L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Finisce oltre le sale istituzionali del Comune di Crotone la seduta della quarta Commissione consiliare svoltasi nella giornata di ieri, 28 ottobre 2026. Il presidente del Comitato centro storico Crotone, Cesare Spanò, ha infatti inviato oggi una dettagliata richiesta di intervento alla presidenza del Consiglio comunale, «garante del corretto svolgimento dei lavori dell'assise e delle commissioni», raccontando quanto accaduto durante la riunione.

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È lo stesso Cesare Spanò a spiegare direttamente il presunto episodio di derisione subito in aula: «Un assessore componente della Giunta, presente senza diritto di voto ai sensi dell'art. 38 Tuel, avrebbe rivolto alla mia persona, in qualità di presidente del Comitato, espressioni connotate da scherno e da contenuto offensivo, come riferito da più presenti».

Il riferimento è all'assessore Dalila Venneri che, in merito a una richiesta di chiarimento formulata dal consigliere Saverio Flotta (Futuro nazionale) circa la polemica in atto con il comitato per l'iniziativa "Storicamente Natale", avrebbe assunto connotati sopra le righe. 

L'assessore di Forza Italia, infatti, avrebbe liquidato il quesito replicando che gli amministratori non devono lasciarsi trascinare dai comitati e che non era disponibile a farsi «suggerire da chi, come disse bene il sindaco Pasquale Senatore, ha fatto la sagra del crustolo d’oro». 

Da qui è scaturito poi un acceso battibecco che ha visto protagonista anche l'altra assessora di Fratelli d'Italia, Maria Lucia Cosentino, amica di Cesare Spanò e intanto giunta nella seduta di commissione a difesa dell'imprenditore.

Nel testo inviato oggi all'organo di presidenza, Spanò, chiarisce come tale episodio violi le regole della sede istituzionale: «Tale condotta, se confermata dal verbale e dalla registrazione che ho già formalmente richiesto, si pone in palese violazione degli obblighi di contegno, decoro e rispetto istituzionale imposti dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale e delle Commissioni».

I profili normativi e la tutela del diritto di critica

Entrando nei dettagli normativi, il rappresentante del comitato contesta la posizione dell'esponente della giunta, ricordando come l'aula consiliare non offra copertura ad attacchi personali: «Il componente della Giunta, non essendo membro del Consiglio, non gode della prerogativa di insindacabilità di cui all'art. 68 D.lgs. 267/2000, prerogativa che, per costante giurisprudenza, non copre in ogni caso l'insulto gratuito, il dileggio personale e l'attacco ad hominem estraneo alle finalità istituzionali».

Cesare Spanò ribadisce quindi il valore costituzionale della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica: «La sede istituzionale non può trasformarsi in luogo di regolamento di conti personali nei confronti di cittadini e rappresentanti di associazioni che esercitano legittimo diritto di critica, garantito dall'art. 21 della Costituzione».

Le richieste e le azioni preannunciate

Di fronte all'accaduto, Cesare Spanò invoca l'intervento formale della presidenza dell'assise: «Chiede di voler intervenire, nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia (rivolto al presidente del consiglio, ndr), richiamando al rispetto del Regolamento e del decoro istituzionale, e di voler disporre che le dichiarazioni rese siano integralmente verbalizzate, con espressa menzione del richiamo».

In assenza di un intervento correttivo, il presidente del Comitato annuncia di voler percorrere tutte le vie formali e giudiziarie a tutela propria e dell'ente che rappresenta. Nello specifico, Spanò formalizza la volontà di segnalare l'accaduto al prefetto di Crotone, quale rappresentante dello Stato sul territorio e garante del corretto funzionamento degli organi elettivi, ai sensi dell'articolo 54 Tuel. 

Inoltre, preannuncia l'intenzione di tutelare la propria onorabilità nelle competenti sedi giudiziarie, con querela per diffamazione aggravata ai sensi dell'articolo 595 del Codice penale, comma 3, per essere «il fatto commesso da pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni e in presenza di più persone, nonché con azione civile per il risarcimento del danno, e infine di richiedere al Sindaco l'adozione di ogni conseguente valutazione di ordine politico e disciplinare».

L'intervento si chiude con l'auspicio di Cesare Spanò di riportare il confronto sul merito delle problematiche cittadine: «Confido nel Suo alto senso istituzionale (si rivolge al presidente delle assise cittadine, ndr) affinché la Commissione torni ad essere luogo di confronto sui contenuti – nel caso di specie sul futuro del centro storico – e non occasione di dileggio personale».

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