Le nuove frontiere della diabetolgia dalla terra di Alcmeone e Pitagora
L'ottava edizione dell'evento scientifico a cura del cottor Salvatore Pacenza traccia il futuro della cura tra IA, digital health e il contributo dei giovani specializzandi
TORRE MELISSA Decine di specialisti di primissimo ordine della Diabetologia italiana si sono alternati in tre giornate, riempiendo di contenuti scientifici oltre 20 ore tra panel, lectio magistralis e training professionale. Assieme a loro, l'apporto di esperti in altre branche della medicina chiamate in causa dalla stessa patologia (cardiologi, nefrologi, internisti). Tutti quanti affiancati dal contributo di coach dell'Intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in campo biomedico.

E poi, anche e soprattutto, l'apporto concreto di dieci studi scientifici derivanti da altrettanti casi clinici prodotti da gruppi di giovani specializzandi in endocrinologia, geriatria e medicina interna (coordinati da docenti universitari ed esperti) che proiettano Crotone nel panorama della ricerca internazionale.

Scienza, cultura e prevenzione: i numeri dell'evento
Sono questi i numeri che hanno accompagnato l'ottava edizione delle "Giornate diabetologiche dalla terra di Alcmeone e Pitagora", ormai appuntamento consolidato e sempre più apprezzato dalla comunità medico-scientifica di tutta Italia, che si è tenuto dal 28 al 30 maggio scorsi, presso il Grand Hotel Balestrieri di Torre Melissa.

Consumatosi sotto la sapiente direzione scientifica del dottor Salvatore Pacenza, responsabile del servizio di Diabetologia presso l'Azienda sanitaria provinciale di Crotone, e coordinato dalla segreteria organizzativa dell'agenzia "Free lance Crotone", con Anna Maria Martino e Rosanna Salerno, il focus dell'evento di quest'anno è stato dedicato al rapporto "tra scienza, cultura e prevenzione". La presenza dei vari partecipanti è stata purtroppo limitata dallo Sciopero generale nazionale del settore trasporto aereo, ma l'affetto e gli apprezzamenti recapitati dagli stessi partecipanti hanno cancellato anche i disagi involontari affrontati in questa ottava edizione.

Il gotha della Diabetologia ed Endocrinologia italiana
Da segnalare la partecipazione e il contributo scientifico dei massimi vertici del settore:
- Gianluca Perseghin, presidente eletto della Società italiana diabetologi (Sid);
- Giuseppina Russo, presidente eletto dell'Associazione medici diabetologi (Amd);
- Salvatore De Cosmo, presidente in carica Amd;
- I professori ordinari e associati di Endocrinologia e Diabetologia: Edoardo Mannucci (Università di Firenze) e Ilaria Vicembrini, Uberto Pagotto (Università di Bologna), Giovanni Targher e Alessandro Mantovani (Università di Verona), Concetta Irace, Antonio Brunetti, Antonio Aversa, Franco Arturi ed Elena Succurro (Università di Catanzaro);
- I ricercatori e direttori clinici: Dario Tuccinardi (Campus Bio-Medico di Roma), Mikiko Watanabe (Università La Sapienza di Roma), Riccardo Candido (Università di Trieste), Lorenzo Piemonti (San Raffaele di Milano), Federico Bertuzzi (Ospedale Niguarda di Milano), professore ordinario di Endocrinologia al Gemelli di Roma, Dario Pitocco.

L'era digitale e le nuove frontiere farmacologiche
Il nuovo approccio per la cura del diabete passa inevitabilmente dalle opportunità offerte dall'era digitale e dalle sofisticate tecnologie a supporto della medicina. Il "machine learning" e l'Ia generativa costituiscono, oggi, un supporto per il medico e portano per esempio all'evoluzione di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) e ai circuiti chiusi di nuova generazione.
Accanto a queste tematiche, nel corso della tre giorni, sono state affrontate anche le nuove frontiere farmacologiche, con un approccio olistico per la cura del paziente che punta alla cosiddetta "remissione". Questo è reso possibile grazie all'avvento dei doppi e tripli agonisti, alle terapie non peptidiche orali e all'analisi dei dati di Real world evidence.

Focus clinico: dall'obesità al diabete di Tipo 1
Spazio anche all'orientamento clinico su problematiche critiche quali il piede diabetico, il rischio oncologico, il declino cognitivo, le dislipidemie e la gestione del rischio cardiovascolare residuo e cardio-renale; il riconoscimento dell'obesità come vera e propria malattia, la "pipeline" dei farmaci anti-obesità, l'adeguamento dei Lea e l'identificazione precoce della disfunzione epatica (Masld). Infine, le nuove speranze per il diabete di Tipo 1 che passano dall'incapsulamento delle isole pancreatice e le strategie di immunomodulazione.

Le sessioni "Giovani Diabetologi" e la ricerca scientifica
Un rilievo speciale è stato rappresentato dalle sessioni "Giovani Diabetologi", coordinate da docenti universitari ed esperti, durante le quali gli specializzandi hanno presentato e discusso casi clinici interattivi attraverso l'utilizzo di applicazioni digitali dedicate.
Di seguito i "poster" presenta che hanno poi portato all'individuazione di due vincitori da parte della "faculty":
- Dott.ssa Eleonora Alessio: ha relazionato sul paradosso dell'obesità e il rischio cardiovascolare.
- Dott.ssa Federica Catalano: ha esposto il risultato dello studio Islets (Insulin sensitivity linked gene variants in Type 1 diabetic subjects).
- Dott.ssa Maria Caterina Gioia: ha presentato il "Case report sulla Masld".
- Dott. Stefano Gualtieri: ha esplorato il rapporto dinamico di iperglicemia da stress durante l'Ogtt che evidenzia alterazioni metaboliche nei soggetti con steatosi epatica.
- Dott. Giuseppe Londino: ha trattato l'azione precoce degli Sglt2-I sulla neuropatia autonomica cardiaca.
- Dott. Giuseppe Seminara: ha chiuso i lavori illustrando gli effetti del testosterone undecanoato come terapia aggiuntiva in uomini obesi ipogonadici «late responders» alla Tirzepatide (studio pilota).

