Crisi idrica, gli ingegneri avvertono: «Rischio tilt, serve stabilità»
L'Ordine di Crotone analizza i guasti e indica la strada per il recupero del 30% della risorsa idrica: «Rifunzionalizzare San Giorgio e applicare la compartimentazione»
CROTONE L'emergenza idrica che sta interessando la città e la provincia di Crotone è stata oggetto di una riunione della commissione Lavori pubblici, infrastrutture e bandi dell'Ordine degli ingegneri di Crotone. La Commissione, presieduta dal Presidente Vincenzo Mano, ha analizzato nel dettaglio la situazione attuale della rete idrica per poi passare alla valutazione di possibili interventi strutturali e quindi alla formulazione di proposte da mettere al servizio della città. Per quanto riguarda le criticità, la commissione ha evidenziato che la condotta risulta caratterizzata da un elevato grado di obsolescenza, con frequenti fenomeni di rottura che compromettono la continuità del servizio e determinano rilevanti perdite idriche. Inoltre, l'attuale capacità di accumulo risulta insufficiente a garantire un'adeguata autonomia della rete cittadina in caso di interruzione dell'approvvigionamento. L'attuale riserva idrica garantita dai serbatoi di Vescovatello non consente di garantire il fabbisogno idrico della città nemmeno per un'intera giornata di sospensione dell'alimentazione. Infatti, il fabbisogno risulta significativamente superiore all'attuale capacità di accumulo disponibile, e questo è un altro dei problemi che mandano il sistema in tilt in situazione di temporanea interruzione del servizio.
Le soluzioni sul tavolo
Sulla base di questa analisi sono state elaborate diverse proposte strategiche. In primo luogo, si punta all'aumento della capacità di riserva idrica mediante il recupero e la rifunzionalizzazione delle vasche esistenti di San Giorgio, ovvero mediante la realizzazione di ulteriori opere di accumulo. Questo specifico intervento consentirebbe di incrementare l'autonomia del sistema acquedottistico dalle attuali circa 18 ore ad almeno 36 ore, migliorando significativamente la resilienza del servizio. Parallelamente, si rende necessaria una profonda conoscenza e un censimento della rete idrica comunale, da attuare mediante rilievo, modellazione e digitalizzazione delle infrastrutture esistenti, per consentire la programmazione di interventi definitivi mirati. A questo si dovranno aggiungere un sistema di monitoraggio e telecontrollo per prevenire situazioni di emergenza per il futuro e la pianificazione della compartimentazione idraulica (District Metered Areas - Dma). Una gestione maggiormente efficiente del sistema complessivo potrebbe così consentire un recupero della risorsa idrica fino al 30%, con conseguenti benefici ambientali, gestionali ed economici.
L'appello alle istituzioni
«Accogliamo con entusiasmo le iniziative del Consiglio Comunale e le recenti dichiarazioni del sindaco Voce - sono le parole del presidente Mano - sono segnali importanti per la città che qualcosa finalmente inizia a muoversi per superare una situazione che sta diventando insostenibile per la popolazione. Cogliamo l'occasione però per sollecitare l'Amministrazione Comunale a voler quanto sancito da un Accordo di programma con la Regione Calabria a proposito del tema dell'Ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana e lavori di manutenzione straordinaria e infrastrutturazione delle reti funzionali, finalizzate al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica e alla riduzione delle perdite nel Comune di Crotone. Riteniamo infatti quanto fatto fino ad ora ancora non definitivamente risolutivo e pertanto mettiamo a disposizione i nostri studi e le nostre proposte».



