L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Le criticità evidenziate dalla Corte dei conti chiariscono le ragioni della mancata approvazione da parte del Governo guidato da Giorgia Meloni del decreto che sancisce l’uscita definitiva dal regime di commissariamento della sanità in Calabria. L’uscita dal commissariamento sembrava cosa ormai fatta, ma i magistrati contabili hanno individuato evidenti criticità e hanno chiesto più tempo per adeguati approfondimenti.

La sanità calabrese insomma era e resta in regime commissariale. Una doccia fredda per il presidente Roberto Occhiuto, che vantava meriti e successi riconosciuti anche dal Governo. La sanità resta ancora commissariata e le cose non vanno bene come racconta Occhiuto ai calabresi. La sanno bene gli utenti che ogni giorno chiedono assistenza sanitaria rivolgendosi ai pronto soccorso degli ospedali Hub o Spoke che operano nel territorio calabrese.

Le cose vanno un pochino meglio per gli utenti degli ospedali Hub (Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria) e molto peggio nelle strutture Spoke come quella di Crotone. I dati di valutazione non sono solo le denunce pubbliche fatte dall’utenza insoddisfatta. Lo dicono soprattutto i dati sull’emigrazione sanitaria. I ricorsi dell’utenza calabrese agli ospedali meglio attrezzati e più funzionanti ubicati in centro e nord Italia rappresentano la prova che la sanità calabrese zoppica vistosamente.

C’è anche da dire che da anni c’è una cospicua fetta di utenza che, non avendo disponibilità economica, preferisce rinunciare alle cure o, nella migliore delle ipotesi, cerca risposte negli ospedali locali dove mancano medici e personale. Va chiarito subito che non ci sono responsabilità dei medici che operano negli ospedali. La stragrande maggioranza sono professionisti di altissimo livello che operano in strutture a volte fatiscenti e in condizioni lavorative da terzo mondo.

I medici sono bravi e il più delle volte sono soggetti a turni asfissianti. L’uscita dalla situazione di commissariamento della spesa avrebbe potuto consentire qualche investimento in più e iniziare la difficile scalata per migliorare le condizioni del personale medico, strutturale di un comparto sanitario che spesso deve affidarsi ai miracoli per vincere alcune battaglie.

Dal commissariamento non si esce ancora. Quei “cattivoni” della Corte dei conti vogliono vederci chiaro prima di dare il loro consenso. L’eventuale ripresa della spesa sanitaria allegra potrebbe essere ancora più deleteria del mantenimento della situazione commissariale. Dal tunnel si può e si deve uscire, ma la strada da seguire è quella della massima chiarezza.

La pubblicità non rappresenta l’arma giusta per porre la parola fine alla parabola che da tanti danni affligge la povera utenza calabrese che ha solo la colpa di avere votato gli amministratori che hanno prodotto il buco nero dei debiti.

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