L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Se alla fine quello che resterà di un cospicuo investimento economico sarà la testa che presenta caratteri apparentemente italici del III secolo a.C., il progetto Antica Kroton potrà essere archiviato come uno dei grandi fallimenti che hanno caratterizzato la storia di Crotone dal 1990 a oggi. Uno dei sogni di rilancio destinati al fallimento in compagnia di tanti altri sogni costati milioni di euro che non hanno raggiunto nessun obiettivo (Sovvenzione globale, Contratto d’area, 488 e altro). 

Si conosce bene dove sono confluiti i tanti milioni di denaro pubblico dei precedenti presunti investimenti, resta da chiarire se anche i fondi di Antica Kroton alla fine saranno serviti ad ingrossare le tasche dei “prenditori” che acchiappano i soldi e lasciano disperazione. Antica Kroton sarà l’eccezione? Speriamo di sì, ma ciò che è stato realizzato sino ad oggi fa pensare alla solita minestra.

Sino ad oggi sono stati spesi milioni di euro e il ritrovamento che fa fare salti di gioia è quello della testa che racconta della presenza dei Bretti a Crotone. Una presenza che era stata già certificata da fonti scritte e ritrovamenti archeologici. Qual è la grande novità? L’impressione, speriamo si tratti di un nostro errore di valutazione, è che si stia vendendo fumo come di solito si fa a Crotone.

Nelle attività sino ad oggi messe in campo non emerge nessun ritrovamento che possa considerarsi eccezionale quali potrebbero essere il ritorno alla luce della cinta muraria magno greca, che c’è ed è lì dove è stata costruita, che aspetta da millenni che qualcuno scavi e la consegni alla città per attrarre turisti e studiosi. Purtroppo non si investe in archeologia nemmeno con i 61 milioni e passa dei fondi Antica Kroton.

Si punta a costruire ascensori e piste ciclabili sulla strada per Capocolonna. Intanto i tempi si allungano e c’è stato anche bisogno di una nuova rimodulazione: la terza da quanto l’idea è stata finanziata. Antica Kroton ha ottenuto un primo finanziamento di 100 milioni di euro con Fondi per il Sud. In prima battuta sono stati gestiti dalla giunta regionale di Peppe Scopelliti. Molti ricorderanno la posa della prima pietra: un mattoncino con la scritta Antica Kroton.

La Giunta Scopelliti prese 35 milioni di euro dei soldi di Crotone e li destinò per risolvere questioni dei trasporti e pannicelli caldi per toppare la voragine dei debiti della sanità regionale. Nel 2016, sotto la spinta dei sindacati di Crotone e del sindaco Peppino Vallone, il presidente della Regione Mario Oliverio propose la rimodulazione perché i fondi per il Sud erano andati persi. 

Si passò così ai fondi Pac, ma la cifra disponibile fu ulteriormente ridotta: da 65 milioni si passò a 61,7 milioni di euro. Ora sono a rischio anche quelli che non sono stati ancora spesi perché tutte le attività dovevano essere ultimate entro il 31 dicembre prossimo. Siccome ci sono ritardi conclamati la Regione, nei giorni scorsi, ha proceduto ad una nuova rimodulazione da Pac a Fsc.

La rimodulazione riguarda la cifra di competenza del Comune (poco più di 30 milioni di euro). Con questa rimodulazione si potrà continuare a fare festa sino al 31 dicembre 2027. Non c’è stata una nota informativa sulle ragioni di questa rimodulazione, come era avvenuto nel 2016. Tutto è stato fatto in silenzio. La nota poteva essere letta come un fallimento, visto che avrebbero dovuto spiegare perché i soldi non sono stati spesi (quelli del Comune) nei tempi previsti. Troppi pensieri da prendersi, meglio non dire nulla e continuare con gli spot degli ascensori e delle piste ciclabili.

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