L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CROTONE La Calabria fa passi indietro sulle liste di attesa sia per le prime visite sanitarie (-2,7 punti percentuali) che per gli esami diagnostici (-2,1 punti percentuali). Lo dicono i dati Agenas analizzati da Gimbe nel confronto tra gennaio-settembre 2026 e lo stesso periodo del 2025. 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

In questa situazione di regresso oltre alla Calabria ci sono altre cinque regioni: Campania, Lazio, Molise, Sicilia e Toscana. Un peggioramento si registra anche per la Sardegna esclusivamente per le visite e la Provincia autonoma di Bolzano per gli esami diagnostici.

I dati smentiscono la versione della politica

Questi dati dicono che la realtà è molto diversa da quello che raccontano i partiti che governano la Calabria. Nel 2025, la quota di persone che hanno rinunciato nella nostra regione a una o più prestazioni sanitarie è pari al 10,4% della popolazione, a fronte di una media in Italia del 9,6%.

Il dato Italiano del 2026, comprese anche le Regioni che vedono peggiorare la situazione, dice che “le prenotazioni con tempi prossimi alla soglia di garanzia, quelle oltre i tempi massimi, sono 4.057.139, rispetto ai 4.027.484 del 2025”.

Prestazioni urgenti ancora a rischio

Si registra un calo per quanto riguarda le prenotazioni urgenti e brevi, ma secondo Gimbe “circa 1 su 5 non è ancora nei tempi: per le prestazioni urgenti (entro 3 giorni), la quota di prenotazioni entro i tempi sale dal 78,8% all’81,7% per le prime visite e dal 74,2% al 77,3% per gli esami”.

Milioni di italiani rinunciano alle cure

Ieri è stato pubblicato il rapporto Bes 2026 dell’Istat “da cui emerge che nel 2025 il 9,6% della popolazione, pari a oltre 5,6 milioni di persone, ha rinunciato ad almeno una visita medica pur avendone bisogno: un dato stabile rispetto al 2024”.

Liste d'attesa e costi insostenibili

La gente rinuncia a causa dei tempi lunghi delle liste di attesa (6,5%), e per i costi delle prestazioni (5,2%). Molti italiani, compresi i calabresi, decidono di rinunciare alle cure perché non hanno soldi per accelerare gli interventi e perché si rendono conto che arrivare alle cure dopo diversi mesi o anni rende inutile qualsiasi soluzione.

L'appello del Presidente Mattarella

Proprio ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto appello a chi governa le istituzioni di fare diventare centrale il dibattito sulla sanità. Mattarella evidentemente ha la consapevolezza del fatto che oltre quattro milioni di italiani restano fuori dal sistema sanitario, come si evince dai dati analizzati da Gimbe e resi noti oggi.

Le distrazioni della politica e l'Italia a due velocità

Gli altri preferiscono occuparsi del giallo di Garlasco, dei congressi dei partiti, di come nominare i candidati. Raccontano di istituzioni che funzionano meglio da quando ci sono loro a gestirle, raccontano frottole sul costo della vita.

Non sono tanti quelli che vorrebbero mettere a fuoco la drammatica situazione sanitaria del Paese che, anche in questo settore, viaggia a due velocità: il Nord, nonostante le criticità risponde meglio; il Sud non risponde, anzi arretra.

Inchiesta "Teorema", Provincia e Comune di Crotone saranno parte civile
Ritenuta falsa polizza da 1,2 milioni per villaggio: sigilli a Le Castella