L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Negli ultimi tempi la Camera penale di Crotone assiste con «crescente inquietudine a un fenomeno pericoloso», evidenzia il presidente Aldo Truncè, ovvero la «pretesa di misurare la bontà dei provvedimenti giudiziari sul metro dell'impatto emotivo o dell'indice di gradimento dell'opinione pubblica». Tale dinamica «è successo anche stavolta con la scarcerazione di Youssef Siher», ritenuto l'organizzatore dei fatti di Milano del 17 ottobre 2026.

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Gogna mediatica e politica

Quando una decisione «non coincide con l'ipotesi d'accusa o non soddisfa il bisogno immediato di punizione», la reazione mediatica e politica «tende troppo spesso a trasformarsi in una vera e propria gogna nei confronti di chi l'ha estesa». Questo meccanismo rischia «di incrinare uno dei pilastri fondamentali della democrazia: l'assoluta neutralità del magistrato».

Il ruolo del giudice

Chi amministra la giustizia ha «l'unico dovere professionale ed etico di applicare la legge attraverso un vaglio rigoroso, critico e terzo del materiale probatorio». Ridurre il ruolo del giudice a un «semplice organo di conferma delle istanze di sicurezza significa snaturarne la funzione e indebolire le garanzie di ogni singolo cittadino».

Garanzie e inamovibilità

Le regole del giusto processo e la tutela della presunzione di non colpevolezza «non sono concessioni variabili a seconda del reato contestato o dell'allarme sociale suscitato». Al contrario, è «proprio nei momenti di maggiore tensione e clamore che il rigore delle garanzie deve rimanere inamovibile».

La protezione dell'indipendenza

La Camera penale di Crotone «richiama con forza la necessità di proteggere l'indipendenza della giurisdizione da qualunque condizionamento esterno». Un giudice libero da condizionamenti e pressioni «è la sola vera garanzia per chiunque si trovi ad affrontare un processo».

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