Omicidio Di Cicco, ribaltata la sentenza: assolto Spagnolo in Appello
La Corte di assise di appello di Catanzaro ha smontato l'accusa per il delitto del 2001: inattendibili i pentiti Acri e Nigro. L'imputato era stato condannato a 30 anni
CATANZARO Clamoroso ribaltamento dei giudici di secondo grado: la Corte di assise di appello di Catanzaro ha cancellato la condanna a 30 anni di reclusione e assolto il 57enne Giuseppe Spagnolo dall'accusa di aver ucciso Domenico Di Cicco, l'uomo scomparso nel nulla nel settembre del 2001 a Crucoli. Una decisione che smonta del tutto il quadro accusatorio retto finora dalle dichiarazioni dei pentiti.
Le argomentazioni della difesa e la richiesta dell'accusa
I difensori di fiducia, gli avvocati Gregorio Viscomi e Tiziano Saporito, nel loro atto di appello e nella discussione orale, hanno sostenuto l’inattendibilità delle dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia che accusavano lo Spagnolo, Nicola Acri e Ciro Nigro, in ragione delle loro intrinseche contraddizioni. La Procura generale, rappresentata da Marisa Manzini, aveva invece chiesto la conferma della sentenza di primo grado.
Il contesto del delitto di Crucoli e il tranello
Salvatore Di Cicco aveva 34 anni ed è stato ucciso a Crucoli, in provincia di Crotone, nel settembre del 2001. L’uomo era sospettato di essere un informatore dei Carabinieri e si temeva che potesse addirittura «saltare il fosso» e pentirsi.
Secondo la ricostruzione dei fatti curata dalla Dda di Catanzaro, gli esecutori dell'omicidio, esponenti dei locali di 'ndrangheta di Cirò, Cassano allo Ionio e Corigliano Calabro, avrebbero attirato Di Cicco in un tranello grazie all'aiuto di Ciro Nigro, ex esponente della 'ndrina di Corigliano Calabro, il quale avrebbe ordinato alla vittima di accompagnarlo a Cirò con il pretesto di concludere un acquisto di armi.
I due sarebbero così partiti in macchina, con Di Cicco alla guida. Una volta giunti sul lungomare di Torretta di Crucoli, Nigro, istruito dai mandanti dell'omicidio - tra i quali Rossano Nicola considerato il boss di Acri -, avrebbe abbandonato la vittima alla mercé degli assassini. Una volta sceso dall'auto, Di Cicco sarebbe stato ucciso da Spagnolo con alcuni colpi sparati con una pistola calibro 38.
La prima sentenza del luglio 2024
Nel luglio del 2024, il giudice per le udienze preliminari di Catanzaro aveva emesso tre condanne. La pena più grave, pari a 30 anni di reclusione, era stata inflitta proprio a Giuseppe Spagnolo. A sette anni erano stati invece condannati i due pentiti che hanno collaborato alle indagini sull’omicidio, il 47enne Nicola Acri e il 59enne Ciro Nigro.


