L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Le porte di casa che si chiudono, il silenzio che cala sulle stanze e un carico di assistenza che, giorno dopo giorno, diventa una montagna impossibile da scalare. Quando la gestione della disabilità grave, dell’autismo o delle malattie degenerative ricade interamente sulle spalle delle famiglie, il confine tra l’amore devoto e la disperazione totale rischia di farsi drammaticamente sottile». 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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È quanto denuncia il “Movimento famiglie autismo Crotone” dopo «i fatti di cronaca degli ultimi mesi» che «tracciano la mappa dolorosa di un fenomeno che non può più essere visto come una serie di semplici tragedie individuali, ma che assume l’aspetto di una vera e propria emergenza sociale».

I drammi della solitudine

L’ultimo tragico episodio in ordine di tempo è avvenuto a Roma, nel quartiere Pietralata, dove il 31 agosto 2026 un’intera giovane famiglia – padre di 32 anni, madre di 31 e la loro bambina di soli 5 anni affetta da disabilità – è stata trovata senza vita nell’abitazione, travolta da un drammatico epilogo su cui le forze dell’ordine indagano per omicidio-suicidio.

Una spirale di sofferenza che attraversa tutta la penisola e non fa distinzioni d’età: a Corleone, nel palermitano, il 6 dicembre 2025, la settantottenne Lucia Pecoraro ha tolto la vita alla figlia adulta autistica per poi suicidarsi, schiacciata dall’assistenza quotidiana condotta in totale solitudine dopo la scomparsa del marito.

Poche settimane prima, nell’ottobre 2025, la provincia di Modena era stata teatro di due drammi identici a distanza di pochissimi giorni, con due anziani mariti sopraffatti dalla degenerazione delle malattie delle proprie mogli che hanno compiuto l’estremo gesto prima di togliersi la vita.

Il corto circuito del sistema

A riaccendere il dibattito sul piano giuridico, segnala il movimento, è stata anche la sentenza del luglio 2026 sul caso di Giuseppina, la donna che aveva tolto la vita alla madre novantatreenne affetta da Alzheimer: la Corte ha pronunciato una sentenza di assoluzione per totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto, riconoscendo il cortocircuito emotivo ed esistenziale provocato da una condizione di logorio prolungato. È una pronuncia che mette a nudo una realtà incontestabile, dove le aule di giustizia si trovano a decifrare l'estremo atto di crollo di un sistema di supporto pubblico che spesso arriva troppo tardi o non arriva affatto.

Di fronte a questo scenario drammatico, la voce di chi vive questa realtà quotidiana si leva con forza e determinazione: «Come associazione Movimento famiglie autismo Crotone, non è più possibile rimanere in silenzio. Il vero pilastro del welfare nel nostro Paese non sono i servizi pubblici, ma le famiglie; madri, padri e fratelli che ogni singolo giorno si privano di tutto, consumando la propria salute nell’indifferenza generale e arrivando persino a rinunciare al diritto fondamentale di curarsi o di fare una semplice visita medica».

L’estate che sta per concludersi è stata l’ennesima conferma di questo isolamento. Con la chiusura delle scuole, le famiglie si sono ritrovate completamente sole: la drammatica assenza di centri estivi adatti, dotati del necessario rapporto educativo 1 a 1 per accogliere ragazzi e bambini con disabilità grave, ha trasformato la pausa estiva in un incubo quotidiano. E laddove esistono rarissime strutture idonee, i costi privati sono diventati proibitivi per qualsiasi bilancio familiare. Spesso le istituzioni parlano di "troppa burocrazia", ma la verità è un’altra, più cruda e amara: non è solo burocrazia, è abbandono. Parlare con uno psicologo può aiutare a gestire il carico emotivo, ma non risolve la stanchezza fisica, il burnout, la mancanza di tempo e la solitudine concreta di chi assiste un figlio H24 senza tregua.

Le richieste per il futuro

Per fermare questa deriva servono aiuti giusti e operativi, il Movimento Famiglie Autismo Crotone individua priorità non più rinviabili:

«Centri ricreativi e servizi di sollievo inclusivi con attività accreditate e coperte dal sistema pubblico tramite personale formato e rapporto 1 a 1, un’assistenza domiciliare continua che fornisca risposte operative quotidiane senza gravare interamente sulle spalle dei genitori, tutele sanitarie e previdenziali dirette per garantire al caregiver familiare il diritto primario alla propria salute e al proprio riposo».

«Rivolgiamo un appello accorato all’assessore regionale alle Politiche sociali Pasqualina Straface - dichiara la presidente Maria Teresa La Forgia -, al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Ernesto Siclari, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Assistere un figlio con autismo è un atto d’amore immenso, ma non può e non deve trasformarsi in una condanna all’isolamento o all’annullamento di sé. Le istituzioni devono dare risposte immediate prima che questo sistema, retto unicamente dal sacrificio personale dei genitori, crolli definitivamente. La battaglia del Movimento famiglie autismo Crotone proseguirà in ogni sede per difendere la dignità dei propri figli e di tutte le famiglie» conclude la presidente La Forgia.

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