L'arte bianca
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CROTONE È stata inaugurata a Crotone la “Stanza tutta per sé”, uno spazio protetto della Questura per l'accoglienza delle donne vittime di violenza che scelgono di denunciare. 

L’evento, si è aperto con una tavola rotonda, presso la Lega navale di Crotone, dal titolo “La violenza sulle donne: abbattere il muro di silenzio ed omertà”, momento di confronto e riflessione al quale hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni e delle realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. 

Tra le autorità intervenute, il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Wanda Ferro, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il vicecapo della Polizia, Raffaele Grassi, che hanno evidenziato l’importanza di rafforzare la rete di supporto e protezione a favore delle vittime di violenza, promuovendo iniziative concrete finalizzate ad abbattere il muro di silenzio e omertà che spesso accompagna i fenomeni di violenza domestica e di genere. 

Tra le autorità intervenute, anche il questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, il prefetto della Provincia di Crotone, Franca Ferraro, il procuratore della Repubblica, Domenico Guarascio, e il presidente del Soroptmist Club di Crotone, dott.ssa Maria Lucia Cosentino. 

Al termine del dibattito si è svolta la cerimonia di inaugurazione della stanza, con il tradizionale taglio del nastro e la benedizione dei locali, impartita dal vescovo di Crotone-Santa Severina, Alberto Torriani, insieme al cappellano della Polizia di Stato, Pancrazio Limina

Nel prosieguo della visita istituzionale, il vicecapo della Polizia Grassi ha incontrato i funzionari della Questura di Crotone, esprimendo apprezzamento per l’impegno quotidiano profuso dal personale della Polizia di Stato nelle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di violenza, nonché nella tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. 

«Questa è sicurezza integrata. In una terra complessa, come la Calabria, l'unione tra istituzioni e associazionismo fa la forza. La “Stanza tutta per sé” è un segnale di prevenzione fondamentale per contenere la violenza prima che diventi irreparabile», ha dichiarato il prefetto Raffaele Grassi. 

La struttura, situata in via Miscello da Ripe presso l'ex sede della polizia nautica, nasce infatti dalla collaborazione tra la Questura di Crotone e il Soroptimist club Crotone, nell'ambito di un protocollo d'intesa nazionale. La stanza comprende un'area di accoglienza per bambini e una sala riservata e arredata per facilitare il colloquio tra le vittime e il personale specializzato della Polizia di Stato.

«Non è solo un'inaugurazione - ha detto il questore di Crotone Renato Panvino - ma una svolta. Abbiamo aperto i nostri uffici per accorciare le distanze con la gente. Oggi a Crotone si respira legalità, dalle denunce per violenza di genere a quelle degli imprenditori».

«Un atto concreto per prevenire e contrastare la violenza sulle donne: questo è ‘Una stanza tutta per sé’, un piccolo grande gesto di sensibilità e di supporto reale». A dirlo è stato Francesco Cannizzaro, vicecapogruppo alla Camera dei deputati e segretario regionale di di Forza Italia in Calabria.

Maria Lucia Cosentino, presidente di Soroptimist Crotone, ha sottolineato: «Le vittime non possono restare sole. Abbiamo pensato a uno spazio accogliente che aiuti le donne a superare il muro di omertà e paura».

Il procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, ha affermato che «strutture come questa aiutano le forze dell'ordine a gestire percorsi difficili, ma servono risorse costanti per attuare pienamente le leggi».

Il messaggio di unità è stato ripreso dal vescovo, Alberto Torriani, che ha definito la sala un «simbolo di custodia», e dal prefetto di Crotone Franca Ferraro, che ha ricordato l'importanza del numero antiviolenza 1522.

Wanda Ferro, sottosegretario all'Interno ha affermato: «È uno spazio che testimonia la presenza della rete dello Stato. Denunciare è difficile per paura dell'isolamento, ma tra misure repressive e sostegno economico, come il reddito di libertà, garantiamo alle donne di non essere lasciate sole».

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