L'arte bianca
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CIRÒ MARINA Il gruppo consiliare di minoranza Cirò Marina Bene Comune critica aspramente l'istituzione dello staff a supporto della sindaca Maria Grazia Panebianco, giudicando la spesa prevista sproporzionata e inopportuna alla luce della delicata situazione finanziaria dell'ente

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Attraverso una nota ufficiale, il movimento d'opposizione mette in discussione la necessità di ricorrere a collaboratori esterni a fronte delle criticità emerse dai documenti contabili e preannuncia formali interrogazioni consiliari volte a verificare la sostenibilità economica e le motivazioni politiche dell'atto.

Le criticità finanziarie e i costi dell'ufficio

Dal quadro contabile emerso nelle recenti sedute del Consiglio comunale si delineano elementi di preoccupazione sul bilancio dell'ente locale. «Dal penultimo Consiglio comunale e dagli atti illustrati, anche sulla base della relazione del revisore dei conti, è emerso un quadro finanziario che impone cautela: un'anticipazione di cassa ancora rilevante e difficoltà nel recupero delle entrate derivanti dai tributi locali».

L'entità delle risorse impegnate per la struttura rappresenta l'elemento centrale delle contestazioni sollevate dal gruppo. «In queste condizioni impegnare per lo staff del sindaco una somma che, nell'arco di cinque anni, supera i 300 mila euro (da determina 129 del 31.07.2026) rappresenta una scelta politica sulla quale chiediamo una seria riflessione».

Le priorità alternative per il territorio

Secondo gli esponenti della minoranza, i fondi destinati alle collaborazioni esterne avrebbero potuto trovare un diverso e più utile impiego per le esigenze della comunità. «Sono risorse che avrebbero potuto essere destinate a bisogni immediati e visibili: la bitumazione e la manutenzione delle strade, interventi straordinari di pulizia, decoro urbano, servizi ai cittadini, sostegno a iniziative gratuite e di qualità per animare la vita sociale e culturale di Cirò Marina».

L'opportunità dell'incarico esterno viene poi valutata alla luce del personale e delle figure amministrative già a disposizione del Municipio. «Non comprendiamo, inoltre, quale sia l'effettiva necessità di uno staff esterno quando il Sindaco dispone già di una maggioranza composta da consiglieri comunali che possono contribuire concretamente all'azione amministrativa, soprattutto coloro che non ricoprono deleghe assessorili».

Il movimento richiama anche l'apporto dei lavoratori impegnati nei bacini di tirocinio all'interno dell'amministrazione locale. «A ciò si aggiunge la recente assunzione dei Tis: personale che, se adeguatamente valorizzato e organizzato, può offrire un supporto importante al funzionamento dell'ente e alle attività amministrative».

Il confronto con la precedente consiliatura

Nel documento viene tracciata una distinzione tra l'assetto attuale e quello che caratterizzava la giunta guidata dal precedente primo cittadino. «Il precedente sindaco Sergio Ferrari aveva uno staff, ma ricopriva nello stesso tempo incarichi e ruoli istituzionali di rilievo, tra cui la presidenza della Provincia e di Arrical, oltre a un'attività politica regionale molto intensa».

L'attuale contesto istituzionale renderebbe meno giustificabile il ricorso alla medesima struttura collaborativa. «Oggi quella condizione non esiste. Per questo la scelta dell'attuale Amministrazione appare ancora più difficile da giustificare».

Il timore espresso riguarda le possibili dinamiche politiche sottese alla decisione dell'esecutivo. «Il rischio è che, dietro questa decisione, prevalga l'esigenza di mantenere equilibri politici ereditati dal passato, scaricandone però il costo sulle casse comunali».

Le ripercussioni economiche, secondo il gruppo, non dovrebbero ricadere sulla cittadinanza per finalità interne alla maggioranza. «Cirò Marina non può sopportare ulteriori pressioni finanziarie solo per far quadrare assetti politici interni alla maggioranza forzista Panebianco-Ferrari».

I quesiti e le richieste di chiarimento all'esecutivo

Il gruppo d'opposizione ha annunciato l'intenzione di investire della questione gli organi di governo cittadino attraverso i propri rappresentanti in aula. «Attraverso i nostri consiglieri comunali chiederemo all'assessore al bilancio e al sindaco».

I rilievi verosimilmente verteranno innanzitutto sulla copertura di bilancio e sul rispetto dei parametri normativi della spesa pubblica: «se la relativa spesa risulti integralmente coperta dagli stanziamenti del bilancio di previsione 2026-2028 e compatibile con i limiti di spesa per il personale previsti dalla normativa vigente».

In secondo luogo, l'attenzione viene posta sulle modalità di selezione dei soggetti individuati tramite il provvedimento sindacale: «quali criteri abbiano guidato la scelta dei due collaboratori esterni nominati con il Decreto n. 16/2026, atteso che uno risultava essere stato consigliere comunale nella precedente consiliatura e l'altro assessore al bilancio sempre nella precedente consiliatura».

Infine, si chiede conto della coerenza tra la nuova spesa e le prescrizioni fissate dal Consiglio in materia di collaborazioni: «come si concili l'istituzione di un nuovo ufficio con oneri aggiuntivi a carico del bilancio comunale - stimabili, sulla base del solo trattamento economico dichiarato nel decreto, in svariate decine di migliaia di euro nell'arco del mandato - con il quadro di criticità finanziaria illustrato in sede di approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, e con il limite di € 0,00 fissato dal medesimo Consiglio comunale per gli incarichi di collaborazione per l'anno 2026».

La nota si chiude con un'esortazione al riesame della determina da parte dei vertici comunali. «Ci appelliamo pertanto al buon senso del sindaco Maria Grazia Panebianco e dell'intera Amministrazione comunale: si riveda questo provvedimento e si scelga di destinare le risorse alle priorità della comunità».

La richiesta finale punta alla tutela delle risorse pubbliche in un frangente economico complesso. «In una fase così delicata, ogni euro pubblico deve servire a migliorare il paese, non ad appesantire ulteriormente il bilancio dell'ente».

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