mila).
Nel corso del 2025, i trasferimenti di residenza tra Comuni italiani sono tornati a crescere, raggiungendo un milione 455mila movimenti (oltre 70mila in più rispetto al 2024). Più del 60% degli spostamenti avviene all’interno della stessa provincia e il 16% tra province della medesima regione, ma i flussi migratori dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord continuano a rappresentare oltre un terzo di tutti i movimenti interregionali.
Le direttrici della mobilità e la spinta verso il Nord
Nel 2025 i trasferimenti dal Sud verso il Centro-Nord sono stati circa 112mila (in lieve calo del 1,6% su base annua), a fronte di 67mila movimenti lungo la rotta opposta (+6,3%). Ne consegue una perdita netta per le regioni meridionali pari a circa 45mila residenti.
Quasi tre emigrati su dieci in uscita dal Mezzogiorno scelgono come destinazione la Lombardia, che si conferma la meta principale dei flussi. Fanno eccezione Abruzzo e Molise, diretti principalmente verso il Lazio. Tra le aree di origine, oltre alla Calabria, i volumi più consistenti arrivano da Campania (29%), Sicilia (23,6%) e Puglia (17,7%).
Sul fronte opposto, il Nord si attesta come l'area più attrattiva: il Nord-Est registra un tasso migratorio interno del +1,6 per mille e il Nord-Ovest del +1,3 per mille, con vertici in Emilia-Romagna (+2,1 per mille) e nella provincia di Pavia (+5,3 per mille) o Matera sul fronte opposto (-6,3 per mille). Per Crotone e per l'intera Calabria, invece, il saldo migratorio negativo conferma la persistente difficoltà nel trattenere la popolazione e nell'offrire prospettive di stabilità.



