Digitalizzazione e precarietà: Confial chiama i lavoratori in piazza
Mobilitazioni il 22 aprile a Crotone e il 23 a Catanzaro. Tomaino: «Basta silenzi sulla vertenza ex Lap e Abramo, serve un progetto industriale serio e duraturo»
CROTONE "Dalla disillusione al riscatto". È questo il grido di battaglia della Confial, che torna a far sentire la propria voce sulla complessa vertenza della digitalizzazione in Calabria. Il sindacato ha indetto due giornate di mobilitazione: la prima il 22 aprile alle ore 10 in piazza della Resistenza a Crotone, la seconda il 23 aprile alle 10.30 davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.
L'obiettivo è duplice e immediato: ottenere la stabilizzazione dei lavoratori ex Lap, la cui scadenza contrattuale incombe il prossimo 18 maggio, e pretendere una discussione concreta sul futuro occupazionale del territorio.
Un modello da rifondare
Secondo il portavoce nazionale Confial, Fabio Tomaino, l'idea di trasformare la Calabria in un hub della digitalizzazione è stata tradita da una gestione fallimentare.
Il progetto è stato minato da controlli mancati, disorganizzazione e una totale assenza di visione industriale, dichiara Tomaino. Abbiamo denunciato queste criticità già nel luglio 2025. Oggi i fatti ci danno ragione: il modello di vigilanza ha fallito.
Il sindacato ha inoltre annunciato di aver interessato gli organi giudiziari per far luce sull'impiego delle risorse pubbliche, ribadendo che il denaro della collettività non può generare solo crisi e precarietà.
I numeri della crisi
La portata della vertenza emerge chiaramente dai dati occupazionali legati a Konecta. Su un totale di 894 assunti tra le sedi di Crotone, Rende e Settingiano, ben 654 lavoratori sono attualmente in Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per le attività di dematerializzazione: Crotone 574 assunti (387 in Cigs), Rende 231 assunti (180 in Cigs) e Settingiano: 89 assunti (87 in Cigs).
"La Cigs, attiva fino al dicembre 2026, non deve essere un parcheggio,"avverte la Confial, "ma il tempo utile per costruire un progetto industriale che sia finalmente sostenibile".
L'appello alle Istituzioni
Il sindacato sposa la richiesta del sindaco di Crotone per la convocazione di un tavolo urgente in Prefettura. La richiesta alle istituzioni è netta: niente passerelle elettorali, ma assunzione di responsabilità.
"Difendere Crotone significa difendere il futuro della Calabria", conclude Tomaino. "Non faremo un passo indietro finché non avremo partner industriali credibili e certezze per ogni singolo lavoratore".

