L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Si riaccendono i riflettori sulla drammatica vertenza dell'azienda Konecta R (ex Abramo customer care), che riguarda direttamente il futuro occupazionale di oltre 700 lavoratori calabresi e delle loro famiglie.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

Nei giorni scorsi si registrano importanti sviluppi sia sul fronte delle interlocuzioni istituzionali, con la fissazione di un nuovo incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sia sul versante politico-parlamentare, con l'intervento dell'onorevole Maria Elena Boschi.

Convocato il tavolo di monitoraggio al Mimit per il 17 novembre

È stata fissata per il prossimo 17 novembre la riunione del tavolo di monitoraggio sulla vertenza Konecta presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. A darne notizia, attraverso una nota congiunta, sono state le segreterie regionali confederali di Cgil, Cisl e Uil Calabria.

Un risultato definibile come l'esito del lavoro condotto dalle segreterie nazionali delle federazioni di categoria e del confronto costante tra le rappresentanze regionali con i rispettivi sindacati di settore (Slc, Fistel e Uilfpc), insieme al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

«Proprio negli ultimi giorni - spiegano le sigle sindacali - le segreterie regionali confederali avevano espressamente chiesto al presidente Occhiuto di attivarsi per ottenere la convocazione del tavolo ministeriale, ritenendo indispensabile riportare la vertenza al centro del confronto istituzionale e verificare gli impegni assunti a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti».

Secondo i sindacati, la convocazione giunta in tempi rapidissimi costituisce un primo traguardo significativo dell'azione unitaria, ma ora dovrà necessariamente tradursi in risposte concrete per la tutela dei circa 700 lavoratori coinvolti.

L'interrogazione parlamentare dell'onorevole Maria Elena Boschi

In contemporanea, la vertenza è approdata ufficialmente in Parlamento attraverso un'interrogazione depositata dall'onorevole Maria Elena Boschi e rivolta ai ministri del Lavoro e del Made in Italy. L'iniziativa nasce dalle sollecitazioni della Confial Calabria e da un confronto da remoto - organizzato da Michele Laurenzano, vicecommissario regionale di Casa Riformista - che ha visto interloquire l'onorevole Boschi direttamente con il sindacato e una delegazione di lavoratori.

L'atto di sindacato ispettivo intende fare piena luce sugli accordi sottoscritti, sull'impiego delle risorse pubbliche e sulle prospettive industriali. In particolare, al centro dell'interrogazione c'è il piano di risanamento aziendale allegato al verbale ministeriale del 9 aprile 2026, che ha disposto la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 654 lavoratori fino al 31 dicembre 2026, con un onere a carico dello Stato stimato in 4,3 milioni di euro.

Il documento avrebbe dovuto prevedere nuove commesse nazionali, servizi di assistenza ai cittadini e la dematerializzazione. Tuttavia, a oltre sei mesi di distanza, i dettagli operativi e i risultati conseguiti rimangono sconosciuti ai dipendenti. L'interrogazione mira quindi a ottenere la documentazione completa e a verificare la sorte dei 74 lavoratori il cui contratto è scaduto il 18 maggio 2026, lasciandoli senza occupazione. 

L'affondo di Confial: «Basta rassicurazioni nei caffè, servono atti ufficiali»

Sul tema è intervenuto con durezza Fabio Tomaino, segretario regionale di Confial Calabria, mettendo in evidenza la contraddizione tra l'accordo firmato ad aprile dalle altre sigle sindacali (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni) e la nota del 19 ottobre con cui le stesse hanno chiesto con urgenza il tavolo ministeriale prendendo atto dell'assenza di garanzie occupazionali.

«Se il 9 aprile è stato condiviso un percorso di rilancio - dichiara Fabio Tomaino - come si concilia quell'impegno con la dichiarazione, sei mesi dopo, dell'assenza di soluzioni concrete e garanzie occupazionali? Quali attività prevedeva quel piano e quali impegni sono stati rispettati? Non sosteniamo che il piano non esista, ma chiediamo di sapere se contenga una prospettiva industriale credibile o se gli impegni siano rimasti soltanto sulla carta».

La Confial sottolinea che dietro la vertenza ci sono complessivamente 728 lavoratori (di cui 74 già privi di impiego) e ribadisce la volontà di non cercare semplice assistenza o continue proroghe degli ammortizzatori sociali, bensì la creazione di un vero e proprio hub della digitalizzazione in Calabria per offrire un'occupazione stabile.

Il Consiglio comunale del 22 ottobre come sede di trasparenza

In vista del Consiglio comunale straordinario e aperto della città di Crotone, previsto per il 22 ottobre, la Confial e i lavoratori rivolgono un appello accorato a tutte le parti sociali e alle istituzioni affinché quella seduta rappresenti il vero momento della verità.

Tomaino chiede la massima trasparenza pubblica e critica gli incontri svolti a porte chiuse:

«Il Consiglio comunale non può diventare l'anticamera di un altro tavolo o l'occasione per annunciare ulteriori incontri riservati a pochi soggetti. Se esistono risposte o "belle notizie", vengano illustrate pubblicamente nell’aula del consiglio comunale davanti alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali, ai cittadini e soprattutto ai lavoratori. I lavoratori vogliono guardarvi negli occhi».

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