L'arte bianca
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Da sinistra: Caiazza e Greco
Da sinistra: Caiazza e Greco

CROTONE Un duro atto d’accusa contro quello che viene definito, senza mezzi termini, il nuovo “sacco di Crotone”. L’associazione ambientalista “Piantiamola!” esce allo scoperto e punta il dito contro i lavori che stanno interessando il waterfront cittadino, parlando di un vero e proprio oltraggio al territorio consumato nel silenzio delle istituzioni. La richiesta è perentoria: si chiede infatti il blocco immediato dei cantieri e l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia luce sulle autorizzazioni concesse.

L’attacco dei rappresentanti: «Interessi di pochi sul diritto di tutti»

A guidare la protesta sono i rappresentanti dell'associazione, che chiedono un'inversione di rotta radicale per il futuro urbanistico della città pitagorica.

«Il waterfront non è un’area di espansione selvaggia per cemento e speculazioni», attacca Manlio Caiazza. «È il cuore di Crotone, il suo affaccio sul mare, la storia dei crotonesi. Vederlo cementificato senza criterio nel silenzio istituzionale è un oltraggio alla comunità e al territorio. Quello che chiamiamo “sacco di Crotone” è la distruzione del paesaggio, il dileggio delle regole urbanistiche e ambientali. È l’ennesimo scempio in cui gli interessi di pochi prevalgono sul diritto di tutti a una città meravigliosa».

Sulla stessa linea d'onda l'intervento di Christian Greco, che si focalizza sulla necessità di restituire una visione ecologica e sostenibile alla linea di costa:

«Basta pareti di cemento sul mare. Vogliamo alberi, alberi infiniti, verde pubblico e vedere ancora il mare. Crotone merita rispetto, non ruspe. Chi permette il sacco della città ne risponderà davanti alla storia e davanti ai cittadini».

Le richieste all'amministrazione: stop ai cantieri e verifiche

L'azione di "Piantiamola!" non si ferma alla semplice denuncia politica, ma si traduce in istanze concrete indirizzate all'amministrazione comunale. Il movimento esige innanzitutto la sospensione immediata dei lavori su tutte le aree del waterfront oggetto di interventi contestati, una misura ritenuta necessaria fino a quando non sarà effettuata una verifica completa di legittimità urbanistica e ambientale.

In parallelo, i rappresentanti chiedono con urgenza l'istituzione di una Commissione d’inchiesta consiliare che veda la partecipazione allargata di cittadini, comitati, ordini professionali e associazioni ambientaliste, con il chiaro obiettivo di accertare eventuali responsabilità e quantificare i danni al paesaggio.

Il guanto di sfida alla politica locale è lanciato. Resta ora da capire se Palazzo di Piazza Resistenza raccoglierà l'appello per la tutela del verde pubblico o se i cantieri sul lungomare continueranno a far discutere l'opinione pubblica crotonese.

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