L'arte bianca
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CROTONE – Un potenziale pericolo per il patrimonio verde nel cuore della città. La sezione di Crotone di Italia Nostra, guidata dalla presidente Teresa Liguori e dalla vicepresidente Acheropita Zampelli, ha formalmente inviato una segnalazione urgente alle autorità competenti per denunciare il rischio di grave danneggiamento a carico degli alberi secolari situati in via Poggioreale, precisamente nel tratto antistante Palazzo Pitascio.

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Il cantiere e il finanziamento pubblico

L'iniziativa dell'associazione ambientalista nasce a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di diversi cittadini, preoccupati per l'impatto dei cantieri attualmente aperti nella zona. Gli interventi in questione rientrano nel capitolo delle spese per opere pubbliche finanziate dallo Stato per il ristoro Imu-Tasi, per un importo totale di 400mila euro. L'approvazione del progetto esecutivo era avvenuta tramite la determinazione dirigenziale numero 648 del 9 marzo scorso. Nel mirino dei cittadini e dell'associazione ci sono in particolare i lavori di rifacimento dei marciapiedi, i quali – come evidenziato nella nota diffusa da Italia nostra il 18 agosto scorso – rischiano di compromettere la salute e la stabilità dei ligustri storici che ornano la via.

La richiesta di controlli alle autorità

La nota di sollecito è stata indirizzata al Gruppo carabinieri forestale di Crotone, alla soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio, Stefania Argenti, e al sindaco Vincenzo Voce. Italia Nostra richiede l'esecuzione immediata di verifiche e controlli tecnici sull'area di cantiere per accertare la regolarità degli interventi ed evitare danni irreversibili alle alberature.

«Si chiedono urgenti controlli sui lavori in corso per rifacimento marciapiedi» sollecitano le rappresentanti dell'associazione, allegando alla comunicazione un dossier fotografico a testimonianza dello stato dei luoghi e dello scavo a ridosso del tronco e delle radici dei secolari ligustri. L'auspicio è che i sopralluoghi possano garantire la salvaguardia di un bene naturale e identitario per l'arteria cittadina.

Il contenzioso giudiziario promosso dai residenti

Sulla situazione dell'arteria cittadina pende peraltro un articolato contenzioso giudiziario davanti al Tribunale civile di Crotone. A promuoverlo sono stati i proprietari dell'immobile situato al civico 35 di via Nuova Poggioreale, i quali hanno citato in giudizio l'amministrazione comunale a causa dei continui e documentati danni provocati dall'apparato radicale delle alberature. Nell'atto di citazione i residenti evidenziano come la crescita irruente delle radici abbia sollevato e lesionato la pavimentazione del marciapiede privativo, insinuandosi persino nelle fondamenta e nella colonna di scarico fognario. Una situazione che negli anni ha provocato ripetuti intasamenti, fenomeni di fuoriuscita di acque reflue e criticità igienico-sanitarie accertate anche dall'Asp locale, costringendo i condomini a frequenti e costosi interventi di autospurgo e videoispezione. 

Le rimostranze dei residenti dell'immobile

Di fronte al mancato riscontro alle diffide e al fallimento del tentativo obbligatorio di mediazione, i proprietari chiedono al giudice l'accertamento delle responsabilità del Comune nella custodia delle piante ex art. 2051 c.c. Gli istanti hanno sollecitato la condanna dell'ente all'esecuzione dei lavori di ripristino della condotta fognaria e della pavimentazione, all'estirpazione o al taglio periodico programmato delle radici, oltre al risarcimento dei danni materiali – stimati prudenzialmente in circa 50mila euro – e di quelli morali ed esistenziali patiti per i prolungati disagi.

La nota del Comune prima della decisione del giudice

A fare da sfondo alla vicenda c'è infine la recente missiva firmata il 4 agosto dal dirigente del Settore Opere pubbliche del Comune di Crotone, Salvatore Gangemi, indirizzata ai legali dei cittadini e trasmessa alla giudice Martina Manfreda prima del pronunciamento del Tribunale previsto per settembre. Nella nota l'Ente, preso atto del mancato accordo bonario, comunica l'intenzione di posare palancole metalliche come suggerito dalla perizia del Ctu per isolare le radici, evitando di dover ridemolire il marciapiede una volta ripristinato. Tuttavia, il Comune precisa che l'intervento non costituisce ammissione di responsabilità e si riserva espressamente di addebitare ai privati il costo dell'opera (pari a circa 12.600 euro) qualora l'autorità giudiziaria dovesse rigettare la domanda dei residenti.

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