L'arte bianca
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PARMA Un operaio di 51 anni ha perso la vita nella mattina del 21 settembre scorso a causa di un grave incidente sul lavoro. La tragedia si è consumata all'interno di una cava di sabbia situata a Polesine Parmense, in provincia di Parma. La vittima si chiamava Pasquale Riillo, era originario di Isola di Capo Rizzuto e risultava residente a Gualtieri in provincia di Reggio Emilia.

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La dinamica dell'infortunio mortale

L'uomo, per cause ancora da accertare, è rimasto schiacciato mentre si trovava accanto a un macchinario, probabilmente una tramoggia. L'allarme è scattato intorno alle 8.30, facendo scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. All'arrivo sul posto, i operatori sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatare il decesso del cinquantunenne. Per effettuare i rilievi del caso e ricostruire la dinamica dell'incidente, sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del fuoco e i tecnici della Medicina del lavoro dell'Ausl di Parma.

La reazione dei sindacati

L'episodio ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni sindacali. Cgil, Cisl e Uil sono tornate a chiedere che la sicurezza diventi una priorità assoluta. I sindacati di categoria hanno espresso cordoglio alla famiglia del lavoratore e vicinanza ai colleghi dello stesso, rilasciando una nota congiunta sulla vicenda.

«Saranno le autorità competenti ad effettuare le dovute verifiche sull'accaduto, purtroppo ci troviamo ancora una volta a dover richiamare l'attenzione su una terribile dinamica. Il settore delle cave, come quello dell'edilizia, è un ambito lavorativo in cui il rischio di infortuni è tra i più elevati per le criticità intrinseche al tipo di attività, ciò non giustifica che, in un'epoca in cui i supporti tecnologici sono sempre più avanzati, il numero degli infortuni non diminuisca. I dati statistici ci dimostrano che non si fa abbastanza affinché eventi tragici come quello di oggi avvengano».

L'appello per nuove misure legislative

I rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito che «si rendono doverosi e inevitabili interventi anche legislativi» volti a «rendere la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro materia realmente efficace». Secondo i sindacati, la priorità assoluta resta quella di «impedire che una lavoratrice o un lavoratore escano al mattino per guadagnarsi di che vivere per non rientrare più a casa alla sera».

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