L'arte bianca
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affidato
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Gaetano Grillo (in piedi), leader dei Progressisti Qpo
Gaetano Grillo (in piedi), leader dei Progressisti Qpo

CROTONE «Si sta parlando poco, e stranamente, dell’inserimento della proposta per la realizzazione del nuovo Ospedale di Crotone, per un importo previsto di 300 milioni di euro, nell’ambito del programma di edilizia sanitaria valutabile dall’Inail. Se ne sta parlando poco come se fosse calata una cappa. Un segnale inquietante e preoccupante di cui non troviamo spiegazione alcuna». È quanto scrivono i «Progressisti Qpo», il movimento politico vicino al Partito democratico di Crotone.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

L'origine della proposta

«Riassumiamo la notizia – prosegue la nota – in poche battute. Una proposta della Regione Calabria, su segnalazione del commissario straordinario, la dottoressa Monica Calamai, prima che lasciasse, nel 2025, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Commissario straordinario che ringraziamo per la solerzia nell’aver proposto il nuovo nosocomio cittadino, che intercetta una necessità e un bisogno della comunità crotonese e delle altre comunità, non solo quelle provinciali, ad essa afferenti».

Le risorse e il piano di rientro

«Una delle proposte della Regione Calabria – sottolineano ancora i Progressisti Qpo –, assieme a quella del Gom di Reggio Calabria, dell’Asp di Reggio Calabria, dell’Ao Cosenza e dell’Aou Catanzaro, tra le tante proposte avanzate dalla maggior parte delle regioni del Nord e del Sud. A questo riguardo, annotiamo che tutte le regioni, tra le quali anche la Regione Calabria, si faranno carico del finanziamento eventualmente ottenuto con un piano di rientro concordato e condiviso con l’Inail».

«Finanziamento che inciderà sul bilancio regionale – ricorda la nota – e per il quale, per onestà intellettuale, sarebbe stato auspicabile una diversa fonte di finanziamento a totale carico dello Stato. Così non è stato. E così non è, purtroppo. L’iter prevede che l’Inail effettuerà la valutazione tecnico-economica dell’investimento dopo la consegna di un progetto appaltabile».

La necessità di una sinergia istituzionale

«Si tratta, com’è intuibile – spiegando i Progressisti Qpo –, di un passaggio importante e molto delicato. Da questo momento occorre accompagnare l’intervento con serietà, continuità istituzionale e una forte capacità di collaborazione tra tutte le forze politiche, sociali e istituzionali della città, della provincia e della regione con il coinvolgimento dei parlamentari crotonesi e calabresi».

«Su un’opera così rilevante – sollecita la nota – non devono prevalere appartenenze, rivendicazioni o contrapposizioni. Ciascuno dovrà concorrere, per il proprio ruolo, a sostenere e monitorare l’intero percorso: dalla progettazione alla valutazione dell’Inail, fino all’affidamento e alla realizzazione dei lavori. L’obiettivo non può essere esclusivamente la costruzione di un nuovo edificio che, dato da non minimizzare, richiederà un notevole sforzo economico da parte della Regione Calabria».

Il passaggio fondamentale da Spoke ad Hub

«La vera sfida – sostengono i progressisti – è utilizzare questo investimento per ampliare l’offerta sanitaria, migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, potenziare i reparti, ridurre la mobilità sanitaria, attrarre professionalità qualificate e garantire servizi adeguati ai cittadini di Crotone e dell’intera provincia, dell’intera fascia jonica calabrese e di parte dell’entroterra cosentino contermine alla città di Crotone. E, ultimo ma non ultimo, trasformare l’ospedale civile di Crotone da presidio Spoke a presidio Hub. Senza tentennamenti da parte del presidente Occhiuto che, presumiamo, come sempre capita in occasione di questo genere, sarà tirato per la giacchetta».

Le criticità ambientali del territorio

«A questo riguardo riteniamo – scrivono i Progressisti Qpo – che siano maturate nel tempo e siano mature tutte le condizioni per una simile scelta. Scelta che non ha nulla di velleitario o peggio di campanilistico. La straordinaria presenza del Sito d’interesse nazionale, sul quale si aggiungono, da oltre trent’anni, notizie che mettono in allarme la comunità, non può passare in secondo piano o, peggio, essere considerato irrilevante».

