Rete idrica, Crotone e i fondi Pnrr: Masotta smonta il caso del treno perso
Il consigliere difende l'operato dell'amministrazione Voce: «I Comuni erano tagliati fuori per legge dal bando. Solo l'Autorità idrica regionale poteva candidarsi»
CROTONE «Non posso che commentare con estrema soddisfazione l'unità d'intenti evidenziata in consiglio comunale attraverso l'approvazione, avvenuta all'unanimità, della mozione concernente il servizio idrico di Crotone nel corso della seduta dello scorso 15 luglio». È quanto scrive il consigliere di maggioranza del gruppo "Valorizziamo Crotone", Vittorio Masotta, commentando il sì "bipartisan" al documento proposto dalla minoranza e poi emendato nel corso della stessa seduta.
Maturità politica e trasparenza
«Sebbene spesso oggetto di dibattito, talvolta anche strumentale, nel confronto pubblico cittadino – commenta Masotta –, il consiglio comunale ha saputo dare prova di grande maturità e compattezza su una tematica che non ha colore politico in quanto riguardante la più amplia platea crotonese. Saluto, anche e soprattutto, la trasparenza e il coraggio nell'affrontare con estrema franchezza il reale stato delle cose. Spero che questo approccio sia d'auspicio e funga da bussola per il prosieguo dell'intera consiliatura».
La smentita sulle responsabilità del Comune
«A tal proposito mi preme però fare chiarezza – aggiunge Masotta – sul fatto della maldestra e fasulla attribuzione di responsabilità al Comune di Crotone circa la mancata partecipazione diretta all'Avviso pubblico Pnrr (Missione 2, Componente 4, Investimento 4.2), relativo ai finanziamenti per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua».
La gestione della transizione idrica
«È necessario a mio avviso – puntualizza il consigliere di maggioranza – ristabilire la verità dei fatti, normativi e procedurali, nel rispetto dei cittadini e del lavoro degli uffici tecnici dell'Ente. Sì, perché l'Amministrazione Voce è stata quella che si è trovata con il "cerino" in mano, ma è stata anche quella che, con grande coraggio, ha deciso di traghettare Congesi verso la nuova riforma regionale del gestore unico, salvaguardando le maestranze e compiendo le scelte meno dolorose, e al contempo anche le più sofferte, per non lasciare scoperta una vera e propria voragine economica dettata da un vero e proprio cortocircuito gestionale».
L'assenza dei requisiti legali per il bando
«La verità amministrativa – entra nel merito Masotta – è una sola, semplice e incontrovertibile: il Comune di Crotone non aveva, per legge, i requisiti legali e formali per partecipare a quel bando in veste di soggetto proponente o di beneficiario diretto. Perciò non si è trattato di una scelta politica, né di una presunta inerzia degli uffici. Si è trattato di un rigido ed esplicito sbarramento previsto dalle linee guida ministeriali».
I chiarimenti ministeriali e le linee guida
«Le regole del Ministero e i successivi chiarimenti forniti nelle Faq ufficiali – rende noto Masotta – hanno statuito che quel bando era rivolto esclusivamente agli Enti di governo d'ambito (Ega) da cui erano quindi tagliati fuori i singoli Comuni. Anche nei casi in cui i Comuni gestivano direttamente la propria rete idrica in economia (fattispecie esaminata e chiarita anche da autorevoli organi di supporto agli enti locali come "La Posta del Sindaco") la candidatura non era ritenuta ammissibile».
La normativa e l'Articolo 147
«Il decreto legislativo 152 del 2006 (l'Articolo 147) parla chiaro – sottolinea Masotta –: l'unico soggetto abilitato a presentare la proposta di finanziamento era l'Ente di governo d'ambito competente per il territorio. Il progetto, per speculare regola del bando, doveva poi essere materialmente realizzato dal gestore del Servizio idrico integrato legittimamente affidatario del servizio all'interno di quell'Ambito territoriale ottimale (Ato)».
Il contesto geopolitico e gli attori istituzionali
«Tradotto nel contesto geopolitico e amministrativo del nostro territorio – spiega ancora Masotta –, in quel preciso periodo storico, trattasi dell'autorità d'ambito a cui faceva (e fa) capo la governance idrica cioè l'Aic (Autorità idrica Calabria): l'ente regionale e non il Comune di Crotone! La gestione operativa delle nostre reti di distribuzione cittadine, inoltre, alla scadenza dei bandi, era affidata al consorzio locale Congesi, prima cioè che iniziasse il complesso percorso di riorganizzazione che sta portando al subentro del gestore unico regionale, Sorical Spa».
L'impossibilità di una candidatura autonoma
«Erano dunque questi gli unici attori istituzionali – palesa Masotta – che avevano la capacità giuridica e il dovere di coordinare, candidare e intercettare i fondi per l'efficientamento della nostra infrastruttura idrica. Un Comune che avesse provato a candidarsi da solo avrebbe firmato una domanda nulla in partenza, un istantaneo spreco di tempo e risorse terminato con una inevitabile bocciatura per carenza di soggettività giuridica».
La critica alle gestioni sovracomunali passate
«Se vogliamo discutere di come i livelli sovracomunali – ammette Masotta – abbiano gestito o stiano gestendo queste opportunità, facciamolo. Di come nella gestione del sistema idrico concorrano tutt'ora più soggetti come il Consorzio di bonifica, il Corap, gli accordi con A2A e prima ancora anche Italgas, Soakro e Congesi. Gestioni che, in alcuni casi, hanno attirato la lente della magistratura che ha portato anche a condanne penali dietro il presupposto della malagestio su un bene pubblico così vitale, ma anche così maledettamente attraente per il malaffare e il clientelismo politico».
Il rifiuto della narrazione del "treno perso"
«Respingo al contempo con forza, però – contesta Masotta –, ogni narrazione che attribuisce a questa amministrazione o ai tecnici del Comune di Crotone la colpa di un "treno perso". Quel treno, per regolamento europeo e nazionale, si fermava solo alle stazioni degli Enti d'ambito e dei gestori unici».
Il ruolo futuro del Consiglio comunale
«Il nostro compito, come Consiglio comunale – conclude l'esponente di maggioranza –, è vigilare, stimolare e collaborare fermamente con l'Autorità idrica calabria e con il nuovo gestore unico affinché gli investimenti sulla nostra rete, che sappiamo essere fragile e bisognosa di interventi urgenti, vengano prioritariamente programmati e realizzati. Questa è la politica responsabile. Il resto sono speculazioni che non portano un solo litro d'acqua in più nelle case dei crotonesi».

