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CROTONE La Cgil calabrese nella morsa delle dimissioni. Nel giro di pochi giorni sono due le dimissioni eccellenti di esponenti crotonesi che hanno interessato il sindacato di Maurizio Landini: quello di Rossella Napolano, della segreteria regionale dello Spi, e di Salvatore Scicchitano da componente della Segreteria Fp Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Due dimissioni che sono rappresentative dello stato di disagio che si sta vivendo nella Cgil dai rappresentanti di Crotone.

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La lettera di Rossella Napolano

Napolano evidenzia la ragione della sua scelta nella premessa che fa nella lettera di dimissioni inviata ai vari livelli del suo sindacato: «La fiducia regge il mondo». Evidentemente è venuta meno quella fiducia che, sino al 20 luglio scorso, era stata alla base del suo agire da sindacalista.

«La fiducia – scrive Napolano – è l’essenza stessa del nostro agire, il patto implicito che ci lega agli iscritti e che deve unire indissolubilmente i componenti di un gruppo dirigente. Proprio perché credo fermamente nel valore fondante di questo patto, devo constatare con amarezza che tale condizione è venuta meno: la rottura della fiducia tra me e l’attuale gruppo dirigente è totale, insanabile e tale rende impossibile la prosecuzione del mio mandato».

Il metodo e le accuse ai vertici

Nel prosieguo della lettera di dimissioni, Napolano accusa i destinatari della lettera di «avere adottato un metodo, ormai cristallizzato su logiche che mi sono profondamente estranee: un sistema alimentato da bugie e inganni, dove il confronto leale è stato sostituito da un isolamento sistematico praticato nei confronti di tutte quelle compagne e quei compagni ritenuti, in base a logiche di convenienza, "non utilizzabili"».

La marginalizzazione di Crotone

Il problema è, come scrive subito dopo, «la marginalizzazione del territorio di Crotone». Crotone che è stato uno dei fari della Cgil e «viene costantemente relegata a un ruolo subalterno, ignorandone le urgenze e calpestandone le specificità, le intelligenze e le esperienze». Non c’è più da quando è stata costituita l’Area vasta (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) che ha relegato Crotone ad un ruolo di ruota di scorta.

Napolano non ci sta perché «la Camera del lavoro di Crotone non è patrimonio, né proprietà, dell’attuale gruppo dirigente, bensì una conquista storica della città, dei suoi cittadini e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che ne hanno costruito l'identità negli anni».

La matrice comune delle proteste

Le ragioni delle dimissioni di Scicchitano, di cui questo giornale ha già riferito in un precedente articolo, hanno la stessa matrice: il ruolo marginale che si sta intendendo dare ai rappresentanti di Crotone nella costituzione della nuova classe dirigente calabrese.

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