«Pensiamo, in questo momento – allerta la nota –, all’intrusione del cuneo salino nel sito Kroton Gres, seppur limitato, per come denunciato nel 2022 da Eni, "in periodi di eccezionale e prolungato abbassamento dei livelli piezometrici". Eventi di siccità che, com’è noto a tutti, da "eccezionali" sono diventati e sempre di più diventeranno "normali"».

«Pensiamo, sempre in questo momento – incalza la nota –, alla denuncia da parte di A2a sul rilevamento di criticità, senza aggiunta alcuna, nelle acque di falda sotto l’area del termovalorizzatore. Circostanze queste che impongono scelte in linea con la complessità di un territorio come quello crotonese, aggravato, tra l’altro dalla presenza del termovalorizzatore di A2a costruito, in spregio alla salute dei cittadini e alla salubrità del territorio, in area Sin».

I Progressisti Qpo si dicono inoltre preoccupati dalla «presenza di altri opifici industriali, alcuni lasciatoci in eredità dal fallimentare Contratto d’area e altri opifici lasciatoci sempre in eredità da un mancato governo del territorio da parte degli enti preposti, in primis il Comune di Crotone, come la centrale Biomasse e la centrale turbogas al confine con il comune di Scandale».

L'impatto sociale e il Cara di Isola Capo Rizzuto

«Senza minimizzare o peggio trascurare – aggiungono i Progressisti Qpo – la presenza del Cara di Isola Capo Rizzuto e lo sbarco nel porto di Crotone di decine di migliaia di extracomunitari che, complice l’inarrestabile globalizzazione, impongono massima attenzione, in particolare ad alcuni tipi di malattie che ritenevamo, almeno sino ad oggi, debellate in Italia e in Europa».

«Sotto quest’aspetto – auspicano i Progressisti – sarà pertanto necessario conoscere con chiarezza il progetto sanitario della Regione Calabria che accompagnerà la nuova struttura: quali specialità saranno previste, quale sarà la dotazione di posti letto, quali servizi verranno potenziati e come il nuovo ospedale si integrerà con la medicina territoriale e con l’attuale presidio».

L'appello al Comune e alla Regione

«Accogliamo dunque – ritornano sull'argomento iniziale i progressisti –, con la massima attenzione e cautela, questo primo risultato, mantenendo però nello stesso tempo un atteggiamento responsabile e concreto. In passato, il territorio ha già conosciuto annunci del genere rimasti "parole al vento". Per questa ragione ora servono atti, tempi certi, trasparenza e un cronoprogramma pubblico e verificabile».

«Il nuovo ospedale di Crotone – prosegue la nota – deve diventare una battaglia comune del nostro territorio, e dell’intero territorio regionale, non il patrimonio politico di una singola parte. Solo attraverso un impegno unitario sarà possibile trasformare questa opportunità in una struttura moderna e in un reale miglioramento del diritto alla salute dei cittadini, che i crotonesi reclamano da molto, troppo tempo. Crediamo che questa possa essere la volta buona. A condizione che ognuno faccia il proprio dovere».

«A partire dal Comune di Crotone – sottolineano i progressisti – che non si deve perdere e disperdere nei soliti rituali tipici degli amministratori formatosi alla scuola degli annunci e dei proclami. Il primo impegno dovrà essere quindi l’individuazione di un terreno idoneo alla realizzazione del nuovo nosocomio che dovrà essere libero da vincoli e da gravami di qualsiasi genere».

Al presidente Occhiuto, i progressisti raccomandano che «non dovrà utilizzare il metodo dei "due pesi e due misure" come già successo con la "messa in sonno" delle risorse, pari a 36 milioni di euro, del Contratto istituzionale di sviluppo per l’aeroporto di Crotone o, come successo negli anni passati con il presidente Scopelliti, con la "distrazione" di 39 milioni di euro dalle risorse di 100 milioni di euro previsti per la progettualità di Antica Kroton».

«Progettualità oggi ridotta – conclude la nota – ad una mera e inutile opera di riqualificazione urbana, tra cui primeggiano rifacimenti di rotonde e di marciapiedi, di cui da tempo il Pd e le forze del centrosinistra, senza risposta alcuna, chiedono lumi e spiegazioni».

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