L'opera di Capossela e Capovilla "sfida" e "vince" la morte al Politeama
Un lungo applauso del pubblico del Festival d'autunno ha accolto a Catanzaro la ballad opera "E morte non avrà dominio", nata da un'idea di Striglia e ispirata dal poeta Dylan Thomas

CATANZARO Non c’è stata la standing ovation, ma un lungo, interminabile applauso del pubblico ad accogliere il finale di «E morte non avrà dominio», la ballad opera di Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla andata in scena sabato scorso, 24 ottobre, al Teatro Politeama di Catanzaro nell'ambito del «Festival d’autunno».

Un’accoglienza calorosa e partecipe ha segnato la tappa catanzarese dello spettacolo, unica data in Calabria dell'opera. Il pubblico presente puntuale in sala, sin dalle ore 21, ha promosso così a pieni voti l'intensa performance ideata e purtroppo non conclusa da Renato Striglia (dj radiofonico e manager di Capossela prematuramente scomparso) e realizzata dal cantautore amico insieme all'attore e musicista Pierpaolo Capovilla.

L'evento, fortemente voluto dalla direttrice artistica Antonietta Santacroce nel cartellone della 13esima edizione del Festival d'autunno, è promosso da Imarts, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, ha trasformato il palcoscenico in un luogo di profonda riflessione poetica ed emotiva.

Un radiodramma visionario e immersivo
Liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera del poeta gallese Dylan Thomas, la creazione attinge direttamente dal poema «And death shall have no dominion» e dal celebre radiodramma «Sotto il bosco di latte» («Under Milk Wood»). Definita come un vero e proprio musical radiofonico immerso nel buio, l’opera propone un viaggio di circa due ore senza intervallo.

Sul palco, Capovilla interpreta il ruolo guida, ora interpretando Renato “Renè” Striglia, ora nei panni di Dylan Thomas, pervaso dallo spirito scenico di Carmelo Bene, circondato da voci e presenze oniriche, mentre la scenofonia e le luci curate dal Collettivo La Cùpa guidano lo spettatore al centro di una narrazione incentrata sull’amicizia maschile, la comunità e l'epica del fallimento.

«Sotto il bosco di latte» di Dylan Thomas prende così vita sul palco con un’opera tra musica, teatro e poesia che celebra l’Umanità, e che tende al superamento della morte grazie alla forza immortale dell'amore eterno.

Musiche inedite e un cast d'eccezione
Il cuore musicale dell'opera si articola in 15 canzoni inedite scritte e composte da Capossela, con la direzione musicale affidata a Raffaele Tiseo. La drammaturgia intreccia storie, memorie e ossessioni che ruotano attorno alla solitudine di un uomo immerso in una vasca vuota (Capovilla).

Insieme ai due protagonisti, il cast artistico vede in scena Vincenzo Vasi, Alessandro "Asso" Stefana, Riccardo Loda, Elvis Zini, Irene Sciacovelli e Gaia Barco, quest'ultima anche nel ruolo di aiuto regia. La scenografia porta la firma di Giuliano Spinelli, mentre il disegno luci è stato ideato da Loic Amelin.
Tra le voci registrate si segnalano quelle di: Paolo Rossi, Mauro Ermanno Giovanardi, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Roy Paci, Enzo Bianchi, Melingo, Nada e altri

Un manifesto contro la cultura della morte
Tra segnali abissali e frequenze radiofoniche, lo spettacolo si propone come un atto di ribellione alla cultura della morte imperante, una rivincita che intende dichiarare l’essere umano come patrimonio dell'Umanità. L'opera punta a riportare l'attenzione sull'Uomo e sulla celebrazione della vita, dell'innocenza e della pluralità. Per chi desidera riascoltare il repertorio musicale dello spettacolo, l'uscita del disco «Milk wood bar», contenente tutti i brani inediti e pubblicato dall'etichetta Bmg Rights, è prevista per il prossimo 22 gennaio 2027.


