Tragica fine per la 35enne Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo
Dopo l'uccisione nel 2009 della testimone di giustizia, la donna viveva in una località protetta dove si è tolta la vita. L'atroce epilogo alla stessa età della madre. La notizia riportata da Avvenire
CROTONE Un dramma silenzioso che consuma fino all’estremo gesto. Come riportato da Avvenire in un articolo a firma di Antonio Maria Mira, Denise, la figlia di Lea Garofalo, si è tolta la vita all’età di 35 anni, la medesima età che aveva la madre quando venne brutalmente assassinata e fatta sparire nel 2009. Una tragica coincidenza che chiude in modo devastante la storia di una giovane donna travolta dalla violenza criminale e dal peso di una memoria troppo difficile da portare.
Un’eredità di coraggio e una vita spezzata
La storia di Denise è strettamente legata al riscatto e alla ribellione della madre Lea Garofalo, donna simbolo della scelta di libertà contro la ’ndrangheta che scelse di diventare testimone di giustizia per garantire un futuro diverso alla propria figlia. Dopo l’inganno e l’assassinio orchestrato dall’ex compagno Carlo Cosco a Milano, Denise aveva trovato la forza di testimoniare, contribuendo in maniera decisiva alle condanne e partecipando, nascosta dietro le quinte per ragioni di sicurezza, ai funerali pubblici della madre nel 2013. «La forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene», disse in quell’occasione attraverso un altoparlante, ricordando il sacrificio materno.
Il peso dell’isolamento e la sofferenza invisibile
Nonostante il supporto del Servizio Centrale di Protezione, l’aiuto costante di don Luigi Ciotti e della rete di Libera, la vita di Denise è stata contrassegnata da fragilità profonde, dal cambio di identità e da una complessa quotidianità vissuta in una località segreta. Non sono bastati la nascita di un figlio, che oggi ha quasi quattro anni, né i tentativi di ricostruirsi un’esistenza normale per colmare il vuoto e il dolore accumulati negli anni. Domenica scorsa la giovane ha compiuto il gesto estremo, precipitando da una finestra, ed è deceduta dopo quattro giorni di agonia. Un tragico epilogo che richiama alla memoria il doloroso destino di Rita Atria, altra testimone di giustizia morta suicida dopo la strage di via D’Amelio.


