L'arte bianca
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affidato
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CROTONE L'iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Crotone e le criticità legate alla sua futura classificazione sono al centro di un'approfondita analisi condotta da Gaetano Grillo, Giovanni Lentini, Gianfranco Maiorano, Salvatore Mastroianni e Fernando Pantano (Progressisti Qpo). Attraverso una nota congiunta, i firmatari ripercorrono le tappe amministrative del progetto e sollecitano massima chiarezza sui tempi e sulle scelte strategiche che interesseranno il territorio crotonese.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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L'origine del progetto e il quadro finanziario

La ricostruzione del percorso prende le mosse dalle prime fasi procedurali e dal coinvolgimento degli enti preposti: «Iniziamo con il dato di partenza. Il nuovo ospedale previsto nella città di Crotone. Individuazione avvenuta su segnalazione della dott.ssa Monica Calamai, ex direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, e accolto dalla Regione Calabria all’interno dell’accordo istituzionale tra Stato Regioni e Inail. Un finanziamento di 300 milioni per realizzare il nuovo ospedale che rientra nel programma di edilizia sanitaria destinato a iniziative di elevata utilità sociale e che prevede l’anticipazione dei capitali, da parte di Inail, e la restituzione delle somme a tasso agevolato, da parte della Regione Calabria che, alla fine, diventerà proprietaria dell’immobile».

In merito alle successive formalizzazioni necessarie a sbloccare i fondi, la nota precisa la sequenza procedurale: «Una volta definito e aggiornato il piano d’investimento dell’intervento per l’ospedale di Crotone, tra Ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni, la Regione Calabria dovrà presentare la propria programmazione e sottoscrivere un accordo quadro per sbloccare le risorse della struttura ammessa a finanziamento. La Regione Calabria e l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, a quel punto, dovranno predisporre il progetto esecutivo che l’Inail valuterà e, se la valutazione sarà positiva, finanzierà ed, eventualmente, realizzerà la costruzione del complesso ospedaliero».

I passaggi amministrativi e i rilievi critici

Definito il quadro formale, i firmatari distinguono la fase tecnica dagli sviluppi gestionali: «Questo è l’iter. Sommario. Asettico. Senza commento alcuno da parte nostra. In seguito, concluso questo iter, si entra nei passaggi amministrativi e operativi per arrivare alla costruzione dell’immobile. Passaggi, sui quali, senza pregiudizio alcuno, nutriamo più di qualche perplessità».

La prima questione sollevata riguarda l'individuazione del sito idoneo nel capoluogo: «La prima. La localizzazione del nuovo ospedale da parte del Comune di Crotone. Localizzazione che non può che essere in un’area urbanistica idonea. Libera da vincoli idrogeologici. Senza falde. Libera da vincoli archeologici. Lontana dal perimetro del Sin. Libera da gravami. E con la presenza di collegamenti viari strategici. Sotto quest’aspetto meglio, molto meglio un’area pubblica di proprietà del Demanio o dello stesso Comune vicina alla strada statale 106 o alla strada di grande comunicazione 107».

Il secondo punto tocca la fase progettuale e l'attribuzione delle funzioni di stazione appaltante: «La seconda. La progettazione definitiva da parte della Regione Calabria e dall’Asp di Crotone. Progettazione in cui dovranno essere definiti gli standard clinico-sanitari e la pianta strutturale dell’opera. Dopo questa successione di passaggi obbligati, che auspichiamo si svolgano nel più breve tempo possibile, la Regione Calabria dovrà finalizzare gli accordi attuativi con l’Inail in cui, da quel che ci è dato sapere, la Provincia di Crotone assumerà il ruolo di stazione appaltante per la gara e per la costruzione».

Nel giudizio complessivo sullo stato dell'arte, la nota esprime riserve sulle tempistiche degli enti locali: «Ad oggi, il Comune di Crotone, e ci saremmo meravigliati del contrario, è in forte ritardo, tanto da sfiorare quasi l’inadempienza, del resto usuale in piazza della Resistenza. Al momento non abbiamo elementi in mano per valutare le azioni della Regione Calabria che, in ogni caso, aspettiamo al varco e che terremo sotto stretta osservazione e controllo».

