Casa Riformista: ecco il piano per rilanciare il diritto alla salute
Il manifesto esposto da Francesco Sarcone propone un Hub territoriale integrato per valorizzare i professionisti della sanità crotonese e frenare la mobilità passiva
CROTONE La salute è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 32 della Costituzione italiana e rappresenta il primo indicatore della qualità di una democrazia. Nel testo integrale del manifesto diffuso da Casa Riformista di Italia Viva, a firma del coordinatore cittadino Francesco Sarcone, emerge un quadro chiaro ed esplicito della situazione locale: «Quando un cittadino è costretto a lasciare la propria terra per ricevere cure adeguate, non fallisce soltanto un ospedale: fallisce un intero sistema istituzionale». Negli ultimi vent'anni la provincia di Crotone ha vissuto un progressivo ridimensionamento della propria sanità, caratterizzato da una riduzione dei servizi, centralizzazione delle funzioni, continui cambi di governance e una cronica carenza di personale. La programmazione è stata troppo spesso fondata su criteri amministrativi piuttosto che sui reali bisogni della popolazione. Tuttavia, come sottolineato da Sarcone, il territorio possiede competenze professionali ed eccellenze che possono diventare il motore di rilancio per l'intero sistema sanitario calabrese. Oggi la sfida consiste nel proporre una visione nuova, moderna e coraggiosa.
Una nuova idea della Sanità
Il Servizio sanitario nazionale, istituito dalla Legge n. 833 del 1978 e successivamente riformato dai Decreti legislativi n. 502/1992 e n. 229/1999, si fonda sui principi di universalità, equità e centralità della persona. Più recentemente il Dm 70/2015 ha definito la rete ospedaliera secondo il modello Hub & Spoke, mentre il Dm 77/2022 ha ridisegnato la sanità territoriale introducendo Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali, telemedicina e assistenza domiciliare come strumenti della continuità assistenziale. La sanità moderna richiede una forte sanità di Prossimità che raggiunga i più fragili e i cittadini indigenti, considerando che oggi «il 30% dei cittadini della Provincia di Crotone non riesce più a curarsi e si abbandonano sé stessi». In quest'ottica, «L'ospedale deve ritornare alla funzione originaria: deve curare le acuzie. Il territorio deve prendersi cura della cronicità, della fragilità, della prevenzione e dell'assistenza domiciliare».
I dati richiamati nel comunicato dimostrano che Crotone svolge già di fatto il ruolo di Hub sanitario interterritoriale: nel solo anno 2025, il Presidio ospedaliero "San Giovanni di Dio" ha registrato nel suo Pronto soccorso ben 48.418 accessi, di cui 7.774 sfociati in ricovero e oltre 35.600 con dimissione a domicilio.
Il modello Hub Territoriale Integrato
La proposta avanzata da Francesco Sarcone non prevede la richiesta di un nuovo ospedale o di privilegi, bensì una programmazione basata sui flussi reali dei pazienti e non sui confini amministrativi. Il modello si articola sulla realizzazione del primo Hub Territoriale Integrato della Calabria, una struttura strategica che poggia su elementi cardine ben definiti, quali un ospedale pubblico forte e interamente dedicato alle acuzie e all'emergenza-urgenza, affiancato da una rete territoriale realmente operativa e da un Distretto sanitario protagonista della presa in carico dei pazienti. Questo nuovo assetto organizzativo prevede inoltre una precisa integrazione funzionale tra la sanità pubblica e quella privata accreditata, lo sviluppo della telemedicina e dell'innovazione digitale, e l'adozione dell'assistenza domiciliare quale asse portante della continuità assistenziale.
Valorizzare i professionisti per valorizzare la sanità
Non è possibile realizzare alcuna riforma senza il pieno coinvolgimento del personale. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi costituiscono il vero patrimonio del sistema. Risulta quindi indispensabile investire sul capitale umano attraverso nuove assunzioni, formazione continua, percorsi di carriera trasparenti, valorizzazione del merito e sicurezza nei luoghi di lavoro. Come evidenziato nel testo siglato da Casa Riformista, «La qualità dell'assistenza nasce prima di tutto dalla qualità dell'organizzazione».
Ridurre la mobilità sanitaria significa creare sviluppo
Ogni ano ingenti risorse economiche lasciano la regione sotto forma di mobilità sanitaria passiva. Per l'Asp di Crotone questo si traduce in minori capacità di investimento e minori opportunità occupazionali. Bloccare questo flusso significa recuperare fondi da reinvestire in tecnologie e valorizzazione delle eccellenze locali. La sanità non può più essere vista solo come un costo, ma deve trasformarsi in un motore di sviluppo economico e sociale per l'intera Calabria.
Un Patto istituzionale per la Sanità Crotonese
Il comunicato firmato da Sarcone si conclude con un appello alla Regione Calabria, ai parlamentari, ai sindaci e alle organizzazioni sindacali per la sottoscrizione di un Patto per la Sanità Crotonese. L'intesa mira a impegnare tutte le istituzioni a riconoscere il ruolo strategico del Presidio ospedaliero "San Giovanni di Dio", a programmare la rete sanitaria sulla base dei flussi reali dei pazienti e a rafforzare la medicina territoriale prevista dal Dm 77/2022. Il piano prevede inoltre di valorizzare i professionisti della sanità, integrare efficacemente ospedale, territorio, emergenza-urgenza e assistenza domiciliare, e ridurre progressivamente la mobilità sanitaria attraverso investimenti mirati e una governance stabile. Questo percorso punta a dimostrare che «rilanciare la sanità crotonese significa rilanciare il diritto alla salute, la dignità dei professionisti, il futuro dei giovani e lo sviluppo dell'intera Calabria».




