Occhiuto rischia il processo a Roma per la presunta truffa sulle auto blu
l governatore accusato di aver incassato rimborsi mensili da 3.800 euro nonostante avesse già una vettura di servizio. Aperto anche un filone per corruzione a Catanzaro
CROTONE Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, rischia di essere processato per truffa dal Tribunale di Roma.
A pubblicare la notizia è il quotidiano “Domani”. La vicenda è quella delle auto blu di cui si era già occupato la Procura della Repubblica di Catanzaro e, poi, per competenza territoriale (il presunto reato sarebbe stato commesso a Roma) è passato sotto la gestione della Procura della capitale.
I pm di Roma, concludendo la fase di indagini, hanno notificato al presidente Occhiuto l’avviso di conclusione preliminare del procedimento che lo riguarda (415bis). Come evidenzia il giornalista del “Domani” questa fase “di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio”.
L'accusa di truffa sulle auto blu
Occhiuto è accusato di avere incassato 3.800 euro al mese per l’affitto di autovetture nonostante “disponesse già di un’altra auto di servizio a carico della Regione”. Il presidente, attraverso i suoi legali, si è sempre dichiarato innocente dichiarando “la piena legittimità dei rimborsi”.
A questo proposito viene richiamata “la normativa regionale ed un parere dell’Avvocatura della Regione che ritiene compatibile il contributo con l’utilizzo delle auto di servizio per le funzioni istituzionali”.
Il filone d'indagine a Catanzaro
Non è l’unico procedimento con cui Occhiuto dovrà rapportarsi, perché resta in piedi ancora l’altro filone, quello in carico alla Procura di Catanzaro, dove il presidente risulta ancora indagato per corruzione.
Per questo filone la Procura di Catanzaro, titolare del procedimento, aveva chiesto una proroga. Una volta conclusa la fase istruttoria romana potranno riprendere le attività previste anche a Catanzaro.

