Comune, contratto decentrato in stand-by: i sindacati non firmano
Minaccia di sciopero generale al Comune di Crotone dopo la rottura sul Contratto decentrato: le Rsu bocciano la linea della delegazione di parte pubblica
CROTONE Impasse sul rinnovo del Contratto collettivo decentrato integrativo (Ccdi) dei dipendenti del Comune di Crotone con una spaccatura all'orizzonte per l'asse sindacale.
Il muro contro muro vede, da una parte, le delegazioni sindacali elette dai lavoratori (Rsu) in quota Cgil, Cisl e Confial, composte da Manlio Caiazza, Roberto Scalera, Pantaleone Lumastro, Roberto Gullà, Giuseppe Muraca, Giuseppina Treccozzi, Giuseppina Vissicchio, Vincenzo Nicoletta, Alessandra Mesoraca e Armando Lumare, e dall'altra parte, la delegazione trattante di parte pubblica nominata dall'assessore al personale, Sandro Cretella, e composta dai dirigenti dell'Ente Raffaella Paturzo, Francesco Iorno e Antonio Luigi Anania.
Quest'ultimi sono sostenuti, parzialmente, dai delegati della Uil, Adolfo Riganello e Gianluca Bruno, che vorrebbero invece raggiungere accordi più miti.
La rottura al tavolo sindacale
Lo scontro si è consumato lo scorso 28 ottobre durante il tavolo sindacale convocato presso la sala consiliare dove gli animi sarebbero stati molto accesi. Davanti alle rivendicazioni delle Rsu, infatti, riguardanti l'adeguamento delle condizioni lavorative dei dipendenti comunali sia in ambito economico che in quello organizzativo, la componente datoriale delegata avrebbe alzato un vero e proprio muro.
Già nell'assemblea sindacale dei lavoratori di piazza della Resistenza dello scorso 8 ottobre, la sostanziale totalità dei partecipanti aveva evidenziato insofferenza rispetto alle politiche di organizzazione delle maestranze. Le rivendicazioni principali riguardano la modifica del regolamento sul lavoro agile (smart working); la modifica del regolamento sulla flessibilità oraria dei dipendenti; l'aumento di due euro per buono pasto; l'applicazione delle progressioni verticali dei dipendenti cosiddette "0,55%"; e l'aumento del fondo delle risorse decentrate (previste in legge di stabilità e ferme al 2016).
Le criticità finanziarie dell'Ente
Malumori che la Rsu ha quindi riportato al tavolo di confronto dello scorso 28 ottobre con la parte datoriale delegata che è rimasta rigida sulle sue posizioni. Nonostante, infatti, pochi giorni fa sia stato formalmente sottoscritto il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) da tutte le maggiori sigle sindacali con quasi 2 anni di ritardo, sembrerebbe che il "nodo gordiano" nasca dall'eccessiva spesa del personale accumulata dall'Amministrazione comunale negli ultimi anni che avrebbe minato seriamente le casse dell'Ente.
Spesa eccessiva che paventerebbe persino problemi di liquidità sulle retribuzioni dei dipendenti tali da impedire il cosiddetto "turn-over" per sostituire i dipendenti che andranno in pensione nei prossimi mesi, in particolare tra gli agenti della polizia locale. Un servizio questo da garantire obbligatoriamente poiché rientrato tra quelli considerati dalla legge "essenziali".
Prospettive e tensioni future
Fonti ben informate segnalano che addirittura le delegazioni sindacali avrebbero abbandonato il tavolo contrattuale minacciando lo sciopero generale dei lavoratori e delle lavoratrici.
È certo che le vicissitudini locali e regionali all'interno della Uil siano state un ulteriore elemento di conflittualità che incide significativamente sulla correttezza delle relazioni sindacali in atto.
Con la fine dei fondi Pnrr la situazione economica dell'ente (solo da pochi anni è libero dalle "scure" del blocco della spesa imposto dalla Corte dei conti) potrebbe aggravarsi.


