L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Dalle otto di questa mattina si registra traffico a rilento, con lunghe code di auto, lungo la Strada statale 106 e la Strada statale 107, all’altezza della rotatoria di località Passovecchio dove è scattata la protesta degli agricoltori contro il caro carburante, al pari di quanto sta avvenendo in diverse altre zone della Calabria.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Organizzata dal Gruppo agricoltori del crotonese, la manifestazione sta condizionando la circolazione e creando forti disagi agli automobilisti diretti verso Crotone, soprattutto per chi entra in città dalla Statale 106, ma anche dalle statali 107 Silana-Crotonese e 107 bis, con provenienza dai comuni limitrofi. Sulla rotatoria sono presenti numerosi mezzi agricoli che rallentano notevolmente il flusso viario. 

Le ragioni del presidio permanente

Oltre al caro gasolio, gli agricoltori lamentano l’aumento di tutte le altre spese sostenute dalle aziende, dai fertilizzanti all’energia, fino ai costi di trasporto e produzione che stanno incidendo sulla redditività del comparto. La protesta, con il presidio permanente sulla Statale 106, potrebbe proseguire anche nei prossimi giorni.

Protesta contro il caro carburante in Calabria: blocchi e presidi Sciopero degli agricoltori e dei lavoratori in tutta la regione. Mobilitazione a Passovecchio e appello alla calma dei promotori: «Avanti fino a risposte concrete».

La mobilitazione in regione

Blocchi stradali a singhiozzo e presidi. È la mobilitazione che ha preso il via questa mattina in tutta la Calabria, «L'Italia scende in piazza», promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione tutela agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli - Cittadini italiani. 

Foto: Ansa

I numeri della protesta

Sono circa duemila, complessivamente, i manifestanti impegnati nei vari presidi dislocati sul territorio regionale. Le azioni di protesta si stanno svolgendo attraverso blocchi stradali a singhiozzo, mentre viene sempre garantito il transito ai mezzi di emergenza e soccorso. Particolarmente partecipato il presidio di Crotone, in località Passovecchio, dove si contano circa 400 partecipanti e dove si sono registrati piccoli attimi di tensione, subito rientrati senza conseguenze.

Le ragioni dello sciopero

A guidare il movimento sono Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento popolare nazionale, che tornano a ribadire le ragioni dello sciopero: «La protesta nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti: pescatori, autotrasportatori e famiglie condividono lo stesso caro carburante, le importazioni sleali da Paesi privi dei nostri standard e lo squilibrio tra i prezzi riconosciuti alla produzione e quelli al dettaglio». 

Foto: Ansa

L'appello alla tranquillità

Di fronte alle criticità della giornata, Greco e Zangari lanciano un appello fermo alla calma e alla responsabilità. «Invitiamo tutti » – hanno detto – « a una protesta strettamente civile. Chiediamo la massima tranquillità e rivolgiamo un invito aperto a tutte le famiglie affinché si uniscano a noi in modo pacifico. Da Cosenza a Roma, non ci fermeremo finché non avremo ottenuto risposte concrete».

Confial: «Non è solo la protesta dei trattori, è un allarme sociale»

Sulla vicenda si registra la presa di posizione della Confial Calabria attraverso le parole del segretario regionale confederale Fabio Tomaino: «La mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori non può essere considerata una semplice vertenza di settore, né la protesta isolata di chi guida un trattore o un mezzo pesante. È un allarme economico e sociale che riguarda l'intera Calabria, perché dalle difficoltà di chi produce e di chi trasporta derivano conseguenze che arrivano direttamente sulle tavole e sui bilanci delle famiglie». 

La filiera e l’impatto sui consumatori

«Agricoltore, trasportatore, commercio e consumatore sono anelli della stessa catena – prosegue Tomaino –. Oggi chi produce vede comprimersi i propri margini mentre aumentano energia, materie prime e costi di produzione; l'autotrasporto deve sostenere costi di carburante e gestione sempre più pesanti; alla fine, una parte di questi aumenti arriva inevitabilmente sul prezzo pagato dalle famiglie. Il paradosso è evidente: chi produce fatica a ottenere una remunerazione adeguata, chi trasporta vede crescere i propri costi e chi acquista paga sempre di più. Quando non regge chi produce e non regge chi trasporta, alla fine paga chi compra. E quando aumentano i beni essenziali, il problema non è più soltanto agricolo o imprenditoriale: diventa un problema salariale e sociale».

La tutela delle produzioni calabre

Confial richiama inoltre l'attenzione sulle condizioni di concorrenza nei mercati e sulle differenze esistenti, a livello internazionale, negli standard produttivi, ambientali e nei costi del lavoro: «Alle nostre aziende vengono giustamente richiesti standard elevati in materia ambientale, sanitaria, di sicurezza e tutela del lavoro. Occorre però garantire condizioni di concorrenza il più possibile equilibrate e assicurare ai consumatori informazioni chiare sull'origine e sulla provenienza dei prodotti. Difendere il Made in Italy e le eccellenze calabresi significa prima di tutto mettere chi produce nelle condizioni di continuare a produrre, investire e creare lavoro». 

La richiesta di un tavolo istituzionale in Regione

Confial Calabria chiede quindi alla Regione Calabria di promuovere un tavolo istituzionale di confronto con le rappresentanze del mondo agricolo, dell'autotrasporto, del lavoro e delle filiere interessate. «Serve un tavolo vero, non una passerella – precisa Tomaino –. Un luogo nel quale affrontare concretamente costi energetici e carburanti, remunerazione dei produttori, infrastrutture e logistica, tutela delle produzioni calabresi, trasparenza delle filiere e ricadute sui prezzi pagati dai consumatori. Il disagio non può essere burocratizzato. La rappresentanza ha senso se riesce a trasformare i problemi che nascono dal basso in confronto, proposta e, soprattutto, risultati concreti».

Campagna di sensibilizzazione per i cittadini

Infine, l'organizzazione sindacale annuncia una campagna regionale di informazione sul rapporto tra produzione agricola, trasporto, prezzi e potere d'acquisto: «Vogliamo che questa discussione esca dai soli tavoli degli addetti ai lavori. Difendere il lavoro nei campi e la dignità di chi trasporta le merci significa anche difendere il potere d'acquisto delle famiglie e l'economia della Calabria. La protesta dei trattori non riguarda soltanto chi è sui trattori. La protesta degli autotrasportatori non riguarda soltanto chi guida un camion. Riguarda tutti noi. Confial Calabria porterà queste istanze nelle sedi istituzionali e sarà al fianco dei lavoratori e delle imprese nelle iniziative finalizzate ad aprire un confronto concreto, possibilmente non con i soliti noti».

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