Le normative sugli Hub e le specificità territoriali

L'analisi passa poi all'inquadramento normativo nazionale relativo alla classificazione delle strutture sanitarie: «Da quel che ci è dato da sapere, ci riferiamo al Dm 70 / 2015 del Ministero della Salute, un hub sanitario per essere proposto in un territorio la popolazione deve essere compresa tra 600.00 e 1.200.000 abitanti. La Calabria, al momento con una popolazione di 1.840.000 abitanti ha tre hub sanitari. Uno nella provincia di Cosenza. Uno nella provincia di Catanzaro. E uno nella provincia di Reggio Calabria. Per un quarto hub in Calabria nella provincia di Crotone, seppur la vigente normativa nazionale, recepita dalla Regione Calabria, di fatto non ha permesso e non permette per mancanza di numeri la creazione di un hub sanitario, va considerata la peculiarità del territorio crotonese».

A supporto della richiesta di deroga, vengono elencate le principali emergenze ambientali, sociali e assistenziali del comprensorio: «Territorio in cui, giova ricordarlo, è presente un Sito d’interesse nazionale con una bonifica tutta ancora da definire e che ha già prodotto dolorosi e tragici problemi di salute ai residenti e ha inciso negativamente sulla salubrità dell’intero territorio provinciale. Mancata bonifica aggravata dalla presenza di impianti industriali impattanti dal punto di vista ambientale. A partire dal termovalorizzatore e finire alle tre centrali di biomasse».

Si richiamano inoltre la gestione dei flussi migratori e le difficoltà della rete ospedaliera esistente: «Territorio in cui è presente un Centro accoglienza richiedenti asilo, tra i più grandi d’Europa e la presenza di migliaia di immigrati richiedenti asilo che, senza colpa alcuna, stazionano in maniera precaria nell’intero territorio provinciale. Territorio in cui è presente un solo presidio ospedaliero nel comune capoluogo, tra l’altro in pessime condizioni strutturali e con una fortissima mobilità sanitaria passiva sia verso le province di Cz e di Cs e sia fuori regione».

Le proposte strutturali e i reparti specialistici

Di fronte a questo scenario, gli esponenti politici prospettano un dimensionamento potenziato per il nuovo plesso: «Considerate tutte queste straordinarie emergenze, uniche nel loro genere, riteniamo che la costruzione del nuovo ospedale , con la dotazione di 350 /400 posti letto, completi di blocchi operatori e hub tecnologici, potrebbe e può essere un punto di partenza per ottenere il riconoscimento del nuovo presidio ospedaliero come hub sanitario , in special modo se l’Asp allargasse la sua presenza alle città di San Giovanni in Fiore e di Cariati».

Nello specifico, la nota elenca le discipline e i dipartimenti ritenuti indispensabili: «Un’hub possibile con la realizzazione di un Dipartimento di emergenza e di accettazione di secondo livello. Di un Dipartimento di terapia intensiva neonatale. Di un Dipartimento di emodinamica H24. Di un grande centro traumatologico. Di un Dipartimento di neurologia con un Centro ictus di secondo livello. E, ultimo ma non ultimo, con la realizzazione di un Polo oncologico d’avanguardia specializzato nella ricerca oncologica esposomica».

In conclusione, viene indicato il presupposto programmatorio regionale per garantire la sostenibilità dell'opera: «Per realizzare tutto questo la Regione Calabria deve e dovrà mettere mano al Piano sanitario regionale con lo sblocco delle assunzioni e l’acquisto di grandi tecnologie a servizio della Sanità pubblica, sempre più sacrificata sull’altare del Privato convenzionato, in special modo nel territorio crotonese. Nota. Nelle prossime settimane ci occuperemo del Dm 70/ 2022 che riguarda i servizi sanitari finanziati dal Pnrr in cui sono comprese le Case e gli Ospedali di comunità e tant’altro ancora».

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