Viale Città di Cutro a Reggio Emilia, Centro Tajani: «No ai compromessi»
Il comune di Reggio Emilia affianca alla rotatoria adiacente il richiamo al 7 gennaio 1797. L'associazione esprime sconcerto e rilancia la proposta per Diego Tajani
CUTRO Il Comune di Reggio Emilia ha scelto una soluzione di compromesso sulla toponomastica di viale Città di Cutro, affiancando alla rotatoria adiacente un richiamo al 7 gennaio 1797, data della nascita del Tricolore. La decisione arriva dopo un anno di riflessioni in cui era stata considerata anche la cancellazione della denominazione.
Il Centro studi e ricerche Diego Tajani ha espresso forte sconcerto: «Riteniamo che questa soluzione di compromesso non colga il segno e rischi di riverberarsi negativamente sull'intera collettività cutrese, associando ingiustamente un'intera comunità alle vicende giudiziarie che hanno fatto emergere la pervasività della 'ndrangheta nel territorio emiliano».
La responsabilità penale è personale
L'associazione ha ribadito che la responsabilità per i reati non può ricadere sull'intera comunità: «La responsabilità penale è personale e non può trasformarsi in un'ombra che ricade sui tanti cittadini onesti di origini cutresi che vivono e lavorano a Reggio Emilia».
La proposta alternativa sul nome di Diego Tajani
Il centro studi ha lamentato la mancata accoglienza della propria proposta: «Allo stesso tempo, accogliamo con rammarico la mancata consideración della nostra proposta alternativa: affiancare alla denominazione del viale la dicitura "Città di Diego Tajani"». È stato inoltre ricordato il valore storico dell'illustre cittadino: «Ricordiamo che Cutro non è terra di sola criminalità, ma ha dato i natali a figure luminose della storia nazionale come Diego Tajani, insigne magistrato, parlamentare e statista, baluardo della legalità e della giustizia».
Il bicentenario della nascita e la memoria storica
Il prossimo anno ricorrerà il bicentenario della nascita di Diego Tajani: «Proprio l'anno prossimo ricorrerà il bicentenario della sua nascita. Dedicargli un segno tangibile in quel viale avrebbe rappresentato un alto momento di riflessione civile, unendo la memoria storica alla vera cultura antimafia, fondata sulla conoscenza, sul riscatto e sul riconoscimento del contributo che anche il Sud ha offerto alle istituzioni democratiche del Paese».
La posizione dello storico Antonio Nicaso
L'ente ha espresso piena condivisione con l'analisi dello storico Antonio Nicaso, presidente del Premio Tajani: «Condividiamo la ferma presa di posizione dello storico Antonio Nicaso, presidente del Premio Tajani». Secondo lo studioso: «Nicaso osserva come le soluzioni di compromesso finiscano soltanto per avallare una sorta di colpa collettiva. L'antimafia autentica non si fa edulcorando o nascondendo il nome di una comunità su un cartello stradale, ma riscoprendo e promuovendo le sue energie migliori, a partire da figure di assoluto valore istituzionale e morale come Diego Tajani».




