Situazione drammatica a Belvedere Spinello: senza acqua da sette giorni
Circa 2.000 residenti sono da una settimana senza fornitura con il caldo cocente. Il sindaco ha richiesto un intervento urgente alla Prefettura e attivato la Protezione civile
BELVEDERE DI SPINELLO Da venerdì scorso i rubinetti dell’acqua di Belvedere Spinello non danno più segni di vita. E così quasi 2.000 persone, che abitano il paese della provincia di Crotone non sanno come sopravvivere. Il sindaco di Belvedere Spinello, Antonio Amato, sta cercando soluzioni che attualmente mancano.

Le radici della crisi idrica
Il problema è diventato drammatico negli ultimi sette giorni, a causa anche di un caldo che richiede una maggiore disponibilità di acqua. A Belvedere Spinello la crisi idrica esiste da tanto tempo e né la Regione Calabria e né la Sorical hanno mai avanzato una proposta risolutiva.
La gestione e l’impianto di Savelli
Belvedere Spinello non ha mai aderito al Congesi, il consorzio che gestiva il sistema idrico integrato in 14 comuni del Crotonese. La gestione Sorical è datata e ha la proprietà del serbatoio comunale e, secondo il sindaco Amato, era a conoscenza della criticità che riguardava la vicenda dell’acqua.
A Belvedere Spinello l’acqua potabile arriva da Savelli, dove c’è un impianto di potabilizzazione Sorical. L’acqua scende a valle grazie a una condotta che è ormai vetusta e spesso si rompe. Il sindaco si dice convinto che non le rotture sulla condotta sono di origine naturale (condotta vecchia).

Il ruolo del pozzo e il sequestro della Procura
Queste rotture ormai sono diventate quotidiane e spesso non si fa in tempo ad aggiustarne una che se ne determina un’altra. L’acqua di Savelli non basta e il Sorical sopperiva pompando da un pozzo lasciato in dote da Syndial, la società del gruppo Eni, che per anni ha estratto salgemma nel Comune di Belvedere Spinello.
La condotta che portava l’acqua dal pozzo al serbatorio cittadino è stata realizzata sempre dalla Sorical. Sempre secondo il racconto del sindaco Amato tutti (presidente della Regione e gli altri che hanno avuto a che fare con la questione) erano a conoscenza del sistema di approvvigionamento messo in atto a Belvedere Spinello.
Dal pozzo veniva estratta acqua che non rispecchia i crismi della potabilità. Ventiquattro anni di gestione di questa situazione. Un comitato cittadino ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone che ha predisposto una serie di esami sulla qualità dell’acqua.
Da questi esami è emerso che la qualità non era conforme. Per cui, l’inverno scorso, è stato emesso un corretto provvedimento di chiusura del pozzo. Sembrerebbe che i cittadini erano a conoscenza della non potabilità dell’acqua e ne facevano un uso adeguato, evitando di berla.

Mancati investimenti e progetti sfumati
Con il sequestro del pozzo è comunque iniziato il dramma della carenza dell’acqua. Da quel momento il sindaco Amato ha garantito l’erogazione dell’acqua con una turnazione. Se, invece, i gestori del sistema avessero pensato di utilizzare i quattro pozzi (al momento uno solo potrebbe essere attivo) donati da Syndial la soluzione sarebbe a portata di mano non solo per il Comune di Belvedere Spinello, ma anche per i Comuni di Strongoli, Cirò Marina e Melissa.
L’ipotesi era stata fatta, ma occorreva un investimento per rendere l’acqua potabile e le parole sono rimaste tali. Secondo il racconto del sindaco Amato sarebbero bastati tre milioni di euro. Una inezia se si pensa alla drammaticità della mancanza di acqua. Solo chiacchiere da ombrellone mentre i cittadini devono fare i salti mortali per sopravvivere ad una drammatica situazione di crisi.

L’attivazione dei soccorsi e delle autobotti
Proprio oggi è stata una giornata nera per la carenza idrica e il sindaco ha riunito il Coc (Centro operativo comunale) nel tentativo di fare fronte all’emergenza. È stata subito attivata la Prociv di Belvedere spinello ed è stata riattivata l’autobotte comunale che distribuisce acqua casa per casa anche se non è potabile.
È stato inoltre chiesto l’intervento della Protezione civile di Catanzaro, mentre al Sistema operativo regionale (Sor) è stato sollecitato l’invio di una cisterna. La Sorical, dal suo, ha messo a disposizione una cisterna e anche la Protezione civile di Crotone ne ha inviato un'altra.
Questa è la drammatica situazione di Belvedere Spinello, che meriterebbe di essere raccontata da uno di quegli inviati che si recano nei territori dove si combattono le guerre. Non sbagliamo dicendo che Belvedere Spinello è un paese dove si vivono le stesse drammatiche situazioni dei territori interessati dalle guerre.


