L'arte bianca
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CROTONE Una frattura istituzionale netta, proprio alla vigilia di uno degli appuntamenti più delicati per il futuro urbanistico della città. Scoppia una dura polemica a Crotone per l’esclusione dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori dal confronto pubblico «Prospettive a confronto per il futuro del centro storico di Crotone», fissato per il 14 settembre nella Sala consiliare. Una decisione che ha sollevato sgomento e profonda perplessità tra gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori del territorio, completamente ignorati nella composizione del tavolo dei relatori nonostante il ruolo centrale svolto da sempre sulla pianificazione e sulla rigenerazione urbana.

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«L'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Crotone ha appreso - si legge in una nota da loro diramata - dell'incontro pubblico dal titolo "Prospettive a confronto per il futuro del centro storico di Crotone", in programma il prossimo 14 settembre 2026 presso la sala consiliare del Comune di Crotone, e non può non manifestare il proprio rammarico per il mancato coinvolgimento dell'Ordine e della categoria professionale che rappresenta».

Il ruolo chiave della categoria professionale

L'importanza dei temi trattati richiede un apporto tecnico specialistico che gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori rivendicano con forza, ricordando la centralità della loro figura nelle dinamiche di trasformazione urbana.

«L'iniziativa - spiega l'Ordine - affronta temi di assoluta rilevanza per la città: rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio storico, sicurezza, qualità degli spazi pubblici, recupero degli edifici e strategie per il rilancio del centro storico. Questioni rispetto alle quali gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori svolgono, per formazione, competenza e ruolo professionale, una funzione centrale».

L'impegno storico dell'Ordine sul territorio

Il disappunto nasce anche dalla costante attività culturale e di dibattito che l'ente garantisce da anni a livello locale e nazionale sui temi della pianificazione urbanistica.

«Il mancato coinvolgimento - stigmatizza la nota - appare ancor più singolare se si considera che l'Ordine degli architetti Ppc della Provincia di Crotone, da anni, dedica una parte significativa della propria attività istituzionale e culturale proprio ai temi della rigenerazione urbana, della qualità architettonica, della trasformazione delle città e della valorizzazione dei centri storici. L'Ordine ha infatti promosso nel tempo numerosi momenti pubblici di confronto, approfondimento e formazione, coinvolgendo professionisti, studiosi e realtà del territorio, contribuendo a mantenere vivo il dibattito sul futuro delle città e sulla necessità di affrontare la rigenerazione urbana non come semplice recupero edilizio, ma come processo complesso di natura urbanistica, architettonica, sociale, economica e culturale. Tale impegno è stato sviluppato anche attraverso collaborazioni e iniziative di respiro sovraprovinciale e nazionale».

Sorpresa per l'assenza al tavolo dei relatori

La mancanza di un rappresentante istituzionale della categoria tra gli interventi programmati nella Sala consiliare è il punto centrale della contestazione.

«Proprio per questo sorprende - commenta la nota - che, in un momento dichiaratamente dedicato alle prospettive future del centro storico cittadino, non sia stata prevista la partecipazione istituzionale dell'Ordine degli architetti della Provincia di Crotone, né risulti coinvolto un suo rappresentante tra gli interventi programmati».

La necessità di un approccio multidisciplinare

Gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori precisano di non voler sollevare polemiche verso gli altri partecipanti, ma ribadiscono che la complessità del centro storico esige l'integrazione di tutte le competenze professionali.

«Il nostro disappunto non riguarda, naturalmente - puntualizza la nota -, la presenza e il contributo delle altre professionalità, istituzioni e rappresentanze coinvolte nell'iniziativa, il cui apporto è certamente prezioso. Al contrario, proprio la complessità delle problematiche che interessano il centro storico richiederebbe un confronto realmente multidisciplinare, capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutte le competenze tecniche, culturali, sociali ed economiche necessarie».

Una visione d'insieme per il centro storico

La rigenerazione urbana di un'area antica non può basarsi su interventi frammentati, ma deve rispondere a un disegno strategico unitario.

«La rigenerazione di un centro storico - si legge - non può infatti ridursi a una sommatoria di singoli interventi. Richiede una visione complessiva della città, nella quale si integrino conservazione e trasformazione, tutela del patrimonio architettonico e paesaggistico, pianificazione urbanistica, accessibilità, sicurezza, qualità dello spazio pubblico, sostenibilità, residenzialità e nuove funzioni urbane».

L'opportunità mancata e l'auspicio per il futuro

I professionisti operano quotidianamente su queste tematiche e ritengono che il loro apporto sarebbe stato istituzionalmente doveroso per la parte più identitaria di Crotone.

Sono temi sui quali gli architetti della provincia di Crotone «operano quotidianamente e rispetto ai quali l'Ordine ha dimostrato concretamente, nel corso degli anni, la propria volontà di contribuire al dibattito pubblico e alla costruzione di una visione condivisa per il territorio. Per tali ragioni avremmo ritenuto naturale e istituzionalmente opportuno essere coinvolti in un'iniziativa che pone al centro proprio il futuro urbano, architettonico e culturale della parte più identitaria della città».

L'appello alla partecipazione e al dialogo

L'auspicio finale dell'Ordine è che l'episodio rimanga isolato e che la gestione del centro storico torni a essere un percorso aperto e realmente partecipato.

L'Ordine degli architetti Ppc della Provincia di Crotone auspica pertanto che «quanto accaduto rappresenti semplicemente una mancata interlocuzione occasionale e che, già dalle prossime iniziative riguardanti il centro storico e, più in generale, le politiche di trasformazione e rigenerazione della città, venga garantito un confronto aperto, qualificato e inclusivo con tutte le rappresentanze professionali interessate. Il centro storico di Crotone costituisce un patrimonio collettivo. Il suo futuro merita un confronto altrettanto collettivo, qualificato e partecipato».

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