L'arte bianca
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affidato
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Andrea Filici, capogruppo Pd a Isola
Andrea Filici, capogruppo Pd a Isola

ISOLA DI CAPO RIZZUTO Di fronte all’insediamento della Commissione d’accesso per verificarne eventuali condizionamenti della ‘ndrangheta nell’attività amministrativa del Comune, il Partito democratico di Isola di Capo Rizzuto riapre il dibattito sulla tenuta istituzionale dell’Ente dopo il botta e rispsota tra Fdi e sindaco Maria Grazia Vittimberga. 

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La proposta del gruppo di minoranza punta a superare le contrapposizioni per valutare un passo indietro della giunta, consentendo così agli ispettori di lavorare in piena autonomia e tutelando l’immagine del territorio.

Il richiamo al confronto e il rifiuto delle minimizzazioni

La posizione espressa dai Dem evidenzia l’esigenza di una riflessione seria da parte dell’intero panorama politico locale: «Il Partito democratico di Isola di Capo Rizzuto, alla luce dell’insediamento della Commissione d’accesso, ritiene necessario richiamare tutte le forze politiche e istituzionali a una riflessione seria, responsabile e priva di contrapposizioni. Lo abbiamo già fatto nel Consiglio comunale del 20 agosto, chiedendo un confronto autentico sulle ragioni che hanno portato a questa situazione e sulle conseguenze che potrebbe avere per la nostra comunità. Quella richiesta è caduta nel vuoto».

L’analisi del gruppo consiliare stigmatizza poi i tentativi di depotenziare la portata degli ultimi avvenimenti: «Al contrario, abbiamo assistito a una narrazione pubblica che sembra voler ridimensionare la portata della vicenda. Per il Partito democratico questo è un errore. L’insediamento di una Commissione d’accesso per verificare possibili infiltrazioni mafiose «non è un fatto ordinario e non può essere affrontato con minimizzazioni o contrapposizioni politiche».

La gravità del dato storico e la tutela dell’Ente

I rappresentanti di opposizione richiamano la storia recente dell’amministrazione cittadina per sollecitare una presa di coscienza generale: «Bisogna guardare in faccia la realtà. Isola di Capo Rizzuto si trova, per la terza volta in 23 anni, a fare i conti con una Commissione d’accesso legata al rischio di infiltrazioni mafiose. Di fronte a questo dato, la politica ha l’obbligo di interrogarsi e chiedersi se siamo ancora in grado di tutelare davvero la nostra comunità e di costruire una proposta politica forte, autorevole e credibile, capace di non rendere vulnerabile l’istituzione in un territorio ad alta densità mafiosa».

Gli interrogativi posti dal partito toccano il tema centrale della capacità di prevenzione e del controllo politico-amministrativo: «Siamo realmente in grado di amministrare senza esporre nuovamente l’Ente a situazioni di questa natura? Siamo in grado di esercitare una funzione di controllo e di indirizzo politico-amministrativo capace di prevenire situazioni che possano mettere nuovamente a rischio la credibilità e l’autonomia dell’Ente? Sono domande che non possono essere liquidate come attacchi politici. Riguardano tutti, maggioranza e opposizione, perché quando viene messa in discussione la credibilità di un’istituzione è l’intera comunità a subirne le conseguenze».

Incertezza amministrativa e responsabilità di governo

La nota sottolinea inoltre lo stallo amministrativo e il rallentamento dell’attività dell'esecutivo registrato nelle ultime settimane: «Vi è inoltre una situazione amministrativa sempre più difficile da comprendere, visto che dall’11 agosto non risulta essersi riunita la Giunta comunale. Di fronte a una Commissione d’accesso insediata, a un’attività amministrativa fortemente rallentata e a una comunità che ha bisogno di risposte, è legittimo chiedersi se siano queste le condizioni per continuare a governare. Non è una provocazione, ma una domanda di responsabilità istituzionale».

L'attenzione si sposta quindi sulla continuità di governo di chi guida il Comune e sulla sostenibilità del quadro attuale: «Chi governa Isola di Capo Rizzuto da oltre sette anni ha una responsabilità politica precisa e deve interrogarsi sulle scelte compiute e sul percorso seguito. In un momento come questo occorre chiedersi se esistano ancora le condizioni per garantire alla comunità un governo pienamente operativo, credibile e capace di tutelare l’Ente».

Il parallelo con le scelte del 2017 e la coerenza richiesta

Il documento fa riferimento ai precedenti del 2017 per tracciare una linea di coerenza politica: «Il Partito democratico ha sempre mantenuto una linea di rigore, fondata su legalità, trasparenza e responsabilità istituzionale, indipendentemente da chi governa. È in questa prospettiva che occorre ricordare quanto accadde nel 2017, quando alcuni degli esponenti della classe dirigente che oggi governa Isola scessero di dimettersi, ritenendo quel passo necessario nell’interesse della comunità».

L’invito rivolto agli amministratori solleva una precisa richiesta di responsabilità: «Oggi alcuni di quegli stessi protagonisti sono alla guida dell’Amministrazione. È quindi legittimo chiedere loro se quella stessa responsabilità e quella stessa coerenza debbano valere ancora. Se nel 2017 il passo indietro fu ritenuto necessario nell’interesse di Isola, oggi è doveroso interrogarsi con la stessa serietà davanti a una situazione nuovamente così grave».

L’appello alle forze consiliari per una scelta responsabile

Il Partito democratico conclude chiedendo un’assunzione di responsabilità che superi le appartenenze e gli interessi di parte: «Per questo rivolgiamo un appello al Presidente del Consiglio comunale e a tutte le forze politiche presenti nell’assise, affinché, nel rispetto dei propri ruoli e senza interferire con il lavoro della Commissione d’accesso, si assumano fino in fondo la propria responsabilità politica e istituzionale».

Il passaggio finale sintetizza il valore delle scelte necessarie per garantire la serenità dell'istituzione: «Non chiediamo scorciatoie e non intendiamo sostituirci alla Commissione d’accesso. Chiediamo alla politica di fare la propria parte, guardando in faccia la realtà, interrogandosi sulle proprie responsabilità e avendo il coraggio di assumere le decisioni necessarie nell’interesse esclusivo della comunità. Tra queste decisioni deve esserci anche la capacità di valutare, senza pregiudizi, se un eventuale passo indietro possa contribuire a tutelare l’Ente, restituire serenità al quadro istituzionale e consentire alla Commissione di svolgere il proprio lavoro nella massima autonomia. Il punto non è difendere una parte politica contro un’altra. Oggi non serve difendere le proprie posizioni. Serve avere il coraggio di chiedersi cosa sia davvero meglio per Isola di Capo Rizzuto».

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