L'arte bianca
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Gianluca Bruno seduto al centro della foto
Gianluca Bruno seduto al centro della foto

ISOLA DI CAPO RIZZUTO Un duro atto d’accusa che riapre i fari sulla gestione amministrativa e sulla capacità di programmazione economica a Isola di Capo Rizzuto. L’ex sindaco Gianluca Bruno interviene senza sconti sul tema della depurazione e dei finanziamenti regionali, mettendo a confronto i risultati odierni con quelli del passato e dipingendo il quadro di un territorio in forte affanno.

Il confronto con il 2017: «Oggi solo briciole»

Il fulcro della critica di Bruno si basa sui numeri e sulle risorse intercettate dal Comune nei diversi anni. Il paragone tra la passata gestione e l'attuale contingenza vede, secondo l'ex primo cittadino, un netto passo indietro per la comunità isolitana:

«Nel 2017 Isola di Capo Rizzuto, su 180 milioni di euro in Calabria, ottenne 4 milioni e 400 mila euro per la depurazione; un finanziamento importante, frutto di progettazione, interlocuzione e presenza ai tavoli istituzionali. Oggi, nell’ambito di 175 milioni di investimenti regionali, al nostro Comune arrivano appena 500 mila euro per un torrente e 465 mila euro per interventi Sorical in corso. Non è un dettaglio: è la misura esatta del peso politico che abbiamo perso».

Un passaggio chiave della riflessione dell’ex sindaco riguarda l'origine di quei fondi, rivendicando la qualità del lavoro amministrativo svolto all'epoca rispetto alla facilità di accesso alle risorse straordinarie degli ultimi tempi:

«C’è un fatto che va ricordato: quei 4,4 milioni del 2017 arrivarono senza il “doping” del Pnrr, senza quella pioggia di fondi straordinari che negli ultimi anni ha permesso a molti enti di mascherare limiti amministrativi evidenti. Erano risorse vere, ottenute in un contesto ordinario, dove contavano la visione, la capacità di progettare e la forza di sedersi ai tavoli. Oggi, invece, Isola è fuori da tutto, e i risultati sono proporzionati a questa assenza».

Servizi e turismo al collasso

Bruno non si limita alla questione depurazione, ma estende l'analisi allo stato generale in cui versano il decoro urbano e i servizi al cittadino, sollevando forti dubbi sulle reali prospettive turistiche del territorio:

«La gente si lamenta ogni giorno: strade dissestate, buche ovunque, servizi ridotti al minimo, sporcizia diffusa, spiagge sporche, discese a mare inesistenti. E mentre i cittadini fanno i conti con una città che cade a pezzi si esulta per 500 mila euro che, per carità direbbe qualcuno, meglio questi soldi che niente! Ma come può una cittadina che accoglie numeri da capogiro ottenere così poco? Come si può parlare di turismo quando non si riesce a garantire nemmeno l’ordinario? Esultiamo per le briciole mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi e facendo finta di non vedere».

Le critiche toccano anche la tenuta strutturale delle reti interne, ritenute non più adeguate alle esigenze di una popolazione che attende risposte da anni:

«C’è la necessità di completare diverse zone nella nostra città che vive tanti disagi su fogna e depurazione, vi è la necessità di adeguare gli impianti che ormai sono allo stremo: a quando una riflessione politica seria? Se ne parlerà alle prossime tornate elettorali? I soldi ci sono oggi ed oggi Isola avrebbe dovuto avere almeno somme pari a comuni che ne hanno presi per 20 volte tanto! Passato il treno poi cosa si farà?».

L'affondo politico: «Navigazione a vista»

Il giudizio sulla leadership amministrativa degli ultimi sei anni è netto. Secondo Gianluca Bruno, l’attuale classe dirigente si sarebbe adagiata sui fondi europei senza strutturare una reale crescita per il futuro, lasciando che le realtà limitrofe prendessero il sopravvento:

«Da sei anni e mezzo la musica non cambia: si naviga a vista, senza una direzione, senza una strategia, senza la capacità di incidere ai tavoli dove si decide davvero. La fortuna di ritrovarsi nel periodo del Pnrr ha reso una immagine distorta della realtà, perché senza quei fondi straordinari sarebbe emersa in modo ancora più evidente la fragilità politica e amministrativa che col tempo è ormai evidente. Intanto gli altri Comuni ci superano, crescono, investono, programmano seriamente mentre noi, invece, siamo fermi; siamo in un coma turistico irreversibile e nessuno sembra o vuol accorgersene».

Infine, l’ex sindaco lancia un appello per un cambio di rotta radicale, chiedendo maggiore autorevolezza e dignità nella gestione dei rapporti sovracomunali per il bene di Isola di Capo Rizzuto:

«La visione è stata soppiantata dall’approssimazione. E quando l’approssimazione prende il posto della visione, un territorio non cresce: arretra, si spegne lentamente. Isola merita molto di più di ciò che sta ricevendo. E merita soprattutto un’onesta riflessione politica e amministrativa perché bisogna esser presenti ad ogni finanziamento. Ci vuole una classe politica vera, che racconti la realtà dei fatti e che non si presenti ai tavoli che contano col cappello in mano, capace di guardare avanti e non di accontentarsi delle briciole, di battersi per le esigenze della nostra cittadina. Ad invertire la rotta si è sempre in tempo».

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