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CROTONE «Da diversi giorni è oggetto di discussione il fatto che molti giovani, a causa della mancanza di lavoro e delle scarse opportunità professionali, siano costretti a lasciare la città». A dichiararlo è l'ex assessore alla cultura del comune di Crotone, Nicola Corigliano, che affronta il tema dello spopolamento giovanile e delle prospettive di sviluppo del territorio.

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«Il comune gioca un ruolo importante nel creare le condizioni affinché l'occupazione nasca e cresca nel territorio. Come previsto dal decreto legislativo 267/2000 (art. 3 comma 2) "è l'ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo". Nel concetto di sviluppo rientra appieno la creazione di condizioni favorevoli alla nascita di opportunità occupazionali», prosegue Corigliano, richiamando il quadro normativo del Testo unico degli enti locali per evidenziare come la creazione di occupazione non sia un compito marginale, bensì una precisa responsabilità istituzionale dell'amministrazione.

Cultura e turismo nelle linee programmatiche del comune

«Sviluppo! Il dibattito sullo sviluppo di Crotone, da incentrare su cultura e turismo, è tema bruciante della politica locale da diversi anni. Non da meno, l'attuale sindaco di Crotone, sia nella passata consiliatura che nelle linee programmatiche del suo nuovo mandato, ha indicato nel turismo e nella cultura i motori che devono trainare lo sviluppo della città».

L'ex esponente di giunta sottolinea la continuità tra gli indirizzi enunciati nel precedente mandato e le linee guida dell'attuale amministrazione, rimarcando come il settore culturale e turistico sia stato formalmente individuato dal sindaco come la traiettoria principale di rilancio per l'intera comunità.

Un patrimonio unico sacrificato dalla carenza di organico

«Crotone vanta una storia archeologica plurimillenaria, un centro storico straordinario, un paesaggio unico, tradizioni che possono essere idee d'impresa, un eccellente patrimonio umano. Tuttavia la piena valorizzazione del patrimonio culturale cittadino si scontra con una macchina amministrativa depotenziata. Il personale addetto alle attività culturali e turistiche è ridotto, infatti, a poche unità».

Qui emerge la diagnosi del problema: pur riconoscendo il valore della risorsa storica, paesaggistica e identitaria della città, Corigliano individua un imbuto burocratico nella carenza di organico negli uffici competenti, ridotti a una dotazione minima che ne limita la capacità operativa.

Il corto circuito tra la visione politica e la gestione burocratica

«Assistiamo, in concreto, a un vero e proprio corto circuito, a una stridente contraddizione: da un lato si dichiara di voler puntare su turismo e cultura quali fattori chiave dello sviluppo economico e sociale cittadino, dall'altro si lasciano i relativi uffici sguarniti di personale a sufficienza, impedendo così di poter tradurre le buone intenzioni, in progetti concreti. Senza un adeguato supporto di personale anche le idee migliori sono destinate a rimanere sulla carta!»

L'ex assessore definisce questa situazione un vero e proprio corto circuito gestionale: la distanza strutturale tra le intenzioni programmatiche sbandierate sul piano politico e la carenza di risorse umane sul piano burocratico rischia di paralizzare l'azione dell'ente, bloccando le idee nella fase teorica.

Progettualità e competenze per costruire un ecosistema turistico

«Fare di cultura e turismo motori della rigenerazione economica e sociale della città richiede progettualità, elaborazione di piani di lungo periodo, coordinamento costante tra amministrazione, operatori commerciali, istituzioni scolastiche ecc, un forte lavoro di rete, tanto altro. Si tratta di valorizzare l'identità locale, di trasformare il patrimonio identitario in una risorsa produttiva permanente, nello specifico di promuovere cammini storici, lo storitelling autentico, la creazione di alberghi diffusi, la biodiversità locale, le residenze d'artista, le startup creative, di coinvolgere i residenti, di prevedere incentivi fiscali per il rilancio commerciale del centro storico, di organizzare eventi, di valorizzare le filiere enogastronomiche ecc.»

Nel dettaglio, viene evidenziata la complessità tecnica necessaria per costruire un'offerta turistica moderna. Attività come l'avvio di alberghi diffusi, la gestione di incentivi per il centro storico, la promozione di startup o la rete con il settore privato richiedono un presidio amministrativo costante e competenze specialistiche che vanno ben oltre la semplice logistica.

Investire nelle risorse umane per intercettare i fondi dei bandi

«Tutto questo richiede, inevitabilmente, una significativa concentrazione di risorse economiche e soprattutto umane, negli uffici che si occupano di turismo e cultura, queste ultime di fondamentale importanza anche per intercettare risorse e partecipare a bandi. Si tratta di trasformare il potenziale culturale in un ecosistema produttivo stabile, capace di attrarre investimenti e di creare nuove opportunità lavorative, insomma di andare oltre la programmazione di eventi, che pure rappresentano uno strumento importante per generare ricadute positive sull'economia locale».

Il punto centrale dell'analisi tocca la capacità dell'ente di intercettare investimenti esterni. Senza un organico dedicato, il comune rischia di non poter partecipare con successo ai bandi regionali, nazionali o europei. Corigliano traccia così una distinzione netta tra la sola organizzazione di singoli eventi e la costruzione di un ecosistema economico duraturo.

L'allocazione delle risorse come misura delle reali priorità

«Si prenda, pienamente, atto della necessità di potenziare gli uffici preposti alla cultura e turismo, come, da diverso tempo, più volte richiesto. Non sono le dichiarazioni di intenti, ma l'allocazione delle risorse a rivelare le reali priorità strategiche di un'amministrazione! Scommettere su cultura e turismo lasciando nel contempo gli uffici preposti sguarniti delle risorse umane necessarie significa tramutare una visione strategica in promesse e aspettative disattese», conclude l'ex assessore.

L'affondo finale richiama un principio di finanza e programmazione pubblica: le reali priorità strategiche di una giunta si misurano attraverso l'assegnazione di risorse e di personale nei piani di fabbisogno. In assenza di questi atti concreti, per Corigliano, le prospettive di sviluppo culturale rischiano di trasformarsi in delusioni per la cittadinanza.

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