Zagor 733, “Il regno sommerso”: l’avventura si tinge di mistero nelle profondità marine
Azione, mistero e atmosfere inquietanti nel secondo capitolo della saga di Giusfredi, impreziosito dai dinamici disegni di Marco Villa.
Dal 4 agosto è disponibile in edicola Zagor n. 733, “Il regno sommerso”, nuovo albo mensile pubblicato da Sergio Bonelli Editore. La storia porta la firma di Giorgio Giusfredi per soggetto e sceneggiatura, con i disegni di Marco “Will” Villa e la copertina realizzata da Alessandro Piccinelli.
L’avventura iniziata nell’albo precedente entra sempre più nel vivo, arricchendosi di colpi di scena e di una suspense crescente. Giusfredi catapulta i protagonisti in uno scenario dal marcato sapore verniano, nel quale suggestioni avventurose e fantastiche si intrecciano con richiami alla tradizione e ai grandi classici bonelliani. Del resto, la stessa redazione sottolinea come questa lunga storia, destinata a proseguire fino a ottobre, sia particolarmente ricca di elementi narrativi e visivi.

Lo scontro iniziale tra il capitano Nemo e Andrew Cain regala pagine di grande azione e dinamismo, mettendo subito in evidenza la diversa personalità dei due avventurieri accomunati però da lealtà e spirito umanitario. A sostanziare il racconto è l’atmosfera sinistra e inquietante di Dog Island, luogo ostile nel quale continuano a manifestarsi creature mostruose assoggettate a un misterioso e malvagio signore. La dimensione fantastica assume così sfumature quasi orrorifiche, alimentando un forte senso di minaccia che accompagna buona parte del racconto.
Alla tensione e all’azione Giusfredi alterna però momenti più intimi. Particolarmente riuscito è l’amarcord di Cico, dal sapore agrodolce, che restituisce tutta la proverbiale bontà d’animo del pancione del “nostro cuore”. È una parentesi emotiva che non spezza il ritmo dell’avventura, ma contribuisce anzi a dare maggiore profondità al personaggio, ricordandoci come dietro la sua abituale vis comica si nascondano sensibilità, malinconia e un coraggio capace di emergere nei momenti più difficili.

Gli avvenimenti incalzano e i colpi di scena si susseguono, mentre all'interno della componente fantastico-avventurosa trova spazio ulteriormente il tema drammatico della schiavitù. La disumana pratica non rimane sullo sfondo, ma diventa parte integrante della vicenda e delle motivazioni dei personaggi, conferendo maggiore spessore a una storia che, dietro mostri, duelli e scenari esotici, non rinuncia a confrontarsi con la crudeltà dell’uomo.
Sul versante grafico, Marco “Will” Villa offre una prova molto efficace. Le sequenze d’azione sono costruite con notevole dinamismo: i balzi acrobatici di Zagor, i duelli e gli scontri fisici restituiscono tutta l’energia tipica dello Spirito con la Scure. Villa dimostra inoltre una particolare efficacia nella rappresentazione delle creature che popolano l’avventura, nelle quali riferimenti culturali riconoscibili vengono rielaborati attraverso il suo personale estro grafico, dando vita a esseri al tempo stesso bizzarri, inquietanti e perfettamente inseriti nell’atmosfera del racconto.
Continuiamo ad apprezzare molto anche la caratterizzazione grafica di Cico. Villa riesce a coglierne pienamente lo spirito bonario e la naturale comicità, senza trascurarne gli aspetti più profondi. A fare la differenza è soprattutto una mimica facciale particolarmente espressiva e funzionale alla narrazione, capace di passare con naturalezza dal registro umoristico a quello più emotivo.

“Il regno sommerso” si conferma così un efficace secondo capitolo di una saga ambiziosa, capace di mescolare avventura classica, suggestioni verniane, atmosfere inquietanti e momenti più intimisti. Giusfredi continua ad ampliare il suo mosaico narrativo senza perdere di vista i personaggi, mentre Villa traduce tale immaginario in tavole dinamiche e ricche di atmosfera. E il viaggio è tutt’altro che concluso: il prossimo capitolo porterà Zagor e Cico verso la città sottomarina di Y’ha-nthlei, dove Nemo e Andrew Cain sono prigionieri dell’usurpatore del regno sommerso.
Merita una menzione a parte la copertina di Alessandro Piccinelli, particolarmente riuscita nel sintetizzare l’atmosfera avventurosa e misteriosa dell’albo. Zagor, ritratto di spalle in primo piano, appare quasi sovrastato dall’imponente sagoma scura del mezzo sottomarino che emerge dalle profondità, una presenza minacciosa che cattura immediatamente lo sguardo. La composizione sfrutta efficacemente il contrasto tra la figura dello Spirito con la Scure e la massa nera del misterioso natante, mentre i vortici, gli spruzzi e le rocce che incorniciano la scena trasmettono un forte senso di movimento. Particolarmente suggestivo è anche il fascio di luce proveniente dal mezzo, che squarcia l’oscurità dei fondali e accentua il senso di pericolo e di scoperta. Piccinelli realizza così una cover dinamica e di grande impatto, capace di evocare immediatamente le suggestioni fantastiche e verniane de “Il regno sommerso” senza svelare troppo di ciò che attende Zagor nelle profondità marine